Lorenzo Viani a Forte dei Marmi su Foodie Top 100 Restaurants

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Chiara Viani e Gioacchino Pontrelli

LORENZO VIANI

Foodie Top 100 Restaurants

Versilia, un lembo di terra tra una spiaggia bianca e le montagne, ma anche arte e cultura

di Cristina Vannuzzi

Il legame della Versilia con l’arte risale addirittura a Michelangelo, il genio del Rinascimento, che ci visse tre anni per lavorare alle Alpi Apuane, per aprire le cave di marmo da dove vengono i suoi lavori più importanti. E poi, artisti, pittori e scultori che hanno vissuto la loro storia artistica, rimanendo contaminati dall’atmosfera e dalle sensazioni che la Versilia suscita, radicati a questa terra, che ha favorito un incremento e una crescita dell’attività scultorea  con l’apertura della scuola di scultura a Pietrasanta nell’800.

La Versilia ha sempre visto grandi personaggi come Moses Levy, Galileo Chini, l’art decò, il Liberty, artisti moderni come Moore, Botero, Cascella, Mario Marcucci, e, fortemente legato alla sua terra, Lorenzo Viani, con la sua arte, i suoi tormenti e la sua storia di anarchia.

Foodie Top 100 Restaurants

Incontriamo Lorenzo Viani, dell’omonimo Ristorante Lorenzo, al Forte dei Marmi, che porta un nome illustre, uguale a quello del suo famoso prozio, una delle espressioni più fulgide della pittura del Novecento Italiano, Lorenzo Viani.

Lo abbiamo intervistato in questi giorni che ha ricevuto la segnalazione che il suo ristorante è su FOODIE TOP 100 RESTAURANTS in Europa, UK, Asia Pacific e la sua  non la solita storia di un ristorante di successo, ma come sia possibile diventare un numero uno e rimanere legato, con tanta semplicità,  alle sue origini, alla gente, a tutto quello che Lorenzo ama della sua terra,  la durezza delle Alpi Apuane, l’azzurro del mare della Versilia, il profumo di salmastro che si confonde al  Libeccio, un mix di sensazioni e di atmosfera, tanto da farne una filosofia di vita.

Lorenzo, descrivimi il tuo locale che rispecchia perfettamente il tuo animo artistico, qui regna arte, il bello e l’eleganza.

Lorenzo Viani

Vedi, perchè i miei ospiti si sentano a casa…..pochi coperti, cinquantina, signorile l’apparecchiatura, molto fascinose le sedute (preziose poltroncine di cuoio intrecciato dal colore caldo e vissuto), tutto intorno fiori, ma, principalmente importanti quadri e sculture, quest’ultime anche su alcuni tavoli, i colori sono tenui e avvolgenti. Amo molto i quadri del mio prozio, particolarmente cari quelli degli scolaretti, un periodo sereno, intimo, quando la moglie di Viani, che era maestra, insegnava a Montecatini, quadri di famiglia, inediti: gli scolaretti, durante la lezione, le guance rosse, il fiocco sbarazzino della bambina, la penna per il dettato, le gambine….sono la “mia storia”, e qui, anche io  mi sento “a casa”.

Lorenzo, oltre al vino, sempre in tema di arte e cultura…..la tua carta dei vini

Ecco la mia imponente Carta dei Vini “Edizione 51”, che in realtà sono due, una per l’Italia e una per l’Estero, per un totale di più di 1600 Etichette, quasi equamente divise. In ambedue, sulla prima pagina, spicca una frase tradotta da Salvatore Quasimodo e tratta dalle Odi di Alceo (poeta Greco vissuto nel VI Secolo a.C.): ….. “O amato fanciullo, prendi le grandi tazze variopinte, perché il figlio di Zeus e di Sémele diede agli uomini il vino per dimenticare i dolori “ …… .

Torniamo quindi al concetto che più mi ha colpito: il tuo lavoro, ma, principalmente la filosofia della tua vita.

Questo “ragazzo” che ha negli occhi il colore del mare della Versilia, nonostante una vita di grandi successi, ancora oggi ti guarda, con stupore, quasi a chiedersi ….come ha fatto……:

Il mio ristorante è fra i 20 ristoranti più importanti d’Italia, con una cantina considerata fra le più fornite e “raffinate” in Italia, il primo ristorante in assoluto per la degustazione del pesce, 3 forchette e 1 stella Michelin, 3 stelle Veronelli, 3 forchette Gambero Rosso, “10” secondo Piccinardi, 3 forchette e 2 medaglie secondo Touring Club…….….d’altronde, sono rimasto il solito Lorenzo di tanti anni fa, che, alle 5 del mattino, andavo al Porto di Viareggio, al rientro dei pescherecci, per scegliere e comprare il miglior pesce, “di prima scelta”, ancora vivo e guizzante ed è proprio dai marinai che ho avuto i primi “corsi di formazione” sul mondo dell’ittica; sono rimasto
“Viareggino” e il mare è il mio elemento e sono felice solo quando scappo e vado a buttare le reti davanti alla spiaggia di S. Rossore, mi tuffo e pesco le cozze a largo, solo con i gabbiani.

Alla fine di questa chiaccherata Lorenzo ci presenta la figlia Chiara, fisicamente il suo clone, bella, alta, bionda, occhi verdi……….

“Oggi sto vivendo una seconda giovinezza, affiancato da mia figlia  Chiara: è brava, mi segue, sta apprendendo mille segreti di questo affascinante ma difficile lavoro, che va fatto solo amandolo; infatti Chiara, con molta modestia è entrata, a buon diritto, nel Ristorante, dove ha avuto corsi di formazione full time da Mohamed e Gioacchino Pontrelli, l’executive chef del ristorante, i pilastri storici del locale”.

Chiara, cosa pensi del mondo dell’ospitalità, in un locale che è sempre alla ricerca della perfezione?

Semplicemente …poesia! Fare sentire il cliente come fosse a casa sua, coccolarlo ed emozionarlo con la nostra cucina, la nostra professionalità e il calore dell’accoglienza: questo è il nostro grande obiettivo. E quando le persone ritornano una, due, più volte , allora capisci che stai riuscendo nel tuo lavoro.

Sono motivata, entusiasta, innamorata di questo lavoro; non avrei certo immaginato, qualche anno fa, che un percorso professionale simile a questo sarebbe stato il mio. Invece, grazie ad un magnifico gioco di squadra, creata e formata dal mio grande babbo,  sono inserita in livelli così alti della ristorazione.

Nella squadra includo tutti i ragazzi di “Lorenzo”, la brigata, il nostro favoloso chef Giovacchino Pontrelli, il suo è un rapporto “magico” di amicizia con il babbo da tantissimi anni, ….tutti quanti che credono negli sforzi e nei sacrifici che questa professione richiede.

Mi fermerei ad ascoltare Lorenzo Viani che racconta il suo grande amore per l’Arte e la Poesia (come quelle bellissime di Franco Viani che ha fatto stampare nel Libro “I Gridi di un Solitario”), della sua meravigliosa collezione di quadri, dell’amore per il bello, affascinata nello stesso modo in cui racconta gli innumerevoli episodi della sua vita di un uomo e del suo mare!