La Tintilia, il vitigno dell’identità del Molise

14/5/2017 1.3 MILA
Andrea De Palma, Silvano Alicino con lo chef
Andrea De Palma, Silvano Alicino con lo chef

di Andrea De Palma
Ricordo con piacere il mio primo approccio ad un bicchiere di Tintilia; la prima reazione fu quella di stupore, la tentazione di allontanare il bicchiere per poi riavvicinarlo ripetutamente al naso. I profumi erano complessi, inebrianti.

Presentazione Tintilia 27 aprile Corato
Presentazione Tintilia 27 aprile Corato
Presentazione Tintilia 27 aprile Corato
Presentazione Tintilia 27 aprile Corato

I profumi mi confondevano passando dalle note speziate di pepe nero e di chiodi di garofano simili al Ruchè piemontese, non mancavano anche quelle floreali di legno di rosa tipiche e del Morro d’Alba Marchigiano…inaspettatamente seguivano note di cacao e liquirizia con prugna e ciliegia succosa… non poteva essere vero, avere al naso tanta complessità!

Molise
Molise

Anche perché al gusto sfoggiava dei tannini uniformi e ricchi, ben fatti, maturi, perfetti per abbinamenti con piatti importanti, per non parlare della ricca mineralità e sapidità. Grande stupore quando scoprii la bottiglia e vidi di cosa si trattava.

Presentazione Tintilia 27 aprile Corato
Presentazione Tintilia 27 aprile Corato

Il Molise: scrigno di profumi. Una regione ricca di tutto, dai monti, ai laghi, dalla neve al mare e con un patrimonio enogastronomico che ha attinto da più parti. Regione giovanissima e molto dinamica. Dalla separazione dall’Abruzzo ha saputo crearsi una sua identità regionale.

Molise
Molise

Ormai da quel lontano 1963, in ambito enologico sono tante le aziende che sono nate, e grazie alla forza trainante di alcune grandi, si stanno affermando sul mercato con vini di tutto rispetto. In tutta la regione e in tutte le doc e Igt, i vitigni maggiormente utilizzati sono il Montepulciano, il Fiano, il Greco e l’Aglianico.

Presentazione Tintilia 27 aprile Corato
Presentazione Tintilia 27 aprile Corato

Ma, anche la riscoperta di un vitigno autoctono come la Tintilia, ha rafforzato la riconoscibilità e affermato l’identità regionale. La Tintilia trova la sua massima espressione nelle zone collinari, dove peraltro era molto diffusa la viticultura, estesa poi verso la costa grazie alle bonifiche. Ancora oggi e dopo varie ricerche, non si conosce la vera provenienza, l’unica cosa certa è il nome che deriva dall’etimo Tinto che in lingua spagnola significa “rosso”, infatti la sua caratteristica è un colore rosso scuro.

Presentazione Tintilia 27 aprile Corato
Presentazione Tintilia 27 aprile Corato

Il vino che se ne ottiene, è ricco di profumi speziati e fiori rossi, associato a note di cacao amaro;  ricco e signorile al palato

Ma da dove arriva? Il vitigno sembra introdotto nella seconda metà del settecento, in piena dominazione borbonica, in virtù dei commerci tra il regno di Napoli e la Spagna.

Inizialmente confuso con il Bovale Sardo, recentemente è stata accertata la diversità genetica e iscritta nel registro nazionale come Tintilia.

Questa premessa mi è sembrata doverosa per condividere alcune informazioni ed introdurre il racconto di una degustazione di varie tintilie, avvenuta il 27 aprile a Corato presso La Locanda di Beatrice in collaborazione con la FIS Puglia, che hanno rinverdito il mio amore per questo vitigno, ognuna di loro è stata l’espressione del territorio molisano.

Qui di seguito un breve riepilogo delle degustazioni, da cui emerge la capacità della Tintilia di dare vini con stili diversi ma mantenendo le stesse caratteristiche di profumi e gusto succitate.

Altra nota a favore di questi produttori è la capacità di tutti i vini di evolversi in positivo nel bicchieri, dimostrando che sono figli dell’annata e di una corretta gestione dei vigneti e non figli dell’enologo.

Presentazione Tintilia 27 aprile Corato
Presentazione Tintilia 27 aprile Corato

Az. Agricola D’Uva – Lagena Doc Tintilia del Molise 2015
Angelo D’Uva è da sempre un produttore di Tintilia, la sua versione è giocata su toni freschi e immediati, sempre mantenendo le note nette di prugna e ciliegia giovane, e tanta freschezza al gusto. Fermentazione e affinamento Inox

Coop. San Zenone –  Tintilia del Molise doc 2014
Questa cooperativa ci consegna un bicchiere di Tintilia con colori già intensi, concentrati, con profumi che fanno fatica a aprirsi ma poi fanno emergere un carattere tradizionale, con chiodi di garofano, note nette floreali di rosa e legno di rosa. Al palato emerge tutta la sua iniziale rusticità con tannini veri e uniformi, per poi allargarsi verso note piacevoli. Fermentazione e affinamento Inox

Cantina San Salvatore – Rutilia Tintilia del Molise Doc
Pasquale Salvatore è sempre stato un riferimento per la Titilia. La sua ha sempre mostrato pulizia olfattiva con colore rosso rubino e sentori netti di spezia fra cui il pepe nero, cannella  e tanto frutto. Fermentazione e affinamento Inox

Az. Agricola Vinica – Lame del Sorbo Tintilia Doc del Molise 2011
Bella sorpresa per me che non conoscevo bene quest’azienda, ma ne avevo già sentito parlare. La sua Tintilia ci dimostra l’estrema capacità del vitigno di mantenere le stesse caratteristiche anche in presenza di fermentazione con lieviti autoctoni e lavorazioni semplici che ci riportano al frutto senza abbandonare la complessità, che ne giova. Infatti, la nota speziata ben si fondeva con le note floreali più espressive: pepe nero e cannella si alternavano al ciliegia e rosa. La bevibilità è la caratteristica distintiva del vino, che non stanca mai e la finisci facilmente a tavola. Fermentazione e affinamento Inox

Cantina Catabbo – Tintilia del Molise Doc 2013
Vincenzo Catabbo ci dimostra come la Tintilia rappresenta un territorio unico, ricco di carattere e tradizioni da scoprire. Questo è quello che emerge dalla sua Tintilia che ti spinge a voler andare in Molise, a partire dal suo colore brillante rubino ma serrato nelle tonalità violacee. I profumi ci raccontano di dolci colline che gli regalano note floreali e di frutti rossi, con la noce moscata in evidenza. Al palato sfoggia dei tannini uniformi e veri, e tanta frescehzza che sommata alle note balsamiche assicura un finale piacevolissimo. Fermentazione e affinamento Inox

Caludio Cipressi – Macchiarossa Tintilia doc del Molise 2012
Claudio e fra coloro che hanno sempre lavorato sulla valorizzazione della Tintilia. Il mio primo approccio fu proprio con il Macchiarossa, e da li si iniziava a capire la grande peculiarità di questo vitigno, che oggi tutti iniziano ad apprezzare. Eleganza assoluta sia nei profumi fini e persistenti che al gusto, fresco e schietto da bere a secchiate. Già il nome si consiglia di non macchiarci con quel vino… I profumi partono da note speziate come chiodi di garofano e cannella per farsi avvolgere dal floreale intenso, seguiti da frutti esotici come il dattero fresco. Al gusto e la finezza e l’eleganza del frutto e della spezia che ci fanno rischiare di finire la Bottiglia… da soli… Fermentazione e affinamento Inox

Borgo di Colloredo – Tintilia del Molise Doc 2011
Un nome una garanzia, ma anche un altro modo di Proporre la Tintilia che anche in questo caso si dimostra capace di affrontare anche un affinamento in barrique, con piglio combattivo, senza cedere al contenitore ma sfoderando tanta materia olfattiva e gustativa. Il colore granato annuncia dei profumi persistenti di frutto rosso integro, dalla ciliegia matura alla prugna succosa, ma non manca la spezia diffusa come il chiodo di garofano e tanta florealità. Al palato sfoggia dei tannini perfetti e setosi con una spalla acida che sostiene sapidità e finale persistente.

Cantina Cieri – Re Bove Tintilia del Molise 2013
La marasca e la ciliegia matura segnano i profumi del Re Bove, una sclta stilistica azzeccata e vincente, visti i profumi complessi che emergono senza sosta dal bicchiere, come ancora prugna matura e legno di rosa. Al palato è solo una conferma, sfoggiando frutto e corpo capace di impegnare le papille gustative molto a lungo.

Vincenzo Cianfagna – Sator Tintilia del Molise 2009
Vincenzo è fra i primi ad aver creduto nella Tintilia. Lui, anni or sono, la vinificava contro il volere del padre che la considerava poco avvezza a vini di alta qualità. Il suo Sator, vinificato e affinato in acciaio ha dimostrato il contrario. Coltivato a 500 mt s.l.m su terreni argillosi-calcarei, ha una struttura da vino nobile, approccio raffinato, con profumi sinuosi che si muovono lentamente e si esprimono distintamente senza fine: note di frutto come marasca fresca, mirtillo, mora matura e mirtillo nero, si fondono perfettamente con le note floreali e di spezia come chiodo di garofano e cannella. Ad arricchire un quadro sempre più straordinario di profumi è il cacao che avvolge tutto e, predispone al primo sorso dove ritroviamo tutto in perfetta armonia ed equilibrio con un corpo ricco di morbidezza e tanta sapidità. Finale piacevolissimo e ricco.

Presentazione Tintilia 27 aprile Corato
Presentazione Tintilia 27 aprile Corato
Presentazione Tintilia 27 aprile Corato
Presentazione Tintilia 27 aprile Corato
Presentazione Tintilia 27 aprile Corato
Presentazione Tintilia 27 aprile Corato
Presentazione Tintilia 27 aprile Corato
Presentazione Tintilia 27 aprile Corato

Non resta che andare in Molise, una terra poco apprezzata ma ricca di sorprese con un paesaggio incontaminato e di giacimenti enogastronomici.

Presentazione Tintilia 27 aprile Corato
Presentazione Tintilia 27 aprile Corato
Presentazione Tintilia 27 aprile Corato
Presentazione Tintilia 27 aprile Corato
Presentazione Tintilia 27 aprile Corato
Presentazione Tintilia 27 aprile Corato
Presentazione Tintilia 27 aprile Corato
Presentazione Tintilia 27 aprile Corato
Presentazione Tintilia 27 aprile Corato
Presentazione Tintilia 27 aprile Corato

2 commenti

    Montosoli

    (16 maggio 2017 - 01:47)

    Andrea
    Non e possibile dare un punteggio a questi vini..?

      Andrea De Palma

      (17 maggio 2017 - 10:58)

      Buongiorno, devo dire che è difficile dare dei punteggi, perchè ognuno di loro rappresenta un stile pur mantenendo le caratteristiche di base del vitigno. Ognuno di loro rispetta i canoni di piacevolezza, peculiarità del vitigno e di assenza di difetti. Se devo proprio esprimermi, metterei in cantina il Sator e il macciarosso

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