Laboratorio Slow Wine: i Greco di Tufo, Santa Paolina e Montefusco a confronto nelle Cantine Di Marzo

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Gli otto Greco in degustazione (Foto Lello Tornatore)

di Marina Alaimo

In occasione del Greco Festival 2012 la Pro Loco di Tufo in collaborazione con i produttori di zona ed il gruppo Slow Wine ha organizzato la degustazione confronto tra i Greco prodotti a Tufo e quelli di  Santa Paolina e Montefusco. Questo vino straordinario, dal temperamento scontroso, deciso, ma molto coinvolgente, ha saputo attirare una notevole attenzione. La cantina dei Di Marzo era gremita di pubblico anche grazie alla perfetta organizzazione di Lello Tornatore supportato da Alessandro Barletta e da Serena Di Leva.

La degustazione in grotta (Foto Lello Tornatore)

I tre comuni si trovano sulle colline a destra del fiume Sabato costituendo l’areale di produzione più vocato. Sia per la composizione dei terreni che per l’esposizione solare, fattori di notevole importanza per questo vitigno tardivo e capriccioso. L’esposizione solare dei tre comuni va da est a sud, per cui consente una buona maturazione delle uve. 

Il territorio di produzione del comune di Tufo è quello storicamente più antico per l’aminea gemina, arrivata qui dalle falde del Vesuvio. A Tufo l’altitudine va dai 270 ai 500 metri. Questi ultimi sono raggiunti dai vigneti di Benito Ferrara mente quelli dei Di Marzo in piccola parte si spingono anche oltre. Il terreno è composto da argille giovani, quindi è povero in humus, con forte presenza di pietra e di minerali di origine calcarea, come zolfo, salgemma e gesso. Questi fattori danno vita a vini piuttosto sottili, fini, scarichi in colore e dal carattere minerale deciso.

I bicchieri di Greco di Tufo in degustazione

La forte pendenza dei terreni e la loro natura friabile, causa di frequenti frane, non consente la costruzione di strade e l’impiego di macchinari. Pertanto i terreni vengono lavorati e trattati prevalentemente a mano, particolare che grava notevolmente sui costi di produzione. Anche il frequente frazionamento dei vigneti, che molto spesso non raggiungono l’ettaro, incrementa i costi.

Quella di Tufo si può definire quasi una viticoltura eroica e comunque i produttori che lavorano questi vigneti sono motivati da un profondo legame affettuoso con il territorio. Tra Santa Paolina e Montefusco abbiamo una maggiore estensione di vigneti, grazie alla presenza di collina dolce. Il terreno è costituito da argilla in avanzata evoluzione con ricca presenza di sostanza organica e di minerali di tipo ferroso. Si avranno quindi vini più strutturati rispetto a quelli di Tufo e dal carattere fruttato più evidente.

La degustazione è stata introdotta dal sindaco di Tufo Fabio Grassi, appassionato conoscitore della storia e del territorio, e da Ferrante di Somma proprietario delle Cantine Di Marzo e guidata da Luciano Pignataro e me.

Marina Alaimo, Luciano Pignataro e Ferrante di Somma

Siamo partiti con i vini di Tufo ed il primo è stato il Greco 2011 delle Cantine Di Marzo. Vino rustico, semplice, molto tipico nei caratteri sia olfattivi che degustativi. Naso improntato sui sentori minerali di gesso e sulle note agrumate. Il sorso è sottile e spinto da acidità marcata.
Il Greco di Tufo 2009 di Cantina dell’Angelo ha colore giallo paglierino carico e brillante. Anche qui ritroviamo l’identità minerale del suolo con frutto di pera croccante. Il vino è scattante sulla spinta dell’acidità ben in asse con il corpo.
Il Greco di Tufo Vigna Cicogna 2011 di Benito Ferrara è una splendida interpretazione del vino in questione. Lo spettro olfattivo è intenso ed ampio: esprime sentori minerali e speziati in apertura per poi declinare verso i toni fruttati di pesca bianca con sottili accenti vegetali. In bocca è ricco e scattante, con acidità graffiante e chiusura lunga ed appena amara.
Il  Greco di Tufo 2011 di Torricino esprime un naso semplice e tendente ai toni dolci della frutta. La beva è scorrevole e fine, di buona freschezza.

Bambinuto con il suo greco di Tufo 2011 introduce l’areale Santa Paolina -Montefusco. I profumi sono intensi con apertura floreale di giglio bianco,  un bel tocco minerale delicatamente conduce verso i toni di pera. Il sorso è rustico, sottile, verticale con acidità in continua ascesa.

L’azienda Montesole produce qui il suo crù Vigna Breccia 2011 dal carattere minerale e fruttato di pesca gialla. In bocca si fra apprezzare per il sorso sottile e di spinta freschezza.
Il greco di Tufo Tornante 2011 di Vadiaperti ostenta un carattere dinamico e compatto sia al naso che al palato. I profumi sono di pera e minerali mente il sorso è ricco con chiusura appena amara.
La degustazione volge al termine con il greco di tufo Contrada Marotta 2011 di Villa Raiano che esibisce al naso un carattere fruttato di pera e mineralità sottile con accenti di idrocarburi. Bocca ricca e veloce sulla spinta della freschezza esuberante.

 

2 commenti

  • Francesco Mondelli

    (9 settembre 2012 - 17:24)

    A ben interpretare l’articolo sembra che anche questa annata abbia come punto di riferimento il pluri premiato Vigna Cicogna,ma e ‘possibile avere un quadro d’insieme della 2011 a confronto con le più recenti?Grazie anticipate da Francesco.

  • Marina Acino Ebbro.

    (9 settembre 2012 - 21:44)

    Mi sembra ci sia un confronto sufficiente. Vigna Cicogna non ha ricevuto alcun riconoscimento pubblico in questa occasione. Ho espresso un parere del tutto personale su ogni singolo vino.

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