Lapillusia 2009 Coda di Volpe Taburno Doc | Voto 79/100

Letture: 212
Cantina Francesca
Cantina Francesca

CANTINA FRANCESCA

Uva: coda di volpe
Fascia di prezzo: da 1 a 5 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio

VISTA: 5/5     NASO: 23/30    PALATO: 21/30     NON OMOLOGAZIONE: 30/35

Apollosa è un piccolo centro arroccato su una verde collina che sovrasta la via Appia, appena fuori Benevento. Da queste parti perse valorosamente la vita Manfredi di Svevia, nella tragica battaglia del febbraio del 1266. L’episodio di cui parliamo, citato da Dante, è quello che ha dato il nome all’aglianico più eccelso, il Grave Mora, prodotto da Libero Rillo in quel di Torrecuso. E come per Torrecuso, anche per Apollosa a fare da sfondo al centro abitato è il massiccio del Taburno. Ma siamo sul versante meno segnato dalla viticoltura. Da queste parti le condizioni meteorologiche hanno fatto si che l’uva, pur non essendo un elemento estraneo, ha lasciato maggiormente spazio ai cereali, oliveti e, nel periodo d’oro, soprattutto alle coltivazioni di tabacco. Per quel che concerne il vino da alcune vendemmie va avanti il progetto della Cantina Francesca, piccolissima azienda a conduzione familiare.


La lavorazione, guarda caso come proprio dalle parti di Torrecuso e del versante vitulanese, si concentra su tre vitigni: il rosso aglianico ed i bianchi falanghina e coda di volpe. La particolarità dell’azienda è che tutti e tre i vini, sia nella versione Doc che Igt, vengono commercializzati con il marchio Lapillusia, l’antico nome della cittadina sannita. Le uve provengono tutte dalla stessa contrada, denominata Aosta, con i vigneti che in alcune parti sono circondati ancora da boschi: è il segnale di una terra  per fortuna ancora non eccessivamente stressata, anche dal punto di vista produttivo. Provate le tre etichette, la nostra attenzione si rivolge ad un bianco; da queste parti il rosso ha sicuramente meno vocazione rispetto all’altro versante, del resto non siamo lontanissimi da quel di Bonea, la patria della falanghina. In questo caso parliamo però della Coda di volpe versione Doc.

La prima volta degustata è stato in occasione della Festa del Vino di Castelvenere del 2009. Convinse non solo a chi scrive ma anche ai componenti del banco d’assaggio ‘Sannio da scoprire’. L’etichetta quest’anno si è ripetuta e riassaggiata in gennaio ha mostrato ulteriore evoluzione in piacevolezza. Giallo paglierino carico il colore mentre il naso è di bell’impianto considerata la caratteristica del vitigno qui però aiutato dalle buone escursioni termiche estive. Al palato il vino emerge con tutta la sua genuinità, bassissimo l’utilizzo di tecnologia nella cantina curata da Antonio seguito dal figlio Giuseppe. Anche le filtrazioni sono poco spinte. Quello che piace è la discreta grassezza ed una ben avvertita mineralità. Piacevolmente acidulo il persistente finale. Una versione di coda di volpe che non si ferma alle classiche accoppiate con frittatine o fritture all’italiana, tanto da non tirarsi indietro su primi piatti dell’orto o del bosco.

Questa scheda è di Pasquale Carlo

Sede ad Apollosa – Via Verdini, 30 – Tel. 0824.44235 – info@cantinafrancesca.it – www.cantinafrancesca.it –  Ettari: 5 di proprietà – Bottiglie prodotte: 10.000 – Vitigni: aglianico,  falanghina,  coda di volpe