La cazzata del giorno
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Quando la pasta scuoce ha un Dissapore che diventa Scarto di Gusto

16 marzo 2016
La Fabbrica della Pasta, 'a Caccavella

La Fabbrica della Pasta, ‘a Caccavella

di Leo Ciomei

Oggi contrariamente al solito facciamo le pulci a due blog, uno gastronomico l’altro di non si capisce cosa.

Questo per evidenziare cosa significa fare giornalismo gastronomico da due lire, quello del “clickbait” per intendersi, non dissimile dai link su Facebook della Casaleggio e Associati o di quelli delle testate più becere e qualunquiste, specchietti per allodole o boccaloni come è uso chiamarli sui social.

Esempio n. 1

Stamani compare sul famoso (e, dispiace dirlo, un po’ decaduto fra gli appassionati) blog Dissapore un articolo a firma Nunzia Clemente, giovane editor, sui “5 minipastifici italiani che vincono all’estero”, articolo, ça va sans dire, come spesso succede ripreso paro-paro da Affari e Finanza di Repubblica di lunedì (citata nel testo). Domanda: perchè non scrivere articoli tuoi? Risposta: perchè faticare se altri lo fanno per te?

Tutto bene quindi? Cosa c’è di diverso dai mille articoli copia-incollati che compaiono di solito? Niente. Eccetto il fatto che nell’articolo di Repubblica si parla di 6 (sei) pastifici e non di 5… e che sarà mai… forse una svista, una dimenticanza, una macchia di caffè che ha celato il sesto pastificio, un’invasione di cavallette, il terremoto… chissà!

Il pastificio casualmente “dimenticato” è il Pastificio dei Campi del Gruppo Di Martino, uno dei marchi più noti fra i pastifici di alta fascia, famoso oltre che per la qualità anche per il packaging particolare. Prodotto in vendita in molti paesi esteri (70% della produzione va fuori Italia) e usato da molti chef sia italiani che stranieri.

Esempio n. 2

Su altro blog (Scarti di Gusto) oggi si mette in risalto la notizia (anche questa ripresa da Repubblica) del sequestro di un milione di kg. di grano tenero al Pastificio Garofalo nel porto di Genova. Notizia bomba che mette in subbuglio tutti i clienti del famoso pastificio campano ma che risulta più un petardo perchè scopriamo nel pomeriggio che il grano è solo di passaggio e serve per produrre non la pasta della linea Pasta Garofalo bensì un prodotto più scadente destinato al mercato africano con marchio Santa Lucia, come poi correttamente aggiunto in calce all’articolo.

Ah, dimenticavamo: nello scontro Romito-Sposito la chiave di lettura era…la pasta! Ahahahahahah

5 Commenti a “Quando la pasta scuoce ha un Dissapore che diventa Scarto di Gusto”

  1. Ciro scrive:

    Mammamia che monnezza che è diventato Dissapore, tra articoli copiati (male), foto copiate (male e con le didascalie sbagliate), articoli autoprodotti che fanno ribrezzo… Sapresti consigliare blog simili al primo dissapore, che parlino in generale di “cibo”? Tutti quelli che trovo sono praticamente ricettari…

  2. Marco Lungo scrive:

    Grande Leo, come è decaduto… Anni fa erano gli altri che copiavano quello che scrivevamo noi, oggi invece copiano loro quello che scrivono gli altri. Grande esempio di malagestione di un patrimonio intellettuale.

  3. Gianluca scrive:

    Tralasciando l’infantile refuso, credo sia infantile anche il far notare che altri blog scopiazzano o fanno notizie dal nulla. Anche questo blog ha copiato una foto dal sito degli “scarti” ed ha pagato caro l’aver preso una foto proprio da lì. Detto ciò, trovo “Scatti” e “Dissapore” dei siti oramai alla deriva che pubblicano articoli simili approfondendo notizie banali di cui a pochi può fregare qualcosa. Li trovo due novella 2000 del cibo. Per fortuna almeno su Dissapore si parla di prodotti e se ne analizzano le caratteristiche.

  4. Luciano Pignataro scrive:

    A dire il vero è successo esattamente il contrario
    http://www.lucianopignataro.it/a/vincenzo-pagano-furti-di-scatti-o-scarti-di-furto/29530/

    Dove ha preso questa informazione?

  5. leo scrive:

    Gentile Gianluca,
    innanzi tutto la invito a leggere cosa scrive la Treccani sul lemma refuso http://www.treccani.it/vocabolario/refuso/

    Capisce quindi che qui non si tratta di un refuso ma di un’omissione atta a sminuire il lavoro di un pastificio che certo non ha bisogno di ulteriore visibilità sui media ma che comunque doveva essere citato regolarmente in un articolo che quasi copia-incollava il lavoro di altro giornalista.
    Mi farebbe altresì piacere, per curiosità mia personale, conoscere quali sono gli altri blog che scopiazzano.

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