Via Sedile di Porto, 92
Tel. 081.5529546
Aperto solo a pranzo
Chiuso il sabato e la domenica
Quindici anni fa, quando non era ancora di moda far resuscitare le vecchie mescite sotto forma di osterie più o meno rivisitate, Luigi Grasso ha trasformato l’attività del papà Salvatore in una trattoria di cucina tipica. L’insegna dal 1965 recitava “Vini, Oli e Cibi Cotti” come testimoniano le foto d’epoca che, a richiesta, vengono estratte dai cassetti del vecchio bancone e mostrate con orgoglio. Oggi “Mangia e bevi” è diventata il punto di riferimento di docenti e studenti dei due atenei di Mezzocannone e dei tanti professionisti che lavorano nei dintorni di Piazza Borsa. All’ingresso le due enormi botti per la vendita di vino sfuso (soprattutto di Solopaca e San Severo) sono il vero riferimento storico dell’impresa, più avanti nella sala una dozzina di tavoli per una cinquantina di coperti. Cucina casalinga, verace e, soprattutto, “espresso” come si diceva una volta. C’è sempre la scelta tra due o tre primi piatti: penne al filetto di pomodoro, linguine alla puttanesca, pasta mista con le zucchine, con le patate, minestrone di verdure; i secondi sono soprattutto di carne, spezzatino con piselli, salsicce e friarielli, trippa; ma trovate sempre anche la provola di Sorrento servita fresca o arrostita, oppure – quando la spesa al mercato lo consente – tonno alla griglia o frittura di alici o triglie. Tra i contorni, parmigiana bianca di zucchine, patate al forno o fritte (quelle vere, tagliate a mano), melanzane a funghetto. Piatti semplici, senza pretese ma riconoscibili per sapori ed esecuzione: a casa nostra non chiederemmo nulla di più.
Si sta un po’ stretti e si condividono i tavoli e un servizio molto spartano. Ma i tempi sono da record. Il vero punto forte di questa trattoria. La coda – che c’è sempre all’ora di punta spagnola, e cioè dalle 14.00 alle 15.00 – si risolve in un’attesa massima di cinque minuti. Appena arrivate qualcuno degli scugnizzi che serve ai tavoli vi chiede quanti siete, vi consegna il foglio con il menu’ del giorno insieme a penna e carta dove si scrive la comanda. Non appena si libera il posto vi sedete e siete subito serviti. Qui si viene per mangiare, senza perdere tempo, con una spesa che difficilmente supera i 10 euro. Praticamente inutile prenotare.
Virginia Di Falco












