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Linguine con cicale di mare e limone

12 novembre 2012

di Virginia Di Falco

La dolcezza delle cicale, il carattere deciso del limone e lo sprint della buccia verde.
Non è proprio una ricetta modello cotto e mangiato. Quindi, se sono i tempi della Parodi che avete in mente, scendete prima dai tacchi e poi mettetevi all’opera con un po’ di calma ;-)

Ingredienti per 2 persone
200 gr di linguine
8 cicale di mare
1 limone maturo
1 limone verde
4 cucchiai di olio extravergine di oliva
2 spicchi d’aglio
sale qb

Fare indorare due spicchi d’aglio in una padella con un paio di cucchiai di olio extravergine di oliva. Fare cuocere per qualche minuto le cicale di mare, poi toglierle dalla padella e metterne da parte  qualcuna (delle più piccole, magari) per guarnire il piatto.
Pulire le altre facendo attenzione a ricavarne tutta la polpa possibile.
A parte, in un tegamino con mezzo bicchiere di acqua, portare ad ebollizione i gusci delle cicale, con un pizzico di sale e gli spicchi dell’aglio dorati (che avrete tolto dalla padella) e far andare per una decina di minuti per ricavare un fumetto piuttosto denso che poi filtrerete. Nel frattempo spremete il succo del limone maturo ed emulsionate insieme agli altri 2 cucchiai di olio. Versate l’emulsione appena ottenuta nella padella con l’olio di cottura delle cicale; riaccendete il fornello medio, unitevi la polpa dei crostacei e il loro fumetto, e poi qualche zesta ricavata dalla buccia del limone verde, facendo attenzione a non prendere anche la parte bianca, amarissima. Far riscaldare per un paio di minuti al massimo. Una volta cotte le linguine al chiodo, mantecare con il sughetto per un minuto. Servire con accanto una o due cicale e fare una grattugiatina finale di buccia di limone verde prima di servire.

9 Commenti a “Linguine con cicale di mare e limone”

  1. Lello Tornatore scrive:

    Ma le cicale sono… di stagione??? ;-))))))))))))))))))))))))))))))))))))

  2. Fabrizio scrive:

    Ma che meraviglia!!! non lo ho assaggiato, ma amo già questo piatto!!!

  3. Francesco Mondelli scrive:

    Quando si pescano sono sempre di stagione!P.S.Ma le cipolle ramate di Montoro quando si raccolgono?

  4. claudio nannini scrive:

    Complimenti alla sig,ra Virginia per la ricetta che proverò senz’altro solo che quelle delle foto non sono cicale. Le vere cicale di mare (magnosa e magnosella)
    il lingua napoletana”cicala e paparella” sono altre. sono scure con il carapace durissimo come quello dell’aragosta o dell’astice e sono purtroppo in via d’estinzione
    perchè la loro carne è considerata la migliore in assoluto tra i crostacei. Quelle della foto invece sono “pannocchie” in lingua napoletana “spernocchie”.
    Buonissime soprattutto crude appena pescate ee in questa ricetta sono vere protagoniste. Comunque sig,ra Di Falco non se ne prroccupi più di tanto. Il buon Lello Tornatore deve infatti ancora imparare la differenza tra una”pezzogna” ed un volgarissimo anche se ottimo pagro.

    • Lello Tornatore scrive:

      Claudio sei rimasto a due anni fa!!! Ora, grazie a tutte le pezzogne che mi avevi promesso, sono diventato un esperto!!! ;-)))))))

    • Marcello scrive:

      Le pannocchie sono quelle di mais, questo crostaceo si chiama “Canocchia” in veneto “Canocie”……sulla cicala o magnosia ci siamo

  5. claudio nannini scrive:

    hai ragione Lello, sapessi le volte che si era pensato di venire da te…poi come sempre succede, gli impegni i casini..ma verremo. Verremo senz’altro. Intanto pero le pezzogne le ho mangiate io. Buonissime.

  6. Gigi Eporedia scrive:

    Ho letto la ricetta e mi e’ piaciuta. L’ho provata, eseguendola pedissequamente, e non mi e’ piaciuta: l’eccessiva acidita’ ammazzava la fragranza delle canocchie e del loro fumetto.
    L’ho riprovata, limitandomi ad aggiungere a zeste e buccia grattuggiata, giusto per non stravolgerla, un cucchiaino da te di succo di limone: perfetta