La zeppola di San Giuseppe si mangia al Bar Panico dal 1890 a San Giuseppe Vesuviano

Letture: 321
zeppola di San Giuseppe fritta

di Romina Sodano

In un pomeriggio uggioso ho incontrato l’avvocata Eliana Iuorio e la vice sindaco di San Giuseppe Vesuviano, nonché assessora al Turismo e Beni culturali Dolores Leone, al Bar Pasticceria Panico, in San Giuseppe Vesuviano.

da sx Eliana Iuorio, Dolores Leone, Ruggiero Ferraro, Romina Sodano

Alla cordiale richiesta della mia ordinazione, esclamo:

<<dicono che la migliore Zeppola di San Giuseppe, si mangia a San Giuseppe Vesuviano… assaggiamola!>>

Il mio stupore di fronte al suo profumo inebriante e la dolce morbidezza della pasta choux,  ha incuriosito  la “mia sempre attiva voglia di ricerca di antichi sapori”. E così da un incontro con Ruggiero Ferraro, uno degli attuali proprietari del bar, ripercorro brevemente la storia della famiglia che ha fondato il Bar Panico dal 1890, una storia ricca di vissuto e di conservazione verso tutto ciò che è tradizione!

Il Bar Panico da che è stato fondato, non sempre è stato ubicato allo stesso posto.

Un tempo si trovava in periferia, gestito da Giuseppe Panico, poi fu trasferito nella piazza principale del paese ( Piazza Garibaldi, 46), con a capo la figlia del signor Panico, Alessandra, detta “Lisandra ‘a cafettera”, che era solita preparare grosse cuccume di caffè corretto all’anice, ai carrettieri che di buon mattino passavano.

il Bar Panico dal 1890 a San Giuseppe Vesuviano

In seguito, la gestione, è passata al figlio, Ruggiero Ferraro insieme al valido aiuto della moglie Concetta e dei suoi sette figli. La primogenita “la signorina Anna”, ha capitanato con grande devozione e amore l’azienda familiare, dopo la prematura scomparsa del capo famiglia.

La signorina, con altrettanta devozione, ha supportato il successivo erede del Bar Panico: Gino Ferraro.

Gino, esemplare stacanovista, ha continuato a dare respiro alla sua tradizione familiare anche grazie all’aiuto, alla devozione, al sacrificio, alla diligenza e alla passione di sua moglie Franca, che insieme alla signorina Anna, hanno saputo trasferire gli stessi valori ai successivi eredi.

Oggi, colui che ha dato nuova vita a questo storico bar è Ruggiero Ferraro, quinto erede che, fiancheggiato dalle sorelle Titti, Lilia e Anna, ha dato al bar una connotazione unica, in linea con i tempi ma  dal caratteristico sapore antico.

Questo Bar, dallo stile classico ed elegante, con staff qualificato, cortese ed appassionato, vanta di una pasticceria, cioccolateria, caffetteria e gelateria ricercata. L’impiego di materie prime di assoluta qualità e la lavorazione artigianale, ne contraddistinguono l’intera linea di prodotti.

L’impegno e il sacrificio sono continui: sperimentare, migliorare e perfezionare, sono l’obiettivo giornaliero del Bar Panico, così nuove ricette vengono forgiate e vecchie istruzioni tramandate. Molteplici sono i prodotti deliziosi che attentano alla golosità. Tra pastiere di grano, panettoni, babà, tiramisù e “chiacchiere”, la zeppola di San Giuseppe è tradizione supreme, e
a dispetto della ricetta ordinaria (uova, burro, farina, acqua, sale, amarene e zucchero a velo), la zeppola del Bar Panico, conserva “il segreto”, l’ingrediente che la rende esclusiva, eccezionale e bella.

 

Bar Panico – Pasticceria – Gelateria

Piazza Garibaldi, 62

San Giuseppe Vesuviano (NA)

Tel: 0815295390

Chiusura: Lunedi

Orario: 5:45 – 4:00

La zeppola di San Giuseppe fritta

Ingredienti per 16 persone

  • Ingredienti per 16 zeppole fritte
  • Per le amarene sciroppate
  • 500 g di amarene pulite e denocciolate
  • 500 g di zucchero
  • !/2 limone Costa d'Amalfi
  • Per la crema pasticcera
  • 350 g di latte fresco intero
  • 150 g di panna liquida
  • 180 g di tuorlo d'uovo
  • 150 g di zucchero
  • 40 g di amido di mais
  • 2 g di sale
  • 1/2 limone Costa d'Amalfi
  • 1/2 baccello di Vaniglia
  • Per la pasta bignè
  • 250 g di acqua
  • 100 g di burro
  • 6 g di sale
  • 250 g di farina 00
  • 400 g di uova intere
  • Per friggere
  • 70% olio di semi di arachidi
  • 30% di strutto

Preparazione

Per le amarene

Preparare con un giorno di anticipo le amarene sciroppate.

In un capiente tegame far macerare la frutta con lo zucchero e il succo di limone, deporre il tutto per 6 ore in frigorifero. Trascorso tale tempo cuocere a fuoco moderato per 8-10 minuti.

Lasciare raffreddare a temperatura ambiente un intera notte.

Per la crema pasticcera

Portare ad ebollizione il latte con la panna e la scorza di limone. Incidere il baccello di vaniglia e ricavarne la polpa di semi. A parte, montare i tuorli con lo zucchero, vaniglia ed incorporare l'amido e il sale. Filtrare il latte caldo versando sui tuorli. Mettere tutto in una casseruola e, mescolare a fuoco basso. Cuocere fino a 82° C. Versare, velocemente, la crema su una teglia di acciaio, lasciare raffreddare e conservare in frigorifero a +4 gradi C.

Per la pasta bignè

Portare ad ebollizione (a fuoco basso ) l'acqua con il burro e il sale, poi togliere dal fuoco, incorporare la farina setacciata e cuocere qualche minuto a fuoco lento rimestando con un cucchiaino di legno. Lasciare intiepidire in un contenitore largo e aggiungere tutte le uova. Lavorare il composto con le fruste, fino a renderlo liscio ed omogeneo. Formare delle ciambelle su un foglio di carta da forno unto ( 15 x 20 cm ) con la sac - à - poche (bocchetta riccia di diametro 12 mm). Friggere in olio bollente a 180° C, rovesciare direttamente il foglio nell'olio, fino a quando la zeppola si staccherà dalla carta, si gonfierà e si dorerà. Scolare e lasciare raffreddare su carta assorbente da cucina.

Farcire ogni zeppola con crema pasticcera, spolverare di zucchero a velo, e servire con le amarene.

16 commenti

  • filomena

    (7 marzo 2014 - 22:15)

    Bisogna aggiungere che,il Bar,non solo si distingue per i prodotti di eccellenza,ma anche per la raffinatezza degli arredi che creano un ambiente rilassante e familiare dove trascorrere piacevoli intermezzi a tutte le ore..!!!!

  • alessandro de luca

    (10 marzo 2014 - 09:31)

    Ottime le zeppole di Panico, ma con tutta la benevolenza possibile consiglio a chi ha scritto l’articolo una ripassatina di grammatica e sintassi.

    • romina sodano

      (10 marzo 2014 - 13:08)

      Wow .. Alessandro … grazie lo diro’ alla proprietaria del bar che mi ha consegnato la cronostoria, porella l’hai offesa! Vedi in rete nessuno scrive bene secondo un corretto uso di sintassi e grammatica, ne leggo di articoli che sono anche copie e riassunti di schede dei produttori … Non ho la presunzione di raccontare per diventare a 39 anni una presunta aspirante giornalista visto che di mio sono imprenditrice e responsabile in marketing per il Gran Caffe Gambrinus … ma se ho qualcosa da raccontare per portare a conoscenza il mio territorio fatemelo fare a modo mio … senza mettere i puntini sulle “i” il senso è divulgare la notizia, portare a conoscenza no prendermi la seconda laurea in scienze delle comunicazioni o letteratura :-)
      La battuta te la potevi pure risparmiare … fake di giallo verde ??? ehehheheh :P

  • Mimmo Gagliardi

    (10 marzo 2014 - 14:05)

    Non mi pare eccessivamente (qualora lo fosse) sgrammaticato e, comunque, la verve e l’entusiasmo di Romina nel raccontarci una cosa nuova che le e’ piaciuta puo’essere un “dolce” giustificativo…

  • Tortora Mariella

    (10 marzo 2014 - 14:53)

    …ma a me la grammatica e la sintassi…..sono buone con le amarene e la crema??

  • alessandro de luca

    (11 marzo 2014 - 09:17)

    Gentile signora Romina, lungi da me ogni desiderio di innestare inutili e sterili polemiche, semplicemente ritengo che chi ha la fortuna di scrivere su giornali o blog di una certa importanza debba essere padrone della lingua. Tutto qui. Nulla contro di lei e per quanto il riguarda il fake giallo verde ho cercato di capirne il senso senza riuscirci, So solo che fake si può tradurre
    in falso o fasullo, era questo che intendeva? a giallo verde poi proprio non ci arrivo. Le faccio i miei complimenti per la Sua
    attività e Le prometto che non commenterò mai più i Suoi scritti.@Tortora Mariella. Sicuramente le zeppole sono più buone ma. ahimè, la grammatica e la sintassi sono indispensabile per chi scrive cose che poi vengono lette da tanti.

  • Romina Sodano

    (11 marzo 2014 - 10:04)

    Sig. Alessandro De Luca,
    considero la sua una critica costruttiva solo se mi mette in evidenza i periodi nel report in cui la sintassi e la grammatica sono state destrutturate.
    Nessun tipo di polemica ha senso con solo un affermazione alquanto banale.
    Le ricordo che sono Dott.ssa in Economia con tanto di lode per gli studi che con amore e passione ho sempre condotto a buon fine. Grazie ma per quanto mi riguarda può anche commentarmi tanto il fine a tutto ciò è uno solo …. evoluzione!!!

  • Antonio Botteon

    (11 marzo 2014 - 12:04)

    Gentilissima signora Romina,
    il corretto uso della lingua italiana è indispensabile dappertutto (“rete” compresa, come la chiama Lei): è una questione culturale e di educazione nei confronti di chi legge. Credo che la grammatica e la sintassi vadano rispettate in ogni ambito, soprattutto da parte di chi si bea dei propri titoli.
    Se poi Lei è dottoressa (si scrive con la “d” minuscola) in Economia, saprà senz’altro che “un’affermazione” si scrive con l’apostrofo.
    Un saluto

  • Romina Sodano

    (11 marzo 2014 - 13:38)

    Ecco! Questa si è una critica costruttiva!
    Mi vanto dei miei titoli perché aver studiato tanti anni (e continuo ancora a farlo) mi nobilita dei tanti sacrifici personali essendo,oggi, anche una mamma dedita innanzitutto all’educazione dei suoi figli! Mi vanto della mia attività perché attraverso il mio lavoro molte persone sono riuscite a guadagnare!
    Gli errori che lei analizza sono contenuti nel mio commento, scritto in aeroporto di corsa!Quella che io definisco “rete”, non si rivolge solo ad un pubblico colto e “professionale”, ma si rivolge anche ad una parte di persone che ricercano un linguaggio semplice. È il consumatore finale la persona che più va curata! Mentre lei gira il mio report sotto sopra cercando qualcosa che non c’è, molte persone stanno contattando il bar panico ed ordinano le zeppole fritte di San Giuseppe! Come mai nella ricerca mi da lo stesso indirizzo ip e con nomi diversi in questi commenti ed è sulla mia sintassi e la mia grammatica o sui miei titoli da due giorni?? Ha il libero arbitrio, in questo blog ci sono tanti articoli, scelga qualcuno più bello da leggere con sintassi e grammatica a lei gradita!Le prego di correggere anche la sua sintassi e la sua grammatica nei tre commenti! Cambia il nome, ma lo stile è lo stesso! Chiudo qui la polemica sterile ma produttiva di visualizzazioni … grazie!
    Ps. Volontariamente ho scritto Dottoressa…quella “D” chi si improvvisa nel lavoro me la invidia!

  • alessandro de luca

    (11 marzo 2014 - 13:49)

    Gentile signora, mi creda, pensavo ci sarebbe arrivata da sola comunque a parte quello che ha notato il sig. Antonio Botteon
    le indico gli errori che ho trovato:
    il termine cronostoria non esiste, si dice cronistoria.
    vantare è un verbo transitivo per cui o ci si vanta di qualcosa o per qualcosa o si vanta ad es. una lunga esperienza e cosi via.
    i titoli sono di genere maschile se legati ad un nome proprio es. L’avvocato V. Buongiorno, il presidente della Camera sigra
    Boldrini, l’ingegner Paola ….. etc, etc.
    Apprendo che Lei è dottore in Economia e Le porgo i miei complimenti e si consoli perché (spero voglia notare l’accento acuto sulla e) spesso anche illustri nomi della carta stampata scrivono “strafalcioni” tremendi.
    Con simpatia.

    • Claudia Deb

      (11 marzo 2014 - 14:33)

      Gentile Alessandro, mi incuriosisce la Sua capacità di prevedere il futuro.. “strafalcioni” compresi!
      Gli errori da Lei evidenziati (cronostoria e “D”), sono successivi al commento del 10 marzo 2014 alle 09:31, nel quale Lei suggeriva a Romina, una “ripassatina di grammatica e sintassi”.

      Vuoi vedere che abbiamo trovato una nuova figura professionale? L’EDITOR VEGGENTE. Complimenti!

      P.S. propongo per tutti, anche per Lei, le zeppole della grammatica, versione “zeppolosa/culturale” (si lo so, zeppolosa non esiste!!!) dei biscotti cinesi: zeppole contenenti piccoli pezzi di carta che riportano perle di saggezza sul corretto uso della lingua e della grammatica italiana (punteggiatura compresa!).

  • Mimmo Gagliardi

    (11 marzo 2014 - 15:26)

    Sono basito…

  • Romina Sodano

    (11 marzo 2014 - 21:16)

    Questi numeri me li gioco sulla ruota di Roma hihihi …. ahahahha ;-)
    L’importante è che la settimana prossima porto mia madre e le mie amiche a comprare le zeppole al Bar Panico ;-)
    Ps. Avvocata e avvocatessa è grammatica corretta lo dicono migliaia di libri anche perché la donna merita il suo femminile ;-)
    Almeno questo Sig. Alessandro me lo conceda visto che lotto contro il femminicidio ! Piacere di averla conosciuta ;-)

  • emiliana

    (14 marzo 2015 - 00:57)

    Signora sodano andrò anche io insieme alle mie amiche a mangiare al bar panico le famose zeppole ….i due professori di italiano evidentemente provano piacere solo alla grammatica italiana … non vogliono capire che ci sono anche altri piaceri della vita oltre la grammatica ….

  • Jhonny Alibrando

    (17 marzo 2015 - 16:43)

    Quante polemiche inutili su 2 zeppole …

  • carmine

    (19 marzo 2015 - 09:28)

    Uanema do fierro filato… a’ consecutio temporum “n’dorata e fritta”…scusatemi !!!
    L’enfasi, perchè di questo si tratta, è l’obiettivo dell’articolo della Signora Sodano. Obiettivo raggiunto in pieno,secondo me;la narrazione è efficace e completa..m’ha fatto cunzulà!!tanto che vado mo’ mo’ al Bar Panico a strafocarmi una guantiera di Zeppole,alla salute degli esteti del contenitore!

I commenti sono chiusi.