Le migliori dieci Pizze di Natale, più tre

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La Pizza di Natale
La Pizza di Natale

di Tommaso Esposito

Una pizza speciale per Natale?
E sì che ci hanno pensato i pizzaiuoli.
Mica si sta a smacchiare i giaguari dietro al bancone.
Qui si lavora sodo e si crea un po’ guardando alla tradizione, un po’ lasciando volare la fantasia.
Del resto il mondo delle pizzerie sta oggi cambiando ritmo e velocità.
Si sta molto attenti alla leggerezza e alla fragranza degli impasti nonché alla qualità delle materie prime da utilizzare per le farciture.
I prodotti vengono scelti soprattutto in Campania tra quelli garantiti dai consorzi di tutela e dai Presidi Slow Food.
Eccellenze agroalimentari, filiera corta sembrano essere i temi intorno a cui gira anche in pizzeria la tavola di Natale.
Insomma c’è aria di festa soprattutto a bocca di forno.
Cominciamo da Francesco & Salvatore Salvo a San Giorgio A Cremano.

Francesco e Salvatore Salvo Pizza maritata
Francesco e Salvatore Salvo Pizza maritata

Pizza Maritata. E subito entriamo nel tema: tutte le foglie e le torze insieme alla salsiccia di frattaglie, come comanda il Duca di Buonvicino per la Menesta Mmaretata, raccolte in un calzone dall’impasto lieve e soffice.
Gino Sorbillo in Via dei Tribunali a Napoli e pure sul lungomare consiglia la pizza con il soffritto e la provola affumicata speciale di Mimmo La Vecchia de il Casolare.
Gianfranco Iervolino a Palazzo Vialdo di Torre Annunziata ha creato la Scafaréa, dal nome del grande pentolone delle cucine antiche.

Palazzo-Vialdo.-Pizza-baccalà-e-patate-di-Iervolino
Palazzo-Vialdo.-Pizza-baccalà-e-patate-di-Iervolino

È una pizza con coroniello, il filetto dello stoccafisso, patate, pomodorino del Piennolo del Vesuvio e provola di Agerola.
Così per darci un po’ di forte c’è pure una macinata al volo di pepe nero.
Guglielmo Vuolo a Eccellenze Campane di Via Brin e Via Partenope ha centrato tutto intorno alla papaccella napoletana conservata al naturale.
E fra i capperi di salina ci sta anche la provola di Agerola insaporita dalla colatura di alici di Cetara. Il pepe non manca.
Per Ciro Salvo la pizza di Natale è il suo brand, cioè 50 Kalò che è il nome della pizzeria e pure quello della Margherita con la scarola, che d’inverno è la schiana non la riccia, insieme a fiordilatte, pomodorini del piennolo, olive nere di Gaeta e capperi.
Pasqualino Rossi nella sua rinnovata Élite di Alvignano propone Mussillo.

Pasqualino Rossi. Mussillo
Pasqualino Rossi. Mussillo

E’ una pizza che prende nome dal filetto del baccalà condito come vuole la ricetta tradizionale, cioè con pomodorini, capperi, olive e prezzemolo.
A Puglianello troverete la Pizza di Rinforzo.

Pieshkov Pizza di Rinforzo
Pieshkov Pizza di Rinforzo

L’ha pensata Volodymyr Pyeshkov, il giovane pizzaiolo di origini ucraine che sta al Foro dei Baroni. Fiordilatte sannita e baccalà mantecato alla vicentina insieme alle verdure che compongono la tradizionale insalata di rinforzo: dal cavolfiore, alla papaccella, alla carota e ai finocchi.

Francesco Martucci a I Masanielli di Caserta prepara la pizza con il broccolo nero, la burrata di bufala e il cotechino agerolese.

Francesco Martucci Pizza Natale
Francesco Martucci Pizza Natale

 

E si chiama Pizza Natale. Nomen omen.

Alessandro Tirino sta ad Airola (BN) Pizzeria Antovin.

Alessandro Tirino Bacalao
Alessandro Tirino Bacalao

 

Prepara Bacalao con fiordilatte del Taburno, crema di friarielli, olive nere di Gaeta, mussillo di baccalàe pomodorino del piennolo del Vesuvio.

Carmine Granato a Marigliano ne Lo Scialatiello trionfa con la sua pizza con filetto mussillo di baccala alla brace. Il must del papà Salvatore.

Carmine Granato Pizza con mussillo alla brace
Carmine Granato Pizza con mussillo alla brace

Natale ha ispirato una pizza napoletana speciale anche sulle rive del Tamigi e all’ombra della Torre Eiffel.
A Londra nel quartiere Hampstead nell’Antica Pizzeria c’è l’ischitano Giacomo Guido che propone ben cinque specialità diverse.

Giacomo Guido Pizza con scarola
Giacomo Guido Pizza con scarola

La più gettonata è la pizza con le scarole, una vera rarità per i londinesi, olive e mozzarella di bufala. Tutto è portato lassù dalla Campania.
Anche a Parigi con Gennaro Nasti trionfa la scarola sulla pizza.

Gennaro Nasti La Pizza di Natale
Gennaro Nasti La Pizza di Natale

I francesi, che vanno apposta dalle parti del Louvre dove c’è La Famiglia di Rebellato, la pizzeria dove lui lavora, ne sono ghiotti e amano la versione che mette insieme stracciatella di bufala, olive e capperi.
Enzo Coccia da parte sua mette d’accordo tradizione e bontà di sentimenti.

Enzo Coccia
Enzo Coccia

Ha creato la sua Pizza di Natale ispirandosi alla solidarietà e ci invita a riflettere sul valore dell’opera umanitaria che svolge la Guardia Costiera italiana salvando vite umane nel Mar Mediterraneo.
Si chiama proprio Pizza della Solidarietà ed è fatta con mozzarella di bufala campana dop, tonno affumicato, erba cipollina, olio aromatizzato al limone.
E così gustandola nella sua Pizzaria di Via Caravaggio potremmo immaginare per un attimo di trovarci sul presepe insieme a’ lu liopardo e ‘a pucurella.
Cercheremo di essere, perciò, veramente più buoni.
Almeno una volta all’anno.

pubblicato su Il Mattino del 20.12.2015

10 commenti

  • Antonio

    (24 dicembre 2015 - 15:34)

    Egregio sig. Pignataro ho appena letto il suo ultimo articolo , inerente alle pizze natalizie , e non posso esimermi dal fare alcune precisazioni, poiché il suo è uno dei blog più gettonati.
    Come potrà verificare di persona sul sito” mysocialrecipe” la pizza con il baccalà, accreditata al collega Pasqualino Rossi della pizzeria Elite, è stata da me registrata da circa due mesi , oltre che proposta nel menù del mio locale ( la Spelunca) dal lontano luglio 2014, inoltre è stata protagonista dell’evento “SustaStasio” del 2 dicembre scorso che ha visto partecipare sui altrettanto stimati colleghi.
    Con questo non voglio sollevare alcuna polemica, anzi colgo l’occasione per invitarla nel mio locale per provare la nostra pizza con il baccalà.
    Le auguro buone feste di Natale

  • Pasqualino rossi

    (25 dicembre 2015 - 00:28)

    Caro
    Antonio ti sbagli o ti hanno informato
    Male , la pizza Mussillo non è stata copiata a nessuno perché io la faccio da 2 anni e già ne parlavano da qualche anno
    …. Scrivi in Google pizza Mussillo Pasqualino rossi 2014 e poi vedi … Prima di dire cose false informatevi bene ok
    Ciao
    Pasqualino rossi

  • Giustino Catalano

    (25 dicembre 2015 - 12:37)

    Esprimo la mia opinione sulle pizze clonate. Se ci mettiamo a vedere anche le pizze natalizie di due acclarati pizzaioli in elenco sono copia della piza natalizia di Vincenzo Esposito (Carmnella) che è alquanto datata.
    Facciamoci Natale e registriamo le ricette che è l’unico modo per tutelare i prodotti. Ovviamente si tutela quello che è identico e non quello che è simile. Altrimenti usare il baccalà diventa vietato solo perchè uno l’ha fatto per primo. Mia nonno faceva la pizza con il baccalà perchè l’aveva appresa dalla nonna. (mia nonno era classe 1900)
    Buon Natale a tutti.

  • giuseppe tassone

    (25 dicembre 2015 - 13:14)

    IN giro per pizzerie a Napoli in famose pizzerie della zona Pignasecca e Quartieri Spagnoli,con amici Emiliani,oltre a riconoscere ottima qualità nei prodotti assaggiati,anche ottime pizze fritte e margherite su tutte,ho altresì riscontrato l’impossibilità di ottenere ricevute fiscali o di poter pagare con il bancomat,spesso “bloccato o senza linea”.Ecco che il “momento magico” del turismo napoletano rischia di esaurirsi in una bolla di sapone,a causa del comportamento scorretto,dispiace dirlo di molti esercenti.

  • Gaetano

    (25 dicembre 2015 - 22:05)

    Giuseppe Tassone,che cosa centra ora sta critica sui bancomat e ricevute fiscali in un blog di cucina??!!
    Parliamo di cucina che ha parlare di problemi di evasione ci pensano già i giornali riferendosi ad imprenditori del nord
    Cordiali saluti

  • elena mastrosimone

    (26 dicembre 2015 - 10:48)

    Pizza e turismo vanno di pari passo,fare brutte figure non aiuta.Gli imprenditori del Nord hanno protettorati politici.A noi Napoletani non perdonano nulla ed ho l’impressione che questo blog,cerchi anche di promuovere,e lo fa molto bene la gastronomia Campana,che è strettamente legata alla promozione turistica. Cordiali saluti.

  • Mauro

    (11 gennaio 2016 - 19:51)

    Carissimi Signori,se parliamo di pizza al “Baccalà”,vi tengo a precisare,che l’ho fatta già io nel settembre 2013.Il Dottor Tommaso Esposito all,epoca,ovvero nello stesso “settembre del 2013″ne fece anche una recensione e la pubblicò sullo stesso Blog del Signor Luciano Pignataro!Quindi abbiate la bontà di dire la verità…

  • Mauro

    (11 gennaio 2016 - 19:59)

    Andate a vedere sul blog del Signor Pignataro nelle recensioni del 2013,oppure in alternativa ve la posso inviare io…visto che salvai la pagina Web della recensione!Potete anche dare un’occhiata alla guida “Mangia e bevi”2014 uscita nelle edicole a Dicembre 2013!

  • Luciano Pignataro

    (11 gennaio 2016 - 20:30)

    Gentile Mauro
    la prima volta che mangiai una pizza al baccalà risale ad almeno quindici anni fa presso la Lanterna di Somma Vesuviana. Quindi altro che 2013. Poi ognuno lo interpreta in un modo con ingredienti diversi ed è bene che sia così

  • mauro

    (12 gennaio 2016 - 14:10)

    Buongiorno Signor Luciano Pignataro!
    Infatti,nel 2013,non sapendo se l’avessero già fatta altrove,ho sempre specificato,che sono stato il primo a farla ad Acerra dietro un suggerimento del Signor Mario Esposito(Grossista ed importatore di stoccafisso e Baccalà) ed alcuni, anche dal Dottor Tommaso Esposito per perfezionarla!
    In virtù di tutto ciò,non ho mai rivendicato,ne la paternità e ne tanto meno l’ho registrata da qualche parte,spacciandola come una mia idea o invenzione,non sarebbe stato assolutamente corretto!
    Sia ben chiaro,non voglio polemizzare…se ho risposto e per i motivi sopraelencati!
    Detto ciò,non ho nulla contro di lei…anzi,il suo è un Blog rinomato e molto seguito e per questo gode di tutta la mia stima ed ammirazione!

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