L'abolizione della Fiera di Taurasi. Parla Antonio Tranfaglia, presidente della Pro Loco

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Mentre prosegue la raccolta di firme contro l’Abolizione della Fiera Enologica di Taurasi, l’Associazione Divino Scrivere, d’intesa con questo sito che le rilancia, ha avviato una serie di interviste per approfondire e soprattutto per non lasciar cadere l’argomento. Alla manifestazione delle Piccole Vigne di Castelvenere il 28 agosto è stato invitato anche l’assessore regionale Gianfranco Nappi e in quella sede saranno consegnate le firme raccolte tra cui prestigiose adesioni come Slow Food Campania, la rivista Porthos, l’Ais di Napoli, Modena e Comuni Vesuviani, Slow Food Avellino.
I lettori potranno farsi una idea mentre noi intanto esprimiamo soddisfazione per le due persone che abitano in piazza e che hanno vivamente protestato nel passato: stavolta hanno dormito tranquilli. Come tutto il resto dell’anno.

Antonio Tranfaglia

di Barbara Brandoli e Luigi Metropoli

Secondo il suo parere, già espresso in altre sedi, sul banco degli imputati per quanto riguarda l’annullamento di diverse sagre e fiere enogastronomiche c’è la legge 88 del 7 luglio. Eppure la risoluzione 69837, appositamente emanata per salvare fiere e sagre e per limitare gli effetti di tale legge, sembra non avere sortito effetti. Quali sono gli ostacoli che pone?
Pervenuta la risoluzione Ministeriale, contattati per il tramite del rappresentante dell’ Unpli provinciale le autorità competenti addette alla vigilanza e all’ordine pubblico hanno chiaramente detto che il divieto della legge era chiara e che tutto il resto era interpretazione e che loro avrebbero fatto applicare alla lettera la legge.
Quali sono i margini di intervento per un’associazione come la Pro Loco e per un’amministrazione locale, riguardo alla discussa legge?
Le Pro Loco avrebbe potuto organizzare la manifestazione col divieto alla somministrazione del vino è evidente che una fiera enologica senza una
libera somministrazione del vino non ha ragione di esistere.
L’amministrazione locale avrebbe potuto emettere ordinanze o provvedimenti per ovviare al divieto ma sarebbe stato necessaria un’azione concordata con gli organi di vigilanza che per il motivo di cui nella prima risposta pare che non abbiano incoraggiato un colloqui collaborativo.
Vinalia nel Sannio si è svolta regolarmente, come tutti gli anni. Il sindaco di Taurasi sostiene però che si tratta di un evento di natura diversa. Dove risiede la diversità? Perché Vinalia si fa e la Fiera Enologica di Taurasi no?
Su Vinalia, non posso rispondere su una affermazione del sindaco al quale andrebbe rivolta la domanda. La Fiera enologica nella sua organizzazione tipo prevede la somministrazione del vino direttamente dagli stand della pro loco e delle cantine e non solo degustazioni.
Lei sostiene che in fondo si tratta di una fiera di paese, limitata al locale. Se anche così fosse, vi siete posti il problema di quali sono le sorti del Taurasi dopo l’annullamento della fiera? E quelle dei produttori che hanno aderito, in particolare i più piccoli?
La domanda andrebbe posta a chi ha approvato la norma; andrebbe posta a chi non ha approvato in tempi rapidi un emendamento. Andrebbe posta anche la domanda alle autorità competenti al controllo che non hanno dimostrato alcuna apertura ad un dialogo sull’interpretazione della norma. La popolazione di Taurasi e tutti i produttori di vino nonchè il sottoscritto e la Pro Loco sapranno superare questo momento di crisi riproponendo iniziative volte alla promozione del nostro prodotto e del nostro paese.