Le Serole 2004 Pallagrello bianco Terre del Volturno igt | Voto 88/100

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Le Serole 2004 Pallagrello Bianco Terre del Volturno igt

TERRE DEL PRINCIPE

Uva: pallagrello bianco
Fascia di prezzo: nd
Fermentazione e maturazione: legno

Vista 5/5. Naso 26/30. Palato 26/30. Non Omologazione: 31/35

I vini si possono dividere in due grandi famiglie: quelli da godere insieme ad altre persone e quelli che aiutano a stare da soli. Da piccolo ero piuttosto gracilino, passavo molti giorni, anche settimane, a casa e il letto si trasformava in orbeterracquae: le ginocchia sollevate sotto le coperte erano le montagne dove si nascondevano gli indiani, il cuscino uno sceriffo da scazzottare, oppure diventava un leggìo, le lenzuola un po’ stropicciate erano strade da rally per le macchinine, e sotto costruivo la mia tana, come la talpa di Kafka.

Oggi ricerco vini capaci di restituirmi quella bella intimità che avevo con me stesso di cui ho conservato il gusto pieno, l’assenza di bisogno di contatti con estranei, la possibilità di tessere il filo unico dei pensieri impermeabili alle parole di chi è attorno. Oggi molto più di ieri perché al silenzio della mia cameretta, ben presto rotto dalla presenza dei miei fratelli, si è sostituito il rumore del mondo.
Sarà per questo motivo che quando adesso sono nella mia casetta nel Cilento durante le feste allungo le mani verso le vecchie annate di Serole che sono riuscito a conservare.

L’opulenta eleganza potrebbe sembrare un ossimoro, ma l’idea di una chiesa barocca come il piccolo gioiello del Bernini, intendo Sant’Andrea del Quirinale, potrebbe convincere i più riottosi alla percezione del complesso come pre-condizione della vera eleganza. Una condizione non strillata, in cui le forme in equilibrio fra loro riflettono lo spirito della persona, della cosa, dell’essere per cui alla fine tu cogli necessariamente il tutto in un solo colpo, in un flash.

Questa situazione presuppone istintività, ossia le prime cose che si sono viste in famiglia, dall’arredo all’abbigliamento, ma anche tantissimo studio, enorme lavoro, dura fatica. Pensateci: non è facile creare una immagine che non rimandi ai particolari, è molto più semplice enfatizzarne uno per coprire gli altri.

Più di sette anni, il vino di Manuela e Peppe è bello giovane.
Mi fa stare molto bene con me stesso.

Sede a Castel Campagnano, Loc. Squille Contrada Mascioni Tel. 0823.867126 www.terredelprincipe.com Enologo: Luigi Moio Bottiglie prodotte: 55.000 Ettari: 13 di proprietà Vitigni: pallagrello bianco, pallagrello nero, casavecchia

4 commenti

  • Antonio

    (6 gennaio 2012 - 20:31)

    Non voglio lasciare un commento, ma un grazie a Luciano per l’emozione che lascia il suo scrivere

  • Arcangelo De Lucia

    (7 gennaio 2012 - 14:30)

    L’articolo e’ davvero molto bello , e fa piacere che ad ispirarlo sia stata una bottiglia di le Serole , per me e per molti di coloro che l ‘ hanno bevuto per la prima volta nel mio ristorante , uno dei migliori bianchi italiani

  • Angelo Di Costanzo

    (7 gennaio 2012 - 14:45)

    “…ricerco vini capaci di restituirmi quella bella intimità che avevo con me stesso di cui ho conservato il gusto pieno, l’assenza di bisogno di contatti con estranei, la possibilità di tessere il filo unico dei pensieri impermeabili alle parole di chi è attorno.”

    Ho avuto, con altre parole, lo stesso pensiero, bevendo un Taurasi di Molettieri ’01.

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