La polemica | Antonio Caggiano: cambiare il disciplinare docg del Taurasi

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Antonio Caggiano

Colpo di scena durante la strepitosa degustazione di Taurasi 1999 organizzata dal nostro gruppo Slow Wine al Castello Marchionale di Taurasi: prende la parola Antonio Caggiano per commentare il suo fantastico Macchia dei Goti:
“Mi fa piacere stare qui, prima di me Taurasi era un vino, non un comune. Ho avuto la fortuna di realizzare il mio sogno, ho creato insieme a Luigi Moio la prima cantina di accoglienza e la gente a cominciato ad arrivare qui. Tanto è stato fatto, tanto avrebbe potuto essere fatto e purtroppo è rimasto una chiacchiera. Voglio però dire che la docg così com’è non va bene. Il Taurasi Montemarano è diverso dal nostro, non dico se sia meglio o peggio, dico che è diverso. Allora questa cosa andrebbe sottolineata, si facesse un’altra docg. Taurasi deve essere identificato con il nostro comune o con l’area immediatamente limitrofa”.

Una posizione che ha dominato la serata: contrario Ciriaco Cefalo (I Capitani) e Sandro Lonardo: “Ancora dobbiamo far conoscere l’Aglianico e il Taurasi in Italia e nel mondo, sarebbe assurdo dividerci. Non ci servono ritorni al campanilismo e al medioevo”.
Forse però l’individuazione di sottozone, come è stato fatto per la doc Costa d’Amalfi (divisa tra Furore, Ravello e Tramonti). Ma il tema è talmente delicato che sarà difficile passare dalle chiacchiere a una decisione concreta.
 

17 commenti

  • giancarlo

    (13 agosto 2012 - 13:35)

    sempre la guerra far i poveri !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!1

  • giancarlo

    (13 agosto 2012 - 13:35)

    sempre la guerra fra i poveri !!!!!!! unione fa la forza ma da noi in campania non esiste !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • Virginia

    (13 agosto 2012 - 13:54)

    Il problema non e’ il Taurasi e l’invidia che esiste al Sud , non c’è compattezza : poi si lamentano , nel panorama vitivinicolo siamo un puntino , insignificante , abbiamo bisogno di coesione e non divisione .

  • Daniele

    (13 agosto 2012 - 15:38)

    Il problema e che dovremmo essere piu uniti come al nord e di non pensare ora alle divisione ma di far conoscere e dar crescere le nostre potenziAlita!!

  • alex

    (13 agosto 2012 - 16:24)

    ecco finalmente le carte so scoperte,questo è dedicato a sig. lello ed i suoi amici,questa è la vostra coesione qui si litiga x le caramelle..ecco con poco il norde ci piglia x il….

    • Lello Tornatore

      (13 agosto 2012 - 17:29)

      Ciao Alex, finalmente!!!… Cominciavo a sentire la tua mancanza… ;-))

  • attoadivenire

    (13 agosto 2012 - 16:44)

    Secondo me la zonazione è fondamentale, nel Taurasi come nel resto di Italia.
    E’ un segno di modernità e di maggiore comunicazione del vino.

  • Eduardo

    (13 agosto 2012 - 20:50)

    Signori la polemica esposta da Caggiano non vuole portare ad una divisione come l’avete commentata facendo paragoni con il nord, ma solo al riconoscimento di due grandi vini in modo da poter esprimere al meglio il potenziale del vitigno Aglianico, in quanto quello di montemarano e di taurasi sono due vini diversi ma con la stessa denominazione!!! Vi chiedo li avete mai provati?

  • michele d'argenio

    (14 agosto 2012 - 00:38)

    concordo con l’eventuale zonazione ma ritengo sia un processo che è frutto della conoscenza prima di un territorio ancora poco analizzato sia come pedoclima che che come viticoltura.
    siamo l’equivalente di un granello di sabbia nel mare (anche se la migliore sabbia).

  • michele d'argenio

    (14 agosto 2012 - 00:43)

    quindi secondo me abbiamo altre priorità come comunicare chi siamo, dove e come produciamo vino

  • Monica Piscitelli

    (14 agosto 2012 - 01:14)

    Interessante discussione per una vigilia di Ferragosto. Cambiare un disciplinare per sottolineare una differenza che basta semplicemente comunicare adeguatamente mi pare eccessivo. Facciamo apprezzare maggiormente il Taurasi e poi approfondiamo con “i Taurasi”. Se ne parla già ampiamente empiricamente, ma anche sempre più scientificamente con le degustazioni in anteprima fatte da vari professionisti annualmente.

  • Antonio Ciccarelli

    (14 agosto 2012 - 10:36)

    Conosco molto bene Antonio Caggiano e sono sicurissimo che l’ultima cosa che vorrebbe è creare una frattura nella denominazione che ama e che ha sempre promosso in qualsiasi sede. Forse la semplice aggiunta della parola “Classico” ai vini provenienti dai vigneti siti nel comune omonimo sarebbe la soluzione a quanto Antonio sostiene.

  • Salvatore LANDOLFO

    (14 agosto 2012 - 11:07)

    ……… secondo me si sta potando prima che crescano i rami ……

  • mario riccardi

    (14 agosto 2012 - 13:44)

    Discussione interessantissima, non dimentichiamo che chi valorizza o penalizza un prodotto e il consumatore. Ed ecco che sono dell’avviso che solo la buona quealità del prodotto fa si che possa essere apprezzato e valorizzato.
    Capisco tutte le titubanze e tutte le proposte, ma invece di delimitare le zone al metro si vinificassero davvero solo le uve prodotte in quel territorio, rispettando i disciplinari e le buone etiche di vignaiolo solo cosi’ (secondo il mio dire) si pssono ottenere eccellenti risultati.

  • busiello vincenzo

    (14 agosto 2012 - 19:25)

    —che si facesse un’altra DOCG….Taurasi deve essere identificato con il nostro comune o con l’area immediatamente limitrofa……(così avrebbe detto caggiano)
    E’ ovvio che Caggiano ha pensato al brunello e forse non ha pensato al barolo (i comuni che fanno il barolo si trovano in un raggio max di 11 chilometri da Barolo;i comuni che fanno taurasi si trovano in un raggio max di 10 chilometri da taurasi ad eccezione di montemarano ,montemiletto ; che comunque stanno a 16-17km; castelfranci sta a 13 km; volendo pensare simpaticamente male :che Caggiano non voglia proprio escludere dalla DOC, per motivi di concorrenza, due tra i produttori di punta (perillo e molettieri)? Scherzo ovviamente.
    Io penso che Caggiano dovrebbe srotolare di più il suo pensiero; non bastano le diversità di terroir per fare un’altra DOCG
    (ma in borgogna il suolo non è diverso ogni 10 metri? ed è anche noto che il territorio di Montalcino non è omogeneo così come il terroir dei barolo; tutti sanno che un barolo di serralunga è diverso da un barolo di La Morra, etc etc).
    Cambiare la DOCG mi sembra improponibile ; sarebbe come rubare a qualcuno qualcosa che si è conquistato sul campo rispettando per anni, si tenga in gran conto, le regole del disciplinare ( a proposito, ma chi li fa i disciplinari?) .

  • gaspare

    (15 agosto 2012 - 19:23)

    favorevolissimo! del resto le prime bottiglie di taurasi riportavano nell’etichetta i 4 comuni, castel. monte. taurasi e, se non erro c’era pure, lapio.
    quindi nulla di nuovo sotto il sole

  • Mirella

    (16 agosto 2012 - 20:41)

    Povero Sud. Non progredirai mai.
    Non si conosce il nome Aglianico e Taurasi e già si pensa a dividere la DOCG.
    E’ la classica polemica che fanno i contadini, ma forse questo è il livello.
    Il Chianti classico viene coltivato su due provincie, ma nel mondo si conosce un solo vino.
    I produttori irpini combattono la guerra dei poveri, invece di promuovere tutti insieme il territorio. L’azienda Caggiano nel passato ha acquistato uve nei comuni di Pietradefusi, Venticano, Mirabella Eclano, e anche Montemarano. Ha realizzato i suoi Taurasi anche con queste uve?
    Da quanto mi hanno detto la risposta è si.
    Tra l’altro bastava farsi una passeggiata presso il famoso vigneto Macchia dei Goti ed in altri vigneti dell’azienda Caggiano per vedere in che stato versavano. E ad oggi la situazione non è migliorata. Inoltre la DOCG Taurasi rischi di essre soppressa dalla Comunità Europea, perchè si produce una quantità di vino molto bassa rispetto a quelli dichiarati.

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