Lacryma Christi del Vesuvio Rosso 2010 doc, Casa Setaro

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Massimo Setaro immerso nella sua vigna (foto di Sara Marte)

Uve: piedirosso
Fermentazione e affinamento: acciaio
Fascia di prezzo: dai 5 ai 10 euro

Nel corso degli anni abbiamo visto Casa Setaro crescere. Crescere come famiglia, con i piccoli Vincenzo e Alessia, di cui Massimo e Mariarosaria sono gli orgogliosissimi genitori. Crescere come azienda sotto lo slancio di volontà e dedizione di cui Massimo Setaro è fortemente capace. Ha sempre avuto le idee molto chiare riguardo ai propri vini, al territorio e alle bottiglie. Qualche anno fa, durante la mia prima visita in cantina, ricordo cosa Massimo disse provando uno dei suoi vini: “ lascia stare, non mi piace ancora, non è come dico io”. Lì capisci che il Vesuvio non è fatto di eno-commercianti che provano solo a rifilarti un prodotto, come purtroppo è stato diffusamente in passato, ma di gente che fa il vino, che ha degli standard e delle aspettative riguardo al lavoro su cui investe. Aspettative che non sono solo economiche ma soprattutto qualitative. Allora, solo allora, sai che in certe degustazioni guadagnerai qualcosa in termini umani e di conoscenza. Cambiano le cose all’ombra del nostro vulcano e noi non possiamo che aprire gli occhi su questi piccoli grandi produttori che sono sempre più numerosi e degni di orgoglio.

Un piccolo scorcio di Vigna Bosco del Monaco prossima alla cantina (foto di Sara Marte)

Qui a Trecase, sono 5 gli ettari di proprietà. Appartengono alla tradizione vitivinicola familiare da ormai quattro generazioni. Due le vigne in cui si collocano: Bosco del Monaco e Tirone della Guardia. Sovescio e solo quando serve rame e zolfo, sono le cure. Massimo Setaro la definisce “viticoltura sana” che è poi parte di quel progetto più grande, di riqualifica e rilancio del territorio in cui crede fermamente. Le viti hanno un’età media di 20 anni e sono tutte a piede franco.
Le bottiglie più rappresentative sono i grandi classici del Vesuvio: Lacryma Christi del Vesuvio Bianco, Rosato e Rosso. Un paio di chicche le troviamo incontrando il  Caprettone, spumante metodo classico da uve caprettone e il DonVincenzo , una meravigliosa bottiglia di aglianico e piedirosso che subisce un leggero passaggio in legno di circa 6 mesi. “Rispetta e ama la terra lei saprà ricompensarti”, le parole riportate in retroetichetta per questa bella bottiglia dedicata al padre, Don Vincenzo appunto, e ai suoi insegnamenti.  Parlando ancora fuori dagli schemi la Falanghina Minos ha frutta e nerbo acido da divertirsi.

Lacryma Christi del Vesuvio Rosso doc 2010 (foto di Sara Marte)

Con questo clima di primavera e già il profumo delle carni e degli affettati di Pasqua scelgo un bel rosso che ha la sua struttura e al tempo stesso svelto come il Lacryma Christi del Vesuvio Rosso doc 2010. Colore rosso rubino vivace con quella moderata trasparenza che lo caratterizza per quest’annata che vede solo piedirosso 100%.  L’olfatto è verticale e complesso con lievi note ematiche, pepe rosa e frutti rossi succosi. Fiori come le violette e una spruzzata leggera di scorza di arancia amara prolungano il naso , fino alla chiusura con un tenue tono erbaceo ed un soffio minerale  che parla della terra del Vesuvio. Il palato ha un tannino presente ma non aggressivo e giustamente levigato dall’annetto in bottiglia che, secondo me, al piedirosso fa solo bene per naso e bocca. Freschezza, assieme alla sapidità ed al ritorno minerale compiono un gran bel lavoro di agilità e prontezza. Armonico, gustoso e abbastanza lungo parla di territorio. Cosa chiedere di più a un bel bicchiere del Vesuvio se non un altro sorso?

Questa Scheda è di Sara Marte

Casa Setaro è in Via Bosco del Monaco, Trecase in provincia di Napoli. Telefono: 081 862 89 56 oppure 339 7093655. Ettari vitati: 5. Bottiglie prodotte: 25.000.

12 commenti

  • Vittorio Cortese

    (24 marzo 2012 - 07:18)

    Da Vesuviano DOC amo molto queste realtà che impongono una rinnovata immagine al nostro territorio. Il buon lavoro premia , questo il grande obiettivo che può cambiare le cose e che dobbiamo tenere sempre fisso nella mente. Il Lacryma Christi Rosso e il Don Vincenzo sono le due bottiglie preferite in assoluto di questa cantina che conosco solo attraverso i suoi vini. Sveltezza e struttura, grande bevibilità e ottimo rapporto qualità prezzo per me le caratteristiche più invitanti.
    Bravi! Parliamo di queste realtà che possano essere da sprone .

  • Giovanni

    (24 marzo 2012 - 07:50)

    Abito a Pomigliano e tutte le mattine per andare al lavoro giro attorno a quel Vulcano che solo noi vesuviani sappiamo come ci guarda. Ne abbiamo abusato in ogni modo, ma adesso, è proprio vero, sento che siamo pronti a costruire nuove splendide realtà, in ogni campo ed anche nel mondo del vino. Non conoscevo la filosofia di Casa Setaro, pur avendo provato il Minos e il Lacryma Christi del Vesuvio Rosso proprio 2010. Ora posso dire di conoscere qualcosa di più attraverso questo racconto che parla di famiglia e lavoro, filosofia aziendale e territorio. Grazie mille perchè questo è il nostro Vesuvio.

    • domenico pomponi

      (24 marzo 2012 - 09:24)

      bello il commento di Giovanni,perchè da vesuviano per i primi trentaquattro anni di vita, mi riconosco nella “sensazione del vulcano che ci guarda” e aggiungo che sento il Vesuvio come un padre che ha molti figli che lo mortificano nel suo territorio e pochi altri come Setaro,i Sorrentino et al. che lo inorgogliscono per i buoni frutti che sanno trarre dal nostro splendido territorio. Viva il Lacryma Christi,piedirosso,la falanghina e soprattutto il mitico Caprettone.

      • Sara Marte

        (24 marzo 2012 - 17:54)

        Vi dirò, Giovanni e Domenico, che ha molto colpito anche me quell’immagine così viva che solo noi possiamo comprendere.
        Grazie.

  • Alessio Scognamiglio

    (24 marzo 2012 - 08:37)

    E’ uno schiaffo in faccia quel verbo “rifilare” , ma uno schiaffo che sveglia. Fa bene parlare con chiarezza di ciò che è stato perchè solo così si può prendere coscienza del cambiamento atto in essere. Non fa mai bene insabbiare perchè la gente diventa diffidente e comincia a non credere a ciò che legge e che sente. “Prima era così e adesso questo è il cambiamente che ci aspettiamo” crea il giusto percorso di fiducia che mi porta a dire che ho voglia di provare questo vino o ancora meglio che ho voglia di credere al Nostro territorio. Veramente un bell’articolo.
    Alessio

    • Sara Marte

      (24 marzo 2012 - 17:52)

      Grazie mille Alessio. Era proprio quello l’intento: uno schiaffo, come l’hai giustamente definito tu, partenza di un percorso che è però non più costellato di rinunce e diffidenza ma di fiducia e lavoro.
      Ti auguro una buona giornata.

  • Francesco De Simone

    (24 marzo 2012 - 08:51)

    Buongiorno Vesuvio! Per me Casa Setaro è una delle migliori aziende del nostro territorio. Un paio di bei ristoranti della nostra zona hanno in carta i loro vini e questo Lacryma Christi rosso l’ho bevuto e ribevuto. Mi piace per la bella materia, la freschezza e i profumi. Mi piace perchè a un prezzo onesto puoi bere un vino del nostro Territorio sicuro che sia fatto bene . Sono contento che abbiate parlato di quest’ azienda . Sono questi qua i produttori di cui andiamo orgogliosi.

  • Nicola

    (24 marzo 2012 - 09:34)

    Fino a dieci anni fa e anche meno, quando mi proponevano un bicchiere di Lacryma rosso fuggivo quasi spaventato. Mi aspettavo dei vini del contadino, fatte le dovute eccezioni come nomi classici come Grotta del Sole, e mi scuso se dimentico qualche altro, che hanno da sempre mantenuto livelli medio alti. Il cambiamento è recente e proviene soprattutto dalle nuove generazioni che forse hanno capito data anche la tendenza attuale che la via è quella del territorio e del buon lavoro. Il rosso base di Casa Setaro è un vino di ottima qualità che ho bevuto volentieri , purtroppo solo un paio di volte, e che può essere rappresentativo proprio di quel cambiamento di cui si parla. Forza Vesuvio! Possiamo fare sempre meglio!

  • Carmine

    (24 marzo 2012 - 10:21)

    Questa terra è spettacolare e sono questi i racconti che da oggi in poi vogliamo sentire. Storie familiari e a portata d’uomo che migliorano con la loro presenza e il loro impegno il nostro amato Vesuvio. Che bella storia che ci avete raccontate e che bel vino. Mi piace, bravi.

    • Sara Marte

      (24 marzo 2012 - 17:58)

      Grazie Carmine, anche se, a dirla tutta, con Massimo e Mariarosaria Setaro è vincere facile! :o)

  • Massimo Setaro

    (25 marzo 2012 - 10:45)

    Ringrazio tutti voi. La vostra stima mi fornisce sempre nuovi stimoli per continuare in questo affascinante percorso. Massimo Setaro.

  • Marina

    (26 marzo 2012 - 15:01)

    Basterebbe che ogni produttore tornasse a rivalutare i vitigni autoctoni del territorio Vesuvio ed a produrre i vini semplici che questa terra ha sempre generato: sottili, mediamente profumati, minerali e sapidi. E con un certo occhio di riguardo all’ecostitema ed al ripsetto per la natura che li circonda, tra l’altro unica e meravigliosa. Non capita proprio a tutti di allevare la vite su un vulcano che affaccia su uno dei più bei golfi al mondo! Ah, dimenticavo, è indispensabile anche unire le forze e non farsi la guerra per sciocchi motivi individualistici o di invidia. Sono principi estremamente semplici, ma ancora molto difficili da comprendere.

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