Le ricette della Costiera nella festa a Cetara

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di Marina Alaimo

Maristella Di Martino e Marina Alaimo

Il libro di Maristella Di Martino inaugura la kermesse

Cetara ha dato il via all’iniziativa Le giornate del pesce azzurro con lo scopo di celebrare e divulgare le antiche origini e tradizioni legate alla pesca del pesce azzurro degli abitanti di questo piccolo borgo della Costiera Amalfitana, specializzati nella conservazione delle alici sotto sale in vasi di terracotta, nella produzione della tipica colatura di alici, oltre che alla lavorazione del tonno e dello sgombro sott’olio.
Qui da sempre si applica la teoria del consumo di prodotti a chilometri zero e nella gastronomia locale è radicato l’utilizzo di prodotti poveri ma di grande valore nutrizionale Ad inaugurare la kermesse un ospite speciale, Maristella Di Martino, che ha presentato il suo ultimo libro in una location davvero speciale: il peschereccio Domenico Pappalardo, anzi più precisamente su una tonnara, dando la possibilità a coloro che hanno partecipato all’iniziativa di visitarla e di conoscere la realtà quotidiana di un pescatore di tonno cetarese, il quale resta in mare anche per 6-7 mesi di seguito.
Il libro di Maristella raccoglie le ricette di tanti ristoranti della Costiera Amalfitana, rappresentando tutte le realtà, dai piccoli borghi come Vietri, Cetara o Atrani, a quelli meglio sviluppati come Amalfi e Positano, diversi tra loro,ma tutti fortemente segnati nella storia e nella gastronomia dalle attività marinare. Il libro non è solo una guida ai Ristoranti, piuttosto una mappa del territorio che si racconta attraverso la cucina degli chef, ritenuti dalla giornalista dei veri e propri storici della Costiera, testimoni e portavoce della cultura e delle tradizioni dei luoghi di appartenenza.
Durante le tre Giornate del pesce azzurro gli chef cetaresi Pasquale Torrente del ristorante Al Convento, Gennaro Marciante e Gennaro Costiello dell’Acquapazza, Francesco Tammaro del San Pietro, Pasquale Farina dell’Hotel Cetus presentano i loro piatti, espressione di una gastronomia non ingessata negli schemi rigidi della tradizione, ma che sa andare oltre, rinnovandosi di continuo, comunque senza mai perderla di vista.
Dopo la presentazione del libro a bordo della tonnara ormeggiata nel bellissimo porto di Cetara si è svolta una degustazione di piatti proposti dai ristoratori locali, carpaccio di sarde e limoni della Costiera con colatura di alici per il ristorante San Pietro, il famoso scammaro di Al Convento, ed un raffinato cous cous con verdure e colatura di alici di Acqua pazza, in abbinamento Giardino di Klingsor Ravello Costa d’Amalfi bianco e rosso della Cantina San Marco.
Sulla banchina invece è stata allestita una esposizione di prodotti tipici del mare e della terra, tra i quali gli straordinari limoni provenienti dalle coltivazioni a terrazza, strappate con gran fatica alla montagna, e che disegnano inconfondibilmente il paesaggio della Costiera Amalfitana . Ogni sera sul molo sono in degustazione i piatti di uno chef diverso, nella prima serata il sartù di riso alle alici e il gateau di alici e sarde di Francesco Tammaro, il quale dichiara di non essere spaventato dalla crisi economica, né da quella legata alla pesca del tonno, ormai messa in difficoltà dalla scarsità dei pesci e da leggi molto restrittive, secondo lui un abitante di questi luoghi è ben temprato alle difficoltà della vita e, citando un vecchio proverbio, ritiene che l’italiano s’ fa sicc’ ma nun mor’.