Si lo so : questo è un blog che si occupa di vino e cibo, conosco l’ obiezione e la condivido pure.Ma ognuno di noi ha i propri limiti e le proprie sensibilità. Ho chiesto a Luciano Pignataro che mi cedesse uno spazio un po’ particolare, che riguarda la mia e non solo mia sensibilità.

Vi spiego. Io volevo fare un pezzo sul cibo per animali. Avevo chiesto un parere alla mia veterinaria e poi volevo un po’ giocarci sopra con i miei cagnoni. Avevo chiesto due righe a Fabrizio Scarpato ,perché mi era piaciuta una cosa scritta da lui sul post della festa a Bargecchia. Fabrizio all’inizio non se l’è sentita e poi invece ha sparato un pezzo di ottomila cartelle che a me è piaciuto molto. Quindi a questo punto avevo deciso di non parlare di cibo e di mettere solo il suo pezzo con due parole mie. Poi oggi ho sentito di questa manifestazione che si svolge oggi a Roma, contro una nuova direttiva europea che favorisce ulteriormente tutto ciò che riguarda la vivisezione, per dirla in due parole. Ed ho sentito anche un’intervista alla ministra del turismo ,la autoreggentata Brambilla. La quale dovrebbe avere altro da fare che non fa assolutamente/ fa malissimo, ma per la prima ed unica volta si becca da me un BRAVA ,MA DAVVERO. Parole accorate e bellissime. Complimenti e speriamo che servano a qualcosa. Ora vi lascio al pezzo di Scarpato al quale rivolgo un saluto ed un ringraziamento, anche da parte dei miei due cagnoni che oggi hanno voluto scioperare per solidarietà con i loro sfortunatissimi esseri non umani, anche perché pure loro sono stati salvati da morte certa. E io di questo, ve lo dico senza pudore alcuno, vado molto ma molto fiero.
Si chiama uso privato di pubblico blog e me ne scuso con tutti . grazie.
Uomini e cani – Di Fabrizio Scarpato
Non ho molta dimestichezza coi cani, anzi nessuna, e nemmeno mi pesa, per la verità. Amo i cani, amo gli animali, si sente dire: detesto la parola amare se usata un’anticchia a sproposito. Amo mangiare, amo scrivere, amo cucinare, amo dire cazzate… Calci negli stinchi. Meglio i cani, allora, almeno ti guardano. Io cerco di rispettarli, gli animali, e basta: spesso mi stanno simpatici, molto più spesso antipatici, ma credo ci siano di mezzo i padroni e soprattutto le padrone, che non sono le mamme dei cani. A questo punto sputatemi in faccia e arrivederci.
Non prima di avermi fatto dire che un pastore tedesco diede notizia al mondo della mia nascita: stava lì in attesa subito fuori la porta della camera, forse abbaiò ancor prima che emettessi il primo vagito (sarà per questo? sarà che mi sono spaventato?). Lei si chiamava Kiss, era molto bella e la ricordo con l’affetto e la tenerezza dei miei primi anni.
Oppure potrei raccontare di Banco, l’enorme terranova che trascinava Carlo per tutta la piazza, quasi sciando, o di Winter il dalmata elegantissimo di Giorgio, che venne immortalato nei dagherrotipi di una banda di ventenni vestiti da cow-boys sul greto del Magra: riferimento disastroso ma memorabile agli Eagles di Desperado. Disperati.
Ci sarebbero anche Lassie e Rin Tin Tin, e Biri, e Toby, e anche il gatto Quiroga, perchè zompava come il portiere del Perù ai mondiali del ’78 (poi ne prese sei dall’Argentina e non si fece più vedere).
Ci sono anche Dinò e Jackie, i cagnoni di Giancarlo, maschio e femmina e dio solo sa se non si vede.
Ma io non sono qui a strimpellare e scrivere di cose che non so, piuttosto, vorrei condurvi, scientificamente, attraverso una serie di considerazioni di etologia e psicologia applicata. Ovviamente mi avvalgo di immagini, e anche di musica, justement demodée.
La prima è questa: non so chi sia Barouk e perché il destino lo ha portato fino a Dieppe in Normandia, ma due cose volevo sottolineare e porre alla vostra attenzione: il comportamento disincantato e indifferente del cane e la frenesia grottesca del padrone. Il video dura cinque minuti, troppi, fate zapping e tenete la musica come sottofondo ( ce lo ha insegnato Le Gardien): quella classica musichetta francese…
http://www.youtube.com/watch?v=zAjprIyUsHA
Sì, perché Dinò è francese: ho già avuto modo di dire che è un cane di guerra che nella sua bocca ossi non ha e nemmeno violenza, e in effetti potrebbe essere uno che ne ha viste di cotte e di crude, ma ha quell’aria vissuta e dinoccolata che fa simpatia, e soprattutto non rompe i cabbasisi, diciamo. Padellate di cavoli suoi, in grande souplesse. Doucement.
Ora, mentre la musica va, guardate queste due foto.
Nella prima, l’ominide appollaiato sul trampolino (sic?) cerca disperatamente di darsi un contegno fighetto, tutto preso dall’ineffabile comparsata per una foto da socialcoso che già di per sé lo squalificherebbe, mentre Dinò tranquillamente se ne frega, forse, date le buone abitudini, solo leggermente attratto dalla bottiglia di champagne, ma senza darlo a vedere, anche perché probabilmente l’etichetta non gli dice granché: è abituato a ben altro.
Nella seconda un altro ominide, dotato di sciabola, ostenta la mercanzia con espressione solo leggermente basita: si concentra, forse, su un “atto”, un gesto, che comunque può comportare dei rischi? Dinò, che questa volta ha visto le bocce giuste, è bello contento e con grande nonchalance aspetta il primo pezzo di mozzarella: alors? On mange pas ici?
Notate la differenza? Non vi sembra che il canide sia sempre più tranquillo e sciallato rispetto all’ominide? Chi ha capito come gira il mondo? La musichetta sarà finita, è il momento di parlare di Jackie, che è maremmana e somiglia a una principessa russa impellicciata di ermellino. La sua classe è cristallina come il suo carattere, dolce e timido: ne ha passate troppe, sicuramente è felice, ha gli occhi di una che ha capito e anche un principio di tristezza in fondo all’anima.
Bianco e nero, una tastiera, una canzone, disillusione, amour fou, controtempi, genio: omaggio a Monk. Cosa avete capito, non si può sempre parlare di Bottura ( che peraltro credo apprezzerebbe la performance) ma proprio di Thelonious che ci taglia a fette con Just a gigolo, in omaggio a Jackie e Dinò (che fa anche rima, ma fatela andare tutta, vale la pena).
Gigolo, nel senso di vita vissuta, di cuori spezzati, di disincanto e levità: quei due hanno gli occhi che luccicano come quelli degli attori degli anni trenta, negli splendidi bianco e nero. Dinò come Jean Gabin, Jackie come Marlene Dietrich.Voilà.
Così, pur non conoscendo i rapporti che intercorrono tra i due, né osando minimamente impicciarmi, immagino Jackie mollemente adagiata nel suo ermellino che guarda Dinò avvicinarsi col suo fare ciondolante, una maglietta bretone a righe, un foulard annodato al collo e una sigaretta all’angolo della bocca: Charles Trenet in sottofondo (alla faccia del soft pop, lounge and fashonable chill-out )…
La mer
Qu’on voit danser le long des golfes clairs
A des reflets d’argent
La mer
Des reflets changeants
Sous la pluie
http://www.youtube.com/watch?v=fd_nopTFuZA
Ostriche e champagne, ça va sans dire (magari anche una treccia di mozzarella e un osso di bistecca di charolaise, parbleu).
Grandi attori? Un filo di malinconia? Cosa c’entra: loro, i cani, non temono il giudizio degli altri, loro non si guardano allo specchio, non hanno sempre necessità di mostrare i muscoli, loro. Istinto e spontaneità: non si vestono da qualcosa, non mettono le new balance per “nerdizzare” e sembrare Steve Jobs, al massimo possono distaccatamente incuriosirsi per il look post punk del commissario Rex. Per usare un francesismo, e farmi capire da Dinò, se ne sbattono altamente.
Loro fanno, loro sono. Sono cani, sono belle persone.
Comunque, a me gli animali non piacciono, sia chiaro.


















Gli animali vanno rispettati come gli uomini e forse di piu’ per quello che ci danno , se fsossero tutte cosi’ le intrusioni sul blog falle tutti i giorni grazie Giancarlo
Io non lo so quanto sia sincero l’atteggiamento della Brambilla rispetto a questo grave problema che hai sollevato, Giancarlo! Sicuramente non è la persona più adatta a perorare questa causa, ma laicamente ammetto che questa volta l’ha detta giusta. Amo i cani, non mi sognerei mai di portare loro violenze gratuite come spesso si sente accadere, ma devo essere diretto e sincero come sempre : mi indigna l’uso strumentale che si fa di una sensibilità più o meno spiccata verso tali esseri del creato. Mi spiego meglio. Odio quelle signore impellicciate che ostentano il proprio mini-cane nella borsetta, quasi come se fosse l’ultimo modello di cellulare da esibire a mo’ di status-symbol. Odio quei bulli di quartiere con il proprio pitt-bull a guinzaglio che mostrano agli amici al bar, con orgoglio, l’aggressività di cui è capace la loro ” belva”. Odio le “madame” annoiate dell’alta borghesia che portano alle sfilate di moda ” l’ultimo modello” di levriero afgano, che magari va in competizione con le modelle sulla passerella. Amo invece persone” normali” che adottano un bastardino trovatello solo per dognargli e ricevere amore, lì non c’è niente da ostentare, e niente di strumentale, quindi sono le stesse persone che amano anche il prossimo “umano”, con tutto il rispetto per i cani, cosa molto più importante!!!
Tralasciando per un attimo “riflessioni” politiche o situazioni di “pseudosensibilità” enunciate dall’amico Lello, vorrei richiamare l’attenzione di chi frequenta questo blog , su un concetto basilare e semplice , che purtroppo la vivisezione non tiene in assoluta considerazione!….il DOLORE!!
Immaginate la sofferenza , portata all’ennesima potenza , alla quale vanno incontro gli animali! !Non si tratta di barbarie ma di crimine vero e proprio che talune persone esercitano su queste “creature “! ! , sotto l’egida di un “voler far del bene all’umanità! ” oppure per semplice “carrierismo” e prestigio personale.
finalmente qualche bella faccia su questo blog! : ) Bene maffi!
i cani sono più espressivi di molti nostri consimili.
:-) mi limito a sorridere e a condividere l’appell. contro ogni forma di violenza gratuita agli animali,
Grazie anche per questo Giancarlo, bella lettura la giornata sarà migliore.
Seppur in ritardo mi associo senza riserva alcuna.
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Il pezzo è anche bello.
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Ciao
Scusate, ma se il pezzo lo ha scritto Scarpato, perchè tutti questi complimenti a Maffi?
;-)). Più ghost che writer? Contan le idee. :-)