Le birre artigianali della Campania alla Ibf di MIlano con Gianluca Polini dell’Ottavonano di Atripalda

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Gianluca Polini, Ottavonano

Per gli appassionati di birra ma anche per i semplici curiosi e neofiti si segnala un importantissimo evento che si svolgerà tra oggi e domenica 9 novembre a Milano presso East End Studios di via Mecenate 84/10 a Milano.

Si tratta della prima edizione dell’IBF “Pub Edition”. A differenza degli ormai usuali appuntamenti IBF (Italina Beer Festival), l’ADB (Associazione Degustatori di Birra) ha organizzato una manifestazione in cui riunire quelli che possono essere considerati tra i migliori pub in Italia.

E’ evidente oramai che una delle figure di rilievo in questo Rinascimento del movimento brassicolo italiano ci siano i publican.

I proprietari/gestori di pub oggi infatti non sono più soltanto tenuti a garantire una scelta ampia e soddisfacente di prodotti nazionali e internazionali ma sono i primi veri baluardi del sapere birrario, sono come gli insegnanti delle scuole primarie nelle cui mani vengono messe le “assetate” menti di chi si avvicina al mondo della birra.

Su questi presupposti ADB ha deciso quindi di organizzare questa prima “Pub Edition” in cui sono stati scelti ed invitati 23 pub di tutta la penisola ed è stata data loro carta bianca sulle birre da selezionare e proporre nei rispettivi stand.

Per tutte le informazioni si rinvia al sito www.italiabeerfestival.it.

Partendo proprio dall’importanza della figura del publican e dal delicato ruolo assegnatogli per il continuo accrescimento della cultura brassicola in Italia e della divulgazione circa la realtà produttiva italiana, è sempre piacevole notare in questo continuo bistrattamento di quella parte meridionale di questo belpaese come sia possibile trovare tra i partecipanti anche l’Ottavonano di Atripalda (AV).

Questo pub, più volte fonte d’ispirazione per articoli di settore su questo sito, se non fosse per la presenza di un altro pub siciliano sarebbe addirittura l’unico pub a rappresentare il Sud Italia.

In questa sede però non vogliamo celebrare il pub in quanto tale, quanto piuttosto la scelta coraggiosa  circa le birre individuate da portare un trasferta a Milano.

A differenza infatti della maggior parte degli altri pub, l’Ottavonano non solo ha deciso di non inserire nella propria lista birre estere ma ha ristretto la cerchia esclusivamente alle birre campane :

 

Birrificio Il Chiostro – OudBruin

Birrificio Il Chiostro &Ottavonano, linea Claustrum – Zenit, Nadir, Once Upon a Time

Birrificio dell’aspide – Jurmanita, Stout

Birrificio Serrocroce – Fresca

Birrificio Borrillo – Borrillo IPA, Borrillo Stout, Borrillo Gold Ale

Birrificio Karma – Nigeria, Sumera

Saint John’sBeer – Dark Ale

Birrificio Maneba – Partenope

Birrificio Ianua13 – Flavis

 

Scelta coraggiosa perché ad eccezione di alcuni dei birrifici noti anche a livello internazionale altri non hanno ancora mai varcato la soglia dei confini regionali e di carattere perché, in termini stilistici, non si è ceduto a mode passeggere ma si è deciso di puntare sul valore delle singole produzioni e sulla costanza qualitativa delle stesse.

E’ importante sottolineare – dice Gianluca Polini, uno dei due titolari del pub – che la lista non è assolutamente esaustiva delle eccellenze brassicole campane ma è semplicemente una degna rappresentanza selezionata allo scopo di mettere in evidenza il livello qualitativo raggiunto dai produttori Campani in termini di produzione artigianale.

Nello stand dell’Ottavonano a Milano troverete Gianluca, publican di esperienza pluriennale, insieme a

Vincenzo Cillo: Mastro Birraio del Birrificio Borrillo di Molinara (BN);

Simone Della Porta: Mastro Birraio del Birrificio Il Chiostro di Nocera Inferiore (SA)

Carlo Nardi: Vice presidente dell’associazione culturale “Malti da Legare”

 

 

 

13 commenti

  • Michele

    (7 novembre 2014 - 18:19)

    Ma all’Ottavonano non ci sono le birre campane, tranne quelle dell’etichetta esclusiva fatta per lui da Il Chiostro, con il nome Claustrum. Adesso le troveremo al pub?

  • Carlo

    (8 novembre 2014 - 00:51)

    Nell’articolo, infatti, è specificato che la selezione delle birre campane è stata studiata e fatta per portare il “territorio” in una manifestazione fuori confine. E comunque, in ogni caso, all’Ottavonano è sempre possibile trovare anche birre campane oltre a quelle Claustrum (Karma, Birrificio dell’Aspide, Saint John’s, Borrillo…).

  • Michele

    (8 novembre 2014 - 14:50)

    Strano, io non ho mai trovato birrifici campani dall’Ottavonano, tranne quelli del suo partner brassicolo Il Chiostro. L’ultima volta on tap aveva perfino la Kwak che è davvero poco indipendente e consona ad un discorso di promozione della birra.
    Torneò a verificare, ma tra qualche mese quando i fusti avanzati a Milano saranno terminati.

  • Carlo

    (9 novembre 2014 - 02:16)

    Noto una lieve “acida” nota polemica e lungi da me alimentarla…frequento spesso il pub e ho la certezza di quello che vedo e soprattutto di quello che lì, bevo. Far notare la Kwak alla spina, senza far notare l’ampia scelta che quotidianamente viene offerta è veramente un’osservazione strumentale. E comunque non temere: i fusti all’Ibf finiranno prima di rientrare…P.s. Quali sono i locali che normalmente frequenti? Così per curiosità…

  • Michele

    (9 novembre 2014 - 09:52)

    Molti pub campani e laziali, nei quali il territorio esiste davvero o esiste una selezione estera non banale.
    Ciò che trovo poco indipendente di questo pub è proprio l’ampia scelta che prevede anche etichette altamente inflazionate come la Brewdog Punk Ipa e la St. Bernardus Abt12, che se ricordo bene erano le “grandi birre” che ho trovato dopo il ritorno dalle ferie…
    Logicamente nessuno mette in dubbio la grande selezione di vintage, che nasce da una lungimiranza del publican nel conservare birre avute e comprare nel corso degli anni.
    Sull’artigianale però ho dei dubbi, soprattutto sulla mancanza seria di una selezione locale. Sporadicamente appare qualche etichetta campana, ma in una regione così ricca di birrifici mi sembra strano non ci sia una carta dedicata esclusivamente a loro.
    Per fortuna di artigianale locale c’è Il Chiostro con la sua linea esclusiva per l’Ottavonano, perlomeno è presente il birrificio che è chiocciola di Slow Food per la Campania e mi meraviglierei del contrario, essendo lo stesso Polini il curatore per la Campania della guida.

  • Frank

    (9 novembre 2014 - 10:52)

    @ Michele: mi risulta sempre difficile comprendere il disfattismo e l’ostruzionismo che caratterizza alcune persone come lei nei propri interventi. L’intento dell’articolo, oltre che di informare, credo fosse quello di dare risalto alla produzione brassicola campana in generale e dell’occasione che alcuni dei birrifici presenti hanno per farsi conoscere ad una platea ben più ampia rispetti a quella locale. Nulla quindi hanno a che vedere i suoi commenti sull’Ottavonano anch’essi alquanto tendenziosi. Per i fusti mi dispiace per lei ma credo che molti di quelli portati, conoscendo la qualità dei prodotti, sono stati già “seccati” ieri sera. Buona bevuta ovunque lei vada.

  • Carlo

    (9 novembre 2014 - 11:51)

    Continuo a notare la vena polemica che sembra (molto) strumentale e soprattutto un attacco personale (specialmente nella non poco velata allusione alla chiocciola del birrificio Il Chiostro, che beninteso, aveva anche prima della presenza di Polini quale coordinatore). Ribadisco che non voglio alimentare sterili polemiche e quindi non risponderò ad altri commenti ma, se fosse tutto come dici, probabilmente l’Ottavonano non avrebbe avuto il successo e la notorietà che ha e che sta ribadebdo in questi giorni all’Ibf, unico pub della Campania e tra i pochi (rari) a sud di Roma…senza contare la visibilità che sta dando alla Campania e ai propri birrifici.

  • Vito Pagnotta

    (9 novembre 2014 - 13:21)

    Vorrei esprimere un mio parere, scrivo in qualità di titolare di uno dei birrifici campani presenti all’ IBF negli impianti di spillata dell’ Ottavonano. Chi gestisce l’Ottavonano e’ sempre molto attento al territorio ed alle sue risorse agroalimentari anche più nascoste, infatti in un pub oltre alle birre che certamente hanno il podio e’ bello trovare anche selezioni di salumi, formaggi, pane e tante altre preziose risorse del territorio che lo ospita. l’Ottavonano li sceglie e li propone ai suoi preziosi clienti. Abbiamo ricevuto in azienda diverse visite da Gianluca a cui abbiamo mostrato l’intero ciclo produttivo partendo dai campi che coltiviamo fino alla cantina che custodisce le nostre birre. Non è stato obbligato a scegliere birre campane per l’ IBF se lo ha fatto e’ certamente una scelta coraggiosa ed una comunicazione chiara delle intenzioni sue e di tutto lo staff Ottavonano. Le birre che ha scelto sono convinto che le conosce bene e le ha certamente condivise con molti suoi clienti…Buon lavoro a tutti e buona birra…la birra trasmette tante cose a chi la beve, tra le più importanti la felicità…siamo felici…

  • Mario Cipriano

    (9 novembre 2014 - 22:15)

    Dopo aver letto l’articolo ma soprattutto alcuni commenti mi sembra doveroso rispondere anche perché si tende ad esagerare e ad attaccare il lavoro e la passione.
    Premesso che l’IBF “Pub Edition” è una importante manifestazione che vede partecipi una serie di Pub tra i migliori d’Italia e sapere che in Campania abbiamo la presenza dell’Ottavo Nano dobbiamo solo essere contenti.
    Gianluca ha pensato di portare oltre alle sue birre fatte in collaborazione con il Chiostro una selezione di birre campane e non vedo cosa c’è da polemizzare;
    E’ stato invitato, paga per partecipare e più precisamente (perché le birre campane le ha bevute e le beve) ha contattato tutti i birrifici che sono stati liberi di scegliere se partecipare o meno.
    Per quanto mi riguarda come titolare del birrificio karma la scelta è stata positiva perché sapere che ho due birre spillate in un evento del genere è per me e il mio staff una enorme soddisfazione anche perché sicuramente c’è il confronto con birre di livello.
    Detto questo ribadisco che le mie birre come anche altre campane si trovano nel frigo dell’Ottavo Nano e che Gianluca penso sia stato uno dei pochi in Campania a invitare i birrai campani durante i master da lui curati, ma questo non da oggi ma già da un paio di anni.
    Chiedo infine a Michele un elenco di pub campani con una degna selezione di birre campane cosi li contatto(ne conosco 4/5), ma purtroppo ritengo che il suo commento non c’entri nulla sul movimento campano ma sia solo un attacco a chi non lo merita anche perché mentre si parla delle birre campane si interviene con una selezione di birre estere che in questo contesto non c’entra nulla.

  • Michele

    (9 novembre 2014 - 23:42)

    Quanta agitazione…e stranamente rispondono tutti tranne il diretto interessato. Comunque io ho solo detto che tutte le volte che sono andato al pub non ho mai trovato la selezione di birre che sono state invece portate a questa manifestazione, mentre on tap erano presenti una selezione poco consona ad un pub di tale spessore. E per fortuna c’era il chiostro. A proposito dico a Carlo che mi dispiace ma non avevo nulla da alludere, parlavo seriamente sul meno male che c’è il Chiostro, e se hai pensato a qualcosa di losco (soprattutto la questione chiocciola) è un pensiero tuo.

  • Vincenzo Serra

    (10 novembre 2014 - 09:55)

    Stavo scrivendo il mio commento quando ho notato l’intervento del mio amico e collega Mario Cipriano, quindi mi è sembrato superfluo ripostare gli stessi concetti che condivido pienamente.
    Non è nel mio costume fomentare discussioni e polemizzare ma rileggendo tutto mi chiedo: che senso ha questa bagarre?
    Abbiamo avuto l’occasione di poterci proporre ad un mercato nuovo, in una manifestazione importante come l’ IBF, ci siamo confrontati con birrifici affermati senza sfigurare, ora qual è il problema?
    Per rispondere al primo commento che ha aperto il vaso di Pandora: confermo la mia presenza in bottiglia all’Ottavonano, se invece l’assenza di birre campane era riferita alle spine penso che il risultato ottenuto all’ IBF (sold out), la maturità qualitativa raggiunta da molti birrifici campani e non da ultimo la lungimiranza di Gianluca colmeranno questa lacuna, anche se riconfermo le parole di Mario “in questo contesto non c’entra nulla”
    Saluti a tutti

  • Luciano Pignataro

    (10 novembre 2014 - 11:37)

    Questo post dimostra, ancora una volta, l’immaturità della comunicazione napoletana e campana.

    Cosa succede? Un grande locale che sta facendo un lavoro splendido viene attaccato con motivazioni miserevoli e sotto forma anonima.

    La mia ormai decennale esperienza mi insegna che chi fa queste scempiaggini immature in genere è di prossimità, un altro locale, qualcuno che ritiene di avere avuto una scortesia.

    Purtroppo questo accade in ogni campo e non ci rendiamo conto che da oltre un secolo siamo proprio noi campani ad alimentare la peggiore letteratura contro noi stessi.

    Il motivo è che non ci si è resi conto che se denigrare il concorrente poteva avere senso in un mercato piccolo e circoscritto al paese o alla città, adesso è buona strategia commerciale per affrontare il mercato globale parlare bene anche di chi si pensa male.
    I francesi lo hanno capito da due secoli, in Italia del Nord dal Dopoguerra. Da noi questa filosofia ha fatto presa un po’ nei piani alti della ristorazione (in quelli bassi spesso purtroppo siamo ancora a questi livelli di ottusità commerciale e comunicativa).

    Qual è l’effetto? Allontanare da tutto. Un post su uno dei blog più letti d’Italia che evidenziava un episodio bellissimo di un settore incredibile è diventato l’occasione per una ripicca stupida che per fortuna sta avendo le smentite dai produttori migliori.

    Sarà l’età, o forse anche un po’ di stanchezza, ma non vi nascondo che tutto questo mi avvilisce un po’ anche se non darla vinta a questi atteggiamenti è una molla ad andare avanti.

    A Gianluca dico solo: non ti curare di queste punture di insetto. E te lo dice uno che ne riceve più di una al giorno da molti anni da chi vorrebbe stare al mio posto e non ci riesce. Sono sintomo di successo:-)

  • Nello Marciano

    (10 novembre 2014 - 14:56)

    Salve,in qualitá di titolare dell’azienda Maneba,ed essendo presente con una delle mie birre all’ibf,voglio confermare quello che é stato precedentemente ribadito.Abbiamo accettato di partecipare alla selezione,in piena coscienza e autorevolezza,senza nessun pregiudizio e sopratutto con gran piacere,analizzando il tipo di evento e il livello qualitativo a cui ci siamo interfacciati.confermo anxhe che x diversi periodi ho avuto la mia birra Masaniello alla spina presso il locale Ottavonano.
    Ce da dire anche che si sta dando troppa importanza a delle chiacciere che sanno di nulla e di vuoto,dette anche da persone xhe si firmano in modo astratto,quindi senza una concretezza.
    X diverso tempo sono stato sempre interpellato dal sig. Polini x divulgare la cultura della birra artigianale in tutti i master che sono stati fatti in giro x la Campania,prova questa di attaccamento e voglia di fare.
    Quindi x concludere :rilassatevi e………facitv na birr artigianal….

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