Eremo dei Camaldoli a Nola, così i preti salvano la viticoltura

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Angelo Petillo fiduciario Slow Food agro nolano con padre Giovanni

di Marina Alaimo

E’ strano constatare che in un’area di antica tradizione agricola,qual è l’agro nolano,  la viticoltura dopo l’avvento della fillossera sia scomparsa del tutto. Eccezione fatta per l’Eremo dei Camaldoli di Nola dove, prima i frati camaldolesi di Montecorona ed oggi i missionari della Divina Redenzione, perpetuano questa attività dal 1607, anno di fondazione del convento.  La scelta del silenzio tra queste mura  è stata sempre accompagnata dalla regola dell’ora et labora.

Eremo dei Camaldoli, i vini

Così i monaci nell’arco di un tempo lungo e cadenzato da ritmi slow hanno disegnato un paesaggio dai tratti quasi fiabeschi. A pochi chilometri da Napoli, appena fuori l’area urbana di Nola, si risale la collina di Visciano dove il verde finalmente riconquista uno spazio importante. La collina è quasi totalmente dominata dai noccioli e rinomata è la locale varietà San Giovanni. Raggiunta la sommità a circa 350 mt. di altitudine, lo sguardo si apre sull’incantevole scenario dell’Eremo circondato dai suoi 10 ettari di terreno racchiusi tra mura entro le quali si alternano l’orto, l’oliveto, la vigna, il frutteto ed uno spazio dedicato all’apicoltura.

Eremo dei Camaldoli, l’orto e la viga visti dalla terrazza della cucina

Ad accoglierci c’è padre Giovanni e basterà semplicemente guardarlo negli occhi per capire di aver incontrato un’anima rara.

Padre Giovanni dell’ordine della Divina Redenzione, 78 anni, bravissimo apicoltore e raffinato falegname. Ora et labora alla grande.

E’ indaffarato nella sua falegnameria dove scopriamo uno splendido telaio realizzato totalmente a mano. Siamo rimasti in quattro in Italia, dice, a produrre telai artigianalmente ed ancora oggi non so bene come riesca a farli in quanto nessuno mi ha trasmesso quest’arte.

Eremo dei Camaldoli, il vecchio pozzo

Toglie via il suo vecchio grembiule da falegname per indossare cappello e rete da apicoltore e con grande energia, nonostante i 78 anni, ci mostra le sue arnie, realizzate personalmente a mano, come tutti gli attrezzi utilizzati per la produzione del miele.

Eremo dei Camaldoli, le arnie vicino la cantina

Poco distanti ci sono i 4 ettari di vigneto dei quali si occupa il padre superiore, Giuseppe, che si avvale della collaborazione  dell’enologo Carmine Valentino, subentrato ad Amodio Pesce dopo la sua scomparsa. Si allevano falanghina, pedirosso ed aglianico e le viti cominciano a germogliare al tiepido sole primaverile. Le bottiglie prodotte oscillano annualmente tra  8 e 10 mila ed i vini ottenuti raccontano con sincerità i ritmi lenti rispettosi della natura e del silenzio. Le etichette sono tre sotto il marchio La Cantina dell’Eremo e sono una falanghina igt pompeiano, un rosso pompeiano ed un aglianico riserva. Per acquistarli è indispensabile recarsi all’Eremo nella vecchia erboristeria dove sono in vendita anche i barattoli di miele di padre Giovanni, le confetture, la grappa al miele e le erbe officinali. E vale sicuramente la pena spingersi in quest’angolo di Paradiso per godere di questo luogo fuori dal tempo.

Eremo dei Camaldoli di Nola

Nella splendida cucina maiolicata Raffaella pazientemente aiuta Antonietta che ha 93 anni e si occupa ancora di preparare i pasti dei preti con grande premura. I posti a tavola sono tanti perché le porte qui sono sempre aperte a chi ha bisogno di confortare i propri pensieri e riprendere coraggio nella vita.

Eremo dei Camaldoli, Raffaella nella splendida cucina maiolicata

L’Eremo infatti è anche, anzi, soprattutto un centro di spiritualità rivolto alle coppie e famiglie,ai malati oncologici, ai giovani in difficoltà. Si ospitano inoltre gruppi di bambini per le attività di fattoria didattica animata da caprette, pecore, asini, galline, anatre e alveari. Il percorso tra gli spazi verdi ed il convento è costellato da piccole e deliziose casette che un tempo erano abitate dai frati eremiti che sceglievano la strada del silenzio e della preghiera in solitudine.

Eremo dei Camaldoli, le casette dei frati eremiti

Oggi accolgono gli ospiti del convento coinvolti nelle varie attività. E’ giunta l’ora del congedo, arrivata troppo in fretta. La bellezza del luogo e delle parole fanno desiderare di tornare al più presto. Di saperne di più, di soffermare lo sguardo sui molteplici particolari modellati dal tempo al quale è concesso di lasciare la sua impronta sulle cose, tra gli spazi, tra i pensieri, nelle parole dette e non dette, senza avere premura di cancellarne il segno per timore che possa privarci dei giorni migliori. Qui il tempo è un valore supremo, proprio come il silenzio.

Eremo Santa Maria degli Angeli, via Camaldoli 91 Nola (NA). Tel. 081 8299216

www.eremodivisciano.altervista.org

 

Un commento

  • Angelo Petillo

    (17 aprile 2013 - 11:14)

    Un caffè buono, pulito e giusto quello preparato dalla Sig./ra Raffaellina che diventa talmente slow, se bevuto con Padre Giuseppe, da crearti una inattesa beatitudine (notare l’espressione appagata). Ringrazio ancora Marina per l’articolo e Luciano per lo spazio dedicato all’ultimo vino “nolano” che spero, scusatemi la segnalazione da sostenitore del territorio, meritevole della guida SloWine.

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