Latte Nobile: dalle colline beneventane l’unico latte presidio Slow Food

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Il Latte Nobile
Il Latte Nobile

Di Pasquale Carlo

I primi risultati della ricerca relativo al progetto ‘Nobilatt’ sono stati presentati ieri mattina presso la Camera di Commercio di Benevento. A coordinare i lavori Roberto Rubino, presidente dell’Anfosc (Associazione nazionale formaggi sotto il cielo), l’associazione che grazie alla collaborazione della Regione Campania e di Slow Food Campania sta portando avanti il progetto. Rubino ha parlato dell’importanza dell’iniziativa messa in moto qualche anno addietro, mossa dalla consapevolezza della scarsa attenzione che si presta ad un alimento importantissimo come il latte. “Basti pensare – ha spiegato – che in Europa non esiste nessun marchio Dop per questo alimento”. Da qui l’idea di pensare ad un  “latte diverso” non solo per qualità alimentare, ma per qualità intrinseche.

Roberto Rubino
Roberto Rubino

Partendo da queste premesse un gruppo di allevatori sanniti, tutti nel comune di Castelpagano, centro alle porte dell’area fortorina, ha deciso di svincolarsi dal progressivo deprezzamento del latte avviando la commercializzazione del proprio prodotto con il marchio ‘Latte Nobile dell’Appennino Campano’ (www.lattenobile.it). Un piccolo consorzio nato – come ha successivamente spiegato il vicepresidente di questo gruppo di allevatori, Lucio Mideo – per offrire il giusto merito a un prodotto che non teme confronti in quanto a valori nutrizionali, salubrità e gusto. Come per i migliori vini o per i più celebrati prodotti tipici, anche per il latte si può parlare quindi di terreni vocati (alla produzione di foraggi e al pascolo), di vera e propria cultura (zootecnica e lattiera) locale, e di eccellenza, laddove tutte le componenti del “prodotto latte” si esprimono ai massimi livelli, dall’alimentazione delle bovine, totalmente del territorio (un territorio ancora integro) alla ricchezza minerale del suolo, a una zootecnia d’altri tempi, basata sul rispetto per l’animale e sulle “basse rese”.

La piazza di Castelpagano durante una festa estiva (foto pro loco)
La piazza di Castelpagano durante una festa estiva (foto pro loco)

Il primo passo è stato quello di formulare un disciplinare di produzione, fatto di poche regole ma particolarmente ferree: un limite massimo alla produzione di latte per vacca di 5.000 litri, il che significa, valutando il periodo i lattazione di trecento giorni, una produzione inferiore ai 17 litri; la razione alimentare dei capi deve essere composta per almeno il 70% da erba e fieno; il fieno deve essere costituito da almeno 4 essenze. Proprio in merito al fieno c’è l’attenzione maggiore dei coordinatori del progetto e degli allevatori, fortemente consapevoli che la presenza di più tipi di erbe nel fieno significa maggiore qualità, così come sono convinti del fatto che più foraggio e meno concentrazione migliori ulteriormente la produzione.

Lucio Mideo, vicepresidente del consorzio allevatori
Lucio Mideo, vicepresidente del consorzio allevatori

Un progetto basato essenzialmente sul fieno è quello che l’Anfosc sta portando avanti insieme al Gal Verde Irpinia rappresentato da Maria Salzaruolo. Il coordinatore ha illustrato che è stata avviata una sperimentazione di semine con maggiori semi di erbe presenti e questi risultati saranno resi noti nel giugno prossimo a Paestum mentre si sta seriamente lavorando anche all’idea di una vera e propria ‘Borsa del fieno’ da organizzare per il 2013.

Intanto, per quel che concerne la produzione attuale, i dati scientifici sono già convincenti, così come mostrato dalla relazione di Stefania La Terra, del ConFilac (Consorzio ricerca filiera lattiero-casearia) di Modica, in provincia di Ragusa, a cui è affidato il lavoro di laboratorio di questo progetto.   La Terra ha parlato di un prodotto caratterizzato dalla naturale e rilevante presenza di acidi grassi “buoni” Omega- 3 e CLA (acido linoleico coniugato) e di antiossidanti, beta- carotene e vitamina E, in proporzioni ben superiori a quelle di un latte comune, e che, non essendo “aggiunti” a posteriori, hanno un’efficacia massima sulla salute del consumatore, senza tra l’altro comportare costi aggiuntivi. A questi straordinari requisiti, è ovvio si aggiungono tutti quei fattori –imprescindibili certo – che l’industria ci ha insegnato ad apprezzare ma che non sono gli unici a dover essere tenuti in considerazione: dall’igiene in stalla e nel confezionamento, alla logistica distributiva, al valore proteico, alla percentuale di grassi presenti nel prodotto.

In apertura il presidente della Camera di Commercio, Gennaro Masiello, nell’esprimere la vicinanza dell’ente camerale nei confronti del progetto, ne ha sottolineato l’importanza anche dal punto di vista culturale, in un mondo tutto dominato dall’omologazione del gusto che nell’appiattire i sapori mette anche a rischio le identità. E Masiello, così come ha fatto dopo di lui Gioacchino Maione, dell’azienda ebolitana ‘Vallepiana’, nella cui struttura viene “imbottigliato” il ‘Latte Nobile’, ha ben evidenziato che il vero problema in questa fase è la comunicazione.

Gennaro Masiello
Gennaro Masiello

Una convinzione che nasce dalla forza dei numeri: nell’ultimo anno – ha illustrato Maione – la produzione latte è scesa del 5%, l’altro anno del 6%. Ed ancora: dal 1990 le aziende produttrici di latte sono passate da 10.000 a 3.000, il che significa la morte del 70% degli allevatori e a perire per le ferree leggi del mercato sono stati ovviamente quelli più piccoli. E siamo ai dati che riguardano la nostra regione: in Campania vivono 5.800.000 abitanti, vale a dire il 10% della popolazione nazionale; la produzione del latte è invece pari al 2% di quella italiana. Cosa significa? Un solo campano su cinque può consumare latte o formaggi prodotti con latte campano.

A seguire l’intervento del presidente di Slow Food Campania, Nino Pascale, da sempre vicino al progetto che tra l’altro è diventato l’unico presidio Slow Food al mondo per quel che concerne il latte. Pascale ha parlato del momento difficile che si sta vivendo, dominato da una grande distribuzione che chiede di produrre a costi sempre più bassi. Da qui l’interrogativo: ma fino a quando ciò sarà possibile visto che le nostre campagne sono sempre più abbandonate? Eppure in questo momento difficile a guidarci, anche in progetti come quello del ‘Latte Nobile’ deve essere uno sguardo proiettato al positivo, stimolando la conoscenza di consumatori che sono sempre meno attenti. A loro, attraverso una vera e propria campagna di educazione, bisogna far capire che non si tratta di un latte qualunque, non un semplice alimento, bensì un modo di produzione che punti al buono, pulito e giusto. In poche parole: non un diverso modo di produzione ma un vero e proprio modello sociale.

Un progetto che è già stato esportato in Sicilia, dove fra qualche settimana, come illustrato dal tecnico Giovanni Spampanato, dovrebbe arrivare sul mercato il ‘Latte Nobile’ siciliano prodotto dall’azienda ragusana ‘Occhipinti’.

L'etichetta del Latte Nobile siciliano
L'etichetta del Latte Nobile siciliano

In chiusura è intervenuto il presidente di FuturIdea, Carmine Nardone, che sottolineando l’importanza di un lavoro in collaborazione ha parlato del concreto apporto che si potrebbe portare alla campagna di comunicazione di questo nobile prodotto attraverso  le diciture positive che è possibile riportare in etichetta.

Dove acquistare il ‘Latte Nobile’

PROVINCIA DI NAPOLI: Gas “I Friarielli” – Vico Monteleone, 8 –  Napoli (www.friarielli.wikidot.com); Associazione ‘Osservatorio Salute e Ambiente’ – Via di Pozzuoli, 84 – Napoli ( 339.4769935); Cremeria Nando – Via Tacito, 40 – Napoli; Equobar – Via Luca Giordano – San Sebastiano al Vesuvio (081.5749320); Cremeria Sa.Gra – Napoli – (331.3840245); Cremeria Macrì – Via Iasolino – Ischia (081.991508)

PROVINCIA DI  SALERNO: I gusti di BACO- Baco srl – Viale G. Amendola, 7 –  Eboli (366.3488665); Gestioni Commerciali Ebolitane s.r.l.- SISA – Via L. Dudovici – Eboli

PROVINCIA di BENEVENTO: Conad Margherita – Via Almerico Meomartini, 3 – Benevento; Alimentari Mercuro, Di Pasqua Michele –  Viale Mellusi Antonio, 109 Benevento (0824.311483); Sannio Frutta di Principe Teresa – Viale Mellusi Antonio, 50 – Benevento (0824.311483); Lazzarino Market di Annechiarico Antonietta – Via Luca Giordano, 18 – Benevento (0824.314851); Reveruzzi Romeo – Benevento; Mini Market Callisto s.r.l. – Via Regina Margherita, 163- 165 – Molinara (0824.994154); Jolly Market – San Giorgio La Molara

Per ulteriori informazioni sulla rete vendita: Agricola Vallepiana s.r.l. – Località  S. Chiarella – Eboli  (0828.340989 – www.vallepiana.com)

2 commenti

  • Marina

    (17 gennaio 2012 - 09:43)

    Io lo compro tutte le settimane all’Equobar di San Sebastiano al Vesuvio.

  • giuseppe morganella

    (24 gennaio 2012 - 01:59)

    io vivo a pietrelcina e il “latte nobile “non l’ho mai visto nemmeno a benevento, credo che un prodotto che si fregi di essere beneventano quanto meno dovrebbe trovarsi in commercio nel beneventano…

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