Le Galline di Maffi

Le galline di Maffi. Santi Santimaria

18 febbraio 2011

Disegno di Jessica Adami. testi di Maffi

20 Commenti a “Le galline di Maffi. Santi Santimaria”

  1. fedora scrive:

    maffi vignetta squallida caduta di stile

    • giancarlo maffi scrive:

      cito da wiki e condivido in toto : la satira, storicamente e culturalmente, risponde a un’esigenza dello spirito umano: l’oscillazione fra il sacro e il profano. la satira si occupa da sempre di temi rilevanti, principalmente la politica, la religione, il sesso e LA MORTE, e su questi propone punti di vista alternativi, e attraverso la risata veicola delle piccole verità, semina dubbi, smaschera ipocrisie, attacca i pregiudizi e mette in discussione le convinzioni…

    • leo scrive:

      Esorcizzare la morte. Primo comandamento dello zingaro (cfr. Amici miei – Mario Monicelli, 1975)

  2. lido scrive:

    è un grande questo Chef e considerandolo ancora fra noi io direi tradizionale una folla e una commozione per un uomo, ed uno chef che ha segnato un’epoca.

  3. ALBA scrive:

    Questa vignetta è in puro stile humor nero, siamo al livello di George Bernard Shaw. Bravo Giancarlo.

  4. tommaso siani scrive:

    (….) Così pensammo di aiutarne una.
    Una bella gallina tutta ricoperta di piume
    e di sotto aveva un magazzino di scarpe
    e dietro un tugurio dal quale uscivano le uova.
    E così scoprimmo che la gallina ama molto il caldo
    e che denudata, oliata per evitare le scottature,
    messa a centoventi gradi
    essa perde ogni scontrosità
    e diventa molto buona.

    La gallina
    non è un animale
    intelligente
    lo si capisce,
    lo si capisce
    da come guarda la gente.
    (La gallina, Cochi e Renato)

  5. tommaso moro scrive:

    Qualcuno potrebbe scrivere che fare un copia e incolla di una canzone non è molto intelligente

  6. giancarlo maffi scrive:

    tommaso siani , un uomo per una sola stagione, quella di rocco iannone. egli ci legge, con ogni probabilità il mattino prima di fare le abluzioni o la colazione e naturalmente qualche volta anche durante la giornata. ma interviene praticamente solo quando si tocca rocco iannone, direttamente o indirettamente come in questo caso. puo’ accadere qualunque cosa, su questo blog, dalla morte di un grande sindaco alla ricetta piu’ sofisticata, dai cervi morti nel cilento alla celebrazione di una antica trattoria napoletana. ma lui, il grande latin- galli- censore non si degna. solo quando gli si pestano i calli, perchè a questo punto devo pensare che sono anche i c…alli suoi e non solo quelli di iannone, viene qui, con la sua puzzetta sotto il naso, ben meno sana di quella del mio, vero, pollaio.

    se ne faccia una ragione, siani: iannone non è nè il miglior chef del mondo e nemmeno della campania. è solo un buon operaio specializzato, senza grasso sul grembiule, per giunta

  7. tommaso siani scrive:

    Leggo questo blog non per le sue ma per altro: spesso affronta argomenti ineressanti, qualche volta meno. La mia citazione di una bellissima canzone di Cochi e Renato non voleva essere un attacco alle sue galline, ma piuttosto la lettura da un punto di vista diverso della peculiarità del volatile, buono a cantarle a chiunque ma anche in pentola. Se ne faccia una ragione lei, signor Maffi: non tutti sono sagaci ed intelligenti come i suoi pennuti un po’ permalosetti.

    • giancarlo maffi scrive:

      le lascio sempre volentieri l’ultima inutile parola ,siani. con la quale continua a non spiegarci per quale motivo interviene solo quando si parla di iannone, cioè dall’APRILE dell’anno scorso.

      dati i suoi ritmi, mi permetto di porgerle già gli auguri di pasqua- ferragosto- felice natale e buon anno 2012.

      i miei pennuti sono permalosi, ma conoscono il bon-ton.

  8. tommaso siani scrive:

    Non devo dar conto a lei di cosa dico e quando e perché e soprattutto dove.Lei ha messo in mezzo Iannone: non mi pare che la vignetta fosse a lui dedicata. Si parlava di Santamaria e della sua morte. Non di Rocco che, per fortuna, è vivo e vegeto. Se, come lei sembra voler affermare, parlare di Santamaria equivale a parlare di Iannone, per una singolare proprietà transitiva dovremmo affermare che quest’ultimo è uno dei migliori chef del mondo, tristellato, osannato da guide e critici. Non le pare? Semplicemente è lei a sembrare ossessionato da un retropensiero che, francamente, non mi apartiene. Chieda all’amico Luciano chi sono e le saprà dire. Con immutato affetto ricambio gli auguri

    • giancarlo maffi scrive:

      non ciurli nel manico, siani. all’amico luciano ho gia’ chiesto ad aprile dell’anno scorso. lascia assolutamente basito ll suo atteggiamento. lei è qui solo per difendere il suo chef preferito, come ha fatto sempre e solo intervenendo in questo blog esclusivamente su quel tema. i motivi non ci sono noti e in fondo a me non interessano nemmeno. puo’ darsi che la cucina di iannone l’abbia stregata al punto di diventarne paladino anche quando si parla della morte di santimaria. un atteggiamento, il suo, piuttosto cinico. lei dovrebbe dare conto si, ai lettori di questo blog e alle loro intelligenze, dando risposta alla mia domanda che evidentemente la imbarazza alquanto: perchè parla solo intorno a iannone? null’altro la interessa ,dei centomila post pubblicati da aprile dell’anno scorso?

      se è cosi’ ce lo sbatta tranquillamente in faccia, a noi tutti. ce ne faremo una ragione: a tommaso siani tutti i nostri post fanno talmente cagare da non meritare uno solo, ripeto uno solo, suo intervento. monica piscitelli con le sue pizzerie ei suoi vini se ne farà una ragione; giulia con le sue ricostruzioni storiche sulle trattorie se ne farà una ragione; lello tornatore con le sue faticosissime ricette se ne farà una ragione e… via di questo passo, all’infinito. migliaia di post, nessun intervento. mezza cosa che riguardi iannone, un fiume in piena. senti chi parla di ossessione!

  9. tommaso siani scrive:

    La pensi pure come crede. Io per quanto mi riguarda seguo quando posso questo blog. E intervengo quando mi pare. Apprezzo – pensi un po’ – anche i suoi post quando non sono un po’, diciamo così, esuberanti. Stimo Iannone e non l’ho mai nascosto. Voglio bene a Luciano per fatti che esulano dagli argomenti che qui trattate con apprezzata competenza. Non ciurlo nel manico, come vede. Se poi per intervenire in una discussione c’è bisogno di un attestato per così dire di frequenza, beh mi pare un po’ esagerato. Non mi imbarazzo affatto, come vede. Piuttosto mi spiace che lei non abbia colto il senso del mio intervento: mi pareva francamente esagerato il primo commento alla sua vignetta e, con quella mia citazione, volevo riportre il tutto ad una situazione di lievità e di malinconica contemplazione della morte, compresa quella di un pollo finito nel tegame. E non buttarla in rissa o peggio come spesso accade da queste parti. Non le ruberò altro tempo. continuerò a seguire il blog e ad intervenire quando e come mi pare. E a citarla nei miei articoli, se la cosa non le dispace.