Guida aI ristoranti e le trattorie dentro e fuori le guide > Il Paradiso: Capri, Ischia, la Penisola Sorrentina, e la Costiera Amalfitana
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Maiori, trattoria Gianni e Maria

28 agosto 2005

Via Vecchia Chiunzi, 5
Tel. 089.852184
Chiuso il lunedi (da maggio ad ottobre sempre aperto)

Maiori è il paese della Costiera Amalfitana meno modaiolo, modello pacchetto-vacanza-tranquilla-con famiglia, anche se non mancano segni e ricordi di trascorsi più o meno Vip. La discesa inesorabile dai favolosi anni Sessanta verso la volgare omologazione anni Ottanta del turismo costiero ve la può raccontare malgré soi Gianni, erede di una intera generazione di ristoratori, con un emblematico aneddoto di quando, ancora ragazzo, imparava il mestiere dallo zio. Una spesa di sette milioni per l’ingaggio di Fred Bongusto andata in fumo: quella sera gli abitanti del posto e i turisti mordi e fuggi preferirono la solita sagra-di-chissà-che-cosa alla cena con performance canora. Ma lo zio di Gianni non si perse d’animo e, accomodatosi in sala con accanto il nipotino, chiese a Fred di cantare tutta la notte solo per loro. Non resta, allora, che affidarsi all’esperienza di questa trattoria a gestione familiare per riassaporare il gusto del mangiar fuori con i piatti (e perchè no, le quantità) di una volta. Qui i nemici degli appetizer e delle sperimentazioni ardite fanno davvero pace con se stessi. Zucchine tagliate a barchetta e farcite con la provola dei Monti Lattari, peperoni arrostiti o imbottiti di riso, crocchè di patate, arancini, insalata di polipo, scarola “mbuttunata” (ripiena di olive nere, acciughe, capperi, formaggio e pane raffermo), salame paesano e, ancora, la mozzarella in carrozza. Il tutto accompagnato da una focaccia condita con olio d’oliva e origano, leggermente aromatizzata con l’aglio. Insomma, una vera goduria. Consigliamo di continuare con un piatto di spaghetti con alici, pomodorini, prezzemolo e peperoncino, quasi spiazzante nella sua semplicità. Infine una curiosità che grida vendetta all’ufficio brevetti: Gianni si è infatti inventato nientepopodimenocchè la salsiccia di pesce. Insieme a Maria, compagna di vita e di fornelli, sfiletta sgombri, sogliole, dentici, pesce spada, gamberi, scampi, quello che trova al mercato, e ne fa un composto che poi passa nella macchina utilizzata per fare le salsicce. E quando le mostra ai clienti prima di cucinarle alla brace si inorgoglisce contento come un bambino. Per chiudere, macedonia di frutta preparata al momento e dolci e liquori casalinghi. Approfittiamo allora dell’atmosfera familiare e cordiale per un consiglio da amici: perchè non proporre qualche buona bottiglia locale (basterebbe anche solo un’etichetta) che si produce in Costiera, per esempio a Tramonti? Con il vino giusto e il calice adatto si brinda (e si torna) una volta di più. Conto sui 25 euro.

Questa scheda è di Virginia Di Falco

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