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	<title>Commenti a: La zeppola di San Giuseppe di Raffaele Bracale: storia, origine del nome e ricetta</title>
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	<description>tutti i sapori e i colori di Napoli e dell&#039;Italia, da bere, da mangiare, da raccontare</description>
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		<title>Di: Brunello Barrecchia</title>
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		<dc:creator>Brunello Barrecchia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 17:09:39 +0000</pubDate>
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		<description>Stimatissimo dott. Bracale, voglia scusarmi per il ritardo con cui replico alle sue legittime osservazioni, ma non ho potuto esimermi dal presenziare un convegno specialistico cui ero stato invitato. 
Orbene, veniamo a noi. 
Ziffolà (n.b.: non ziffolare, come lei erroneamente riporta) è un verbo di comune utilizzo nel dialetto milanese, per esprimere appunto l&#039;atto dello &quot;zufolare&quot;. L&#039;origine non è, pertanto, da ricercarsi in area veneta, ma di fatto in area giurassica (quindi pre-latina), ovvero tra le montagne dell&#039;attuale Giura franco-svizzero.
La zeppola che tutti conosciamo ha quindi natali svizzeri, precisamente nel cantone di Neuchâtel, dove in epoca non meglio definita alcuni panificatori erano soliti adoperare uno strumento del tutto simile per forma e sostanza allo zufolo musicale, ad eccezione delle finalità: essendo fornito di pistone, veniva utilizzato come siringa (probabilmente l&#039;accostamento al sac a posch è risultato fuorviante, ammetto la mia inettitudine pasticcera!) per la creazione di quello che lei definisce &quot;serpula&quot; (che veniva poi cotto in forno, e non fritto come da usanze nostrane). Tale strumento, seppur con forma sottilmente diversa, è quindi giunto in età risorgimentale nell&#039;area mediterranea, dove è stato utilizzato fino agli inizi del XX secolo. 
Quanto ai criteri linguistici non vorrei dilungarmi, rimando semplicemente a quanto riportato nel precedente post (e poi, esimio collega, siamo onesti: questi funambolismi lessicali sono ad esclusiva gioia di noi studiosi!).
Detto ciò, tengo a ribadire, con l&#039;umiltà che contraddistingue il mio lungo percorso professionale e umano, di non essere qui a pontificare o sentenziare: semantica, pragmatica e sintassi sono argomenti di tale teorica inintellegibilità, che nessuno mai potrebbe erigersene a sommo conoscitore.
Credo sia tutto... tanti cordiali saluti, dott. Bracale. Alla prossima!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Stimatissimo dott. Bracale, voglia scusarmi per il ritardo con cui replico alle sue legittime osservazioni, ma non ho potuto esimermi dal presenziare un convegno specialistico cui ero stato invitato.<br />
Orbene, veniamo a noi.<br />
Ziffolà (n.b.: non ziffolare, come lei erroneamente riporta) è un verbo di comune utilizzo nel dialetto milanese, per esprimere appunto l&#8217;atto dello &#8220;zufolare&#8221;. L&#8217;origine non è, pertanto, da ricercarsi in area veneta, ma di fatto in area giurassica (quindi pre-latina), ovvero tra le montagne dell&#8217;attuale Giura franco-svizzero.<br />
La zeppola che tutti conosciamo ha quindi natali svizzeri, precisamente nel cantone di Neuchâtel, dove in epoca non meglio definita alcuni panificatori erano soliti adoperare uno strumento del tutto simile per forma e sostanza allo zufolo musicale, ad eccezione delle finalità: essendo fornito di pistone, veniva utilizzato come siringa (probabilmente l&#8217;accostamento al sac a posch è risultato fuorviante, ammetto la mia inettitudine pasticcera!) per la creazione di quello che lei definisce &#8220;serpula&#8221; (che veniva poi cotto in forno, e non fritto come da usanze nostrane). Tale strumento, seppur con forma sottilmente diversa, è quindi giunto in età risorgimentale nell&#8217;area mediterranea, dove è stato utilizzato fino agli inizi del XX secolo.<br />
Quanto ai criteri linguistici non vorrei dilungarmi, rimando semplicemente a quanto riportato nel precedente post (e poi, esimio collega, siamo onesti: questi funambolismi lessicali sono ad esclusiva gioia di noi studiosi!).<br />
Detto ciò, tengo a ribadire, con l&#8217;umiltà che contraddistingue il mio lungo percorso professionale e umano, di non essere qui a pontificare o sentenziare: semantica, pragmatica e sintassi sono argomenti di tale teorica inintellegibilità, che nessuno mai potrebbe erigersene a sommo conoscitore.<br />
Credo sia tutto&#8230; tanti cordiali saluti, dott. Bracale. Alla prossima!</p>
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		<title>Di: raffaele bracale</title>
		<link>http://www.lucianopignataro.it/a/la-zeppola-di-san-giuseppe-di-raffaele-bracale-storia-origine-del-nome-e-ricetta/10064/comment-page-1/#comment-1583</link>
		<dc:creator>raffaele bracale</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 12:58:55 +0000</pubDate>
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		<description>Egregio prof. Barrecchia, come avevo scritto, era mia intenzione troncare il ns. battibecco, ma a gli amici non so dir di no, per cui sollecitato in tal senso da alcuni di loro aggiungo quanto segue augurandomi che mi risponda. Riepilogando:
Il sig. prof.Brunello  Barrecchia  mi à contestato la mia proposta etimologia della voce zeppola (dal lat. serpula= serpentello) sostenendo che invece essa sarebbe un deverbale d’un ziffolare= zufolare da cui a suo dire sarebbe scaturito ziffola e da  quest’ultimo zeppola
Ora al suddetto  sig. prof.ò opposto alcune  mie osservazioni/domande: 
a) in quale dialetto è attestato questo ziffolare? 
b) quale sarebbe il percorso semantico che legherebbe lo zufolo con la zeppola? 
c) secondo quali criteri linguistici la doppia effe di ziffola diventa doppia pi di zeppola?  
Il suddetto prof. alle prime due osservazioni non à voluto o saputo replicare, mentre alla terza mi à opposto due regolette linguistiche (Verner e Grimm) in base alle quali la consonante effe  può diventare pi. 
Orbene a tal proposito quel che il sig.prof.Brunello  Barrecchia mostra o finge di non sapere, pur di mantenere la sua idea, è che le suddette regolette riguardano esclusivamente il prototedesco e non sono per certo applicabili in altri àmbiti linguistici, come ognuno sa e come  mi à confermato l’amico prof. Carlo Iandolo da me interpellato per chiarimenti. Mi spiace per lui, ma penso che con quanto à détto, il sig.prof. Brunello  Barrecchia   non sia riuscito a spiegare il passaggio morfologico da ziffola a zeppola sempre che sia attestata (cosa ancóra tutta da dimostrare) l’esistenza d’una voce ziffola/zuffola = zufolo(?) derivata d’uno  ziffolare/zuffolare  verbo che d’altro canto  non ò ritrovato in alcun repertorio (né dialettale, né nazionale) con l’unica eccezione di una raccolta di proverbi veneti fatta da un tal Cristoforo Pasqualigo che però nel significato di zufolare  usa zuffolare e non ziffolare. Posta cosí la faccenda ed anche dando per buono che un originario zuffolare sia diventato sulla bocca del popolo (può accadere!) ziffolare   se ne potrebbe comunque solo  ricavare che questi due verbi dovrebbero essere d’area veneta e d’uguale area dovrebbe essre  una non attestata derivata zuffola/ziffola ; ciò – si può pensare  – porrebbe quasi,   linguisticamente parlando,  questa zuffola/ziffola d’area veneta, in un  àmbito austro-ungarico cosa però che comunque non  giustificherebbe  l’applicazione delle regolette di Verner e di Grimm che riguardano il prototedesco e non l’italiano…(le cose che valgono  in una lingua: regole linguistiche o grammaticali, non sono da ritenersi valide per ogni altra lingua...).
D’altro canto del contestatorio scritto del sig.prof.Brunello  Barrecchia restano ancóra oscuri due fatti:
a) perché mai ed in quale modo una ipotizzata voce zuffola/ziffola d’area veneta, d’àmbito austro-ungarico sia pervenuta in aree meridionali  le sole dove sia presente la voce zeppola?
b)ancóra piú misterioso è l’accostamento semantico tra lo zufolo e la zeppola: ciambella o frittella dolce tipica di alcune regioni dell&#039;Italia meridionale; come si sa lo zufolo è uno strumento popolare a fiato, costituito da un piccolo cilindro cavo di legno di bosso o di canna con una contenuta bocca posta sul davanti, da cui sorte l’aria soffiata attraverso l’imboccatura posteriore e modulata per pressione sui varî fori posti lungo la canna,  con un taglio trasversale, che à la funzione di ancia,  all&#039;imboccatura e uno o piú fori onde ricavarne,come ò détto,  per pressione le note. Posto ciò, vorrei che il sig.prof.Brunello  Barrecchia ci spiegasse come sia possibile  usare uno zufolo a mo’ di  un sacco a poche che è una congrua sacca da pasticciere fatta di materiale morbido (in origine tela incerata, oggi - nei modelli usa e getta – anche  in leggerissima plastica ) tale da poter essere acconciamente strizzato per permettere la fuoriuscita dell’impasto con cui la sacca viene caricata. Anche ammettendo (credo quia absurdum…) che uno zufolo, armandosi di santa pazienza  si possa caricare di impasto, non si comprende come poi  si possa premere un aggeggio fatto di durissimo legno di bosso o di canna per farne sortire l’impasto modellato;forse non lo si preme, ma vi si soffia dentro…;  e da dove sortirebbe poi questo impasto? Dai fori, non premendo lo zufolo, ma soffiandovi dall’ancia e tappando la bocca? Per carità! Se ne ricaverebbero sí e no  degli inconferenti vermetti e  non certamente le tronfie zeppole napoletane!
Non me ne voglia il sig.prof. Brunello  Barrecchia, ma penso debba convenire che  tutto ciò che ò qui replicato al suo attacco contestatorio,  sia apodittico ed irrefutabile.
Tanto dovevo per la chiarezza e per non passar per fesso! Cordialmente
Raffaele Bracale</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Egregio prof. Barrecchia, come avevo scritto, era mia intenzione troncare il ns. battibecco, ma a gli amici non so dir di no, per cui sollecitato in tal senso da alcuni di loro aggiungo quanto segue augurandomi che mi risponda. Riepilogando:<br />
Il sig. prof.Brunello  Barrecchia  mi à contestato la mia proposta etimologia della voce zeppola (dal lat. serpula= serpentello) sostenendo che invece essa sarebbe un deverbale d’un ziffolare= zufolare da cui a suo dire sarebbe scaturito ziffola e da  quest’ultimo zeppola<br />
Ora al suddetto  sig. prof.ò opposto alcune  mie osservazioni/domande:<br />
a) in quale dialetto è attestato questo ziffolare?<br />
b) quale sarebbe il percorso semantico che legherebbe lo zufolo con la zeppola?<br />
c) secondo quali criteri linguistici la doppia effe di ziffola diventa doppia pi di zeppola?<br />
Il suddetto prof. alle prime due osservazioni non à voluto o saputo replicare, mentre alla terza mi à opposto due regolette linguistiche (Verner e Grimm) in base alle quali la consonante effe  può diventare pi.<br />
Orbene a tal proposito quel che il sig.prof.Brunello  Barrecchia mostra o finge di non sapere, pur di mantenere la sua idea, è che le suddette regolette riguardano esclusivamente il prototedesco e non sono per certo applicabili in altri àmbiti linguistici, come ognuno sa e come  mi à confermato l’amico prof. Carlo Iandolo da me interpellato per chiarimenti. Mi spiace per lui, ma penso che con quanto à détto, il sig.prof. Brunello  Barrecchia   non sia riuscito a spiegare il passaggio morfologico da ziffola a zeppola sempre che sia attestata (cosa ancóra tutta da dimostrare) l’esistenza d’una voce ziffola/zuffola = zufolo(?) derivata d’uno  ziffolare/zuffolare  verbo che d’altro canto  non ò ritrovato in alcun repertorio (né dialettale, né nazionale) con l’unica eccezione di una raccolta di proverbi veneti fatta da un tal Cristoforo Pasqualigo che però nel significato di zufolare  usa zuffolare e non ziffolare. Posta cosí la faccenda ed anche dando per buono che un originario zuffolare sia diventato sulla bocca del popolo (può accadere!) ziffolare   se ne potrebbe comunque solo  ricavare che questi due verbi dovrebbero essere d’area veneta e d’uguale area dovrebbe essre  una non attestata derivata zuffola/ziffola ; ciò – si può pensare  – porrebbe quasi,   linguisticamente parlando,  questa zuffola/ziffola d’area veneta, in un  àmbito austro-ungarico cosa però che comunque non  giustificherebbe  l’applicazione delle regolette di Verner e di Grimm che riguardano il prototedesco e non l’italiano…(le cose che valgono  in una lingua: regole linguistiche o grammaticali, non sono da ritenersi valide per ogni altra lingua&#8230;).<br />
D’altro canto del contestatorio scritto del sig.prof.Brunello  Barrecchia restano ancóra oscuri due fatti:<br />
a) perché mai ed in quale modo una ipotizzata voce zuffola/ziffola d’area veneta, d’àmbito austro-ungarico sia pervenuta in aree meridionali  le sole dove sia presente la voce zeppola?<br />
b)ancóra piú misterioso è l’accostamento semantico tra lo zufolo e la zeppola: ciambella o frittella dolce tipica di alcune regioni dell&#8217;Italia meridionale; come si sa lo zufolo è uno strumento popolare a fiato, costituito da un piccolo cilindro cavo di legno di bosso o di canna con una contenuta bocca posta sul davanti, da cui sorte l’aria soffiata attraverso l’imboccatura posteriore e modulata per pressione sui varî fori posti lungo la canna,  con un taglio trasversale, che à la funzione di ancia,  all&#8217;imboccatura e uno o piú fori onde ricavarne,come ò détto,  per pressione le note. Posto ciò, vorrei che il sig.prof.Brunello  Barrecchia ci spiegasse come sia possibile  usare uno zufolo a mo’ di  un sacco a poche che è una congrua sacca da pasticciere fatta di materiale morbido (in origine tela incerata, oggi &#8211; nei modelli usa e getta – anche  in leggerissima plastica ) tale da poter essere acconciamente strizzato per permettere la fuoriuscita dell’impasto con cui la sacca viene caricata. Anche ammettendo (credo quia absurdum…) che uno zufolo, armandosi di santa pazienza  si possa caricare di impasto, non si comprende come poi  si possa premere un aggeggio fatto di durissimo legno di bosso o di canna per farne sortire l’impasto modellato;forse non lo si preme, ma vi si soffia dentro…;  e da dove sortirebbe poi questo impasto? Dai fori, non premendo lo zufolo, ma soffiandovi dall’ancia e tappando la bocca? Per carità! Se ne ricaverebbero sí e no  degli inconferenti vermetti e  non certamente le tronfie zeppole napoletane!<br />
Non me ne voglia il sig.prof. Brunello  Barrecchia, ma penso debba convenire che  tutto ciò che ò qui replicato al suo attacco contestatorio,  sia apodittico ed irrefutabile.<br />
Tanto dovevo per la chiarezza e per non passar per fesso! Cordialmente<br />
Raffaele Bracale</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: raffaele bracale</title>
		<link>http://www.lucianopignataro.it/a/la-zeppola-di-san-giuseppe-di-raffaele-bracale-storia-origine-del-nome-e-ricetta/10064/comment-page-1/#comment-1559</link>
		<dc:creator>raffaele bracale</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 08:56:33 +0000</pubDate>
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		<description>Professore esimio, nel mentre la ringrazio d&#039;avermi rammentato due leggi (Verner e Grimm) di cui ero all&#039;oscuro e su cui mi riprometto di indagare, vorrei che mi chiarisca il percorso semantico da seguire per pervenire a ZEPPOLA partendo da ZIFFOLà/ ZIFFOLARE=ZUFOLARE)(attestato in quale dialetto?ed assente nel ponderoso CORTELAZZO/MARCATO) E con questa mia metto la parola fine alla diatriba in corso , posto che né io, né lei  siam disposti a recedere dai nostri convincimenti.Mi stia bene!
Raffaele Bracale</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Professore esimio, nel mentre la ringrazio d&#8217;avermi rammentato due leggi (Verner e Grimm) di cui ero all&#8217;oscuro e su cui mi riprometto di indagare, vorrei che mi chiarisca il percorso semantico da seguire per pervenire a ZEPPOLA partendo da ZIFFOLà/ ZIFFOLARE=ZUFOLARE)(attestato in quale dialetto?ed assente nel ponderoso CORTELAZZO/MARCATO) E con questa mia metto la parola fine alla diatriba in corso , posto che né io, né lei  siam disposti a recedere dai nostri convincimenti.Mi stia bene!<br />
Raffaele Bracale</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Brunello Barrecchia</title>
		<link>http://www.lucianopignataro.it/a/la-zeppola-di-san-giuseppe-di-raffaele-bracale-storia-origine-del-nome-e-ricetta/10064/comment-page-1/#comment-1545</link>
		<dc:creator>Brunello Barrecchia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 17:48:19 +0000</pubDate>
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		<description>Egregio dottore, colgo il suo invito e vado a spiegare, in maniera mi auguro semplice e intuitiva, il processo morfologico alla base dell&#039;assimilazione cui accennavo nel precedente post. 
Come ben sa i mutamenti fonologici in genere sono classificati a seconda che siano regolari o sporadici. I mutamenti sporadici interessano parole singole, senza applicarsi in generale ad una lingua: è appunto il caso di ZIFFOLA&#039;, che per parziale regressiva a distanza ha comportato la sostituzione del tratto sibilante F con quello labiale P. La Legge di Verner ci viene in soccorso: &quot;le fricative sorde proto-germaniche *f, *h e la fricativa dentale indoeuropea *s diventano in tutti i casi, secondo la legge di Grimm, le occlusive sorde indoeuropee *p, *t, *k e *k, con *s invariata&quot;.
Essendo Ziffolà una parola di origini chiaramente austro-germaniche, mi pare evidente l&#039;applicazione di tale regola.
Questo, evidentemente, senza nulla togliere al patrimonio di conoscenza dell&#039;esimio collega Iandolo!

Ossequiosamente,
Prof. Brunello Barrecchia</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Egregio dottore, colgo il suo invito e vado a spiegare, in maniera mi auguro semplice e intuitiva, il processo morfologico alla base dell&#8217;assimilazione cui accennavo nel precedente post.<br />
Come ben sa i mutamenti fonologici in genere sono classificati a seconda che siano regolari o sporadici. I mutamenti sporadici interessano parole singole, senza applicarsi in generale ad una lingua: è appunto il caso di ZIFFOLA&#8217;, che per parziale regressiva a distanza ha comportato la sostituzione del tratto sibilante F con quello labiale P. La Legge di Verner ci viene in soccorso: &#8220;le fricative sorde proto-germaniche *f, *h e la fricativa dentale indoeuropea *s diventano in tutti i casi, secondo la legge di Grimm, le occlusive sorde indoeuropee *p, *t, *k e *k, con *s invariata&#8221;.<br />
Essendo Ziffolà una parola di origini chiaramente austro-germaniche, mi pare evidente l&#8217;applicazione di tale regola.<br />
Questo, evidentemente, senza nulla togliere al patrimonio di conoscenza dell&#8217;esimio collega Iandolo!</p>
<p>Ossequiosamente,<br />
Prof. Brunello Barrecchia</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: raffaele bracale</title>
		<link>http://www.lucianopignataro.it/a/la-zeppola-di-san-giuseppe-di-raffaele-bracale-storia-origine-del-nome-e-ricetta/10064/comment-page-1/#comment-1544</link>
		<dc:creator>raffaele bracale</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 16:52:35 +0000</pubDate>
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		<description>Esimio prof. Barrecchia la sua idea di chiamare in causa lo zufolo può essere simpatica, ma occorrerebbe che semanticamente ce  la chiarisse; a parte poi che morfologicamente la sua assimilazione regressiva è quanto meno...  scazonte; in base a quale criterio o quale a me ignota regola la F diventa P?
Non me ne voglia ma resto della mia idea supportata dal lingista prof. Carlo Iandolo!
Mi stia bene.
Raffaele Bracale</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Esimio prof. Barrecchia la sua idea di chiamare in causa lo zufolo può essere simpatica, ma occorrerebbe che semanticamente ce  la chiarisse; a parte poi che morfologicamente la sua assimilazione regressiva è quanto meno&#8230;  scazonte; in base a quale criterio o quale a me ignota regola la F diventa P?<br />
Non me ne voglia ma resto della mia idea supportata dal lingista prof. Carlo Iandolo!<br />
Mi stia bene.<br />
Raffaele Bracale</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Brunello Barrecchia</title>
		<link>http://www.lucianopignataro.it/a/la-zeppola-di-san-giuseppe-di-raffaele-bracale-storia-origine-del-nome-e-ricetta/10064/comment-page-1/#comment-1543</link>
		<dc:creator>Brunello Barrecchia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 15:04:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lucianopignataro.it/a/la-zeppola-di-san-giuseppe-di-raffaele-bracale-storia-origine-del-nome-e-ricetta/10064/#comment-1543</guid>
		<description>Egregio signor Bracale, seguo sempre con ammirazione i suoi interventi su questo blog e, prima di tutto, voglio complimentarmi per la sua erudizione e franchezza d&#039;espressione. Tuttavia, questa volta, mi preme di correggerla in merito alle origini della sopracitata (sopraccitata, che dir si voglia) frittella dolce. L&#039;origine del nome deriva, difatti, dal verbo zufolare (ond&#039;anche ziffolà, ossia &quot;suonare lo zufolo&quot;). Tale strumento, per l&#039;appunto, era in voga presso i pasticceri Gioacchinopolesi già in età risorgimentale, essendo assunto in luogo del &quot;sac a posch&quot; per forgiare l&#039;impasto nella classica forma a serpentello.
Per assimilazione regressiva: ZIFFOLA&#039; -&gt; ZIPPOLA&#039; -&gt; ZEPPOLA

Cordiali saluti,
Prof. Brunello Barrecchia</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Egregio signor Bracale, seguo sempre con ammirazione i suoi interventi su questo blog e, prima di tutto, voglio complimentarmi per la sua erudizione e franchezza d&#8217;espressione. Tuttavia, questa volta, mi preme di correggerla in merito alle origini della sopracitata (sopraccitata, che dir si voglia) frittella dolce. L&#8217;origine del nome deriva, difatti, dal verbo zufolare (ond&#8217;anche ziffolà, ossia &#8220;suonare lo zufolo&#8221;). Tale strumento, per l&#8217;appunto, era in voga presso i pasticceri Gioacchinopolesi già in età risorgimentale, essendo assunto in luogo del &#8220;sac a posch&#8221; per forgiare l&#8217;impasto nella classica forma a serpentello.<br />
Per assimilazione regressiva: ZIFFOLA&#8217; -&gt; ZIPPOLA&#8217; -&gt; ZEPPOLA</p>
<p>Cordiali saluti,<br />
Prof. Brunello Barrecchia</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: La zeppola di San Giuseppe di Raffaele Bracale: storia, origine &#8230;</title>
		<link>http://www.lucianopignataro.it/a/la-zeppola-di-san-giuseppe-di-raffaele-bracale-storia-origine-del-nome-e-ricetta/10064/comment-page-1/#comment-1500</link>
		<dc:creator>La zeppola di San Giuseppe di Raffaele Bracale: storia, origine &#8230;</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 17:04:05 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Prosegue Articolo Originale:: La zeppola di San Giuseppe di Raffaele Bracale: storia, origine ... [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Prosegue Articolo Originale:: La zeppola di San Giuseppe di Raffaele Bracale: storia, origine &#8230; [...]</p>
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