Week end. Mangiare e bere a Salerno per Luci d’Artista. Aggiornato!

Letture: 10056
Salerno

Negli ultimi anni Salerno è diventata una città dove molti vengono a trascorrere il loro weekend per passeggiare sul Lungomare o fare shopping nelle starde del centro storico: c’è sicurezza e pulizia, è piccola e dunque si può parcheggiare senza molte difficoltà (non durante i mesi di Luci d’Artista ovviamente)  o andare a piedi senza dipendere dai mezzi pubblici che, anche qui, non funzionano al meglio. La fine dell’anno, in particolare, vede la città assediata proprio per le visite alle Luci di Natale.

Dove mangiare?

Questo movimento turistico, inaspettato ma ormai consolidato, sta creando la possibilità di fare buona ristorazione, attenta alle materie prime e aggiornata. E la situazione sta migliorando.

I NUOVI LOCALI
I locali sono nuovi, ma i protagonisti sono ben conosciuti nel mondo gourmet.

13 A pranzo si mangiano due piatti più dolce, un bicchiere di vino a 13 euro. La sera le cifre si invertono e diventano 31 euro con tre piatti. La cena a la carte sui 40-45 euro

Osteria del Taglio è una trattoria alle spalle di Piazza Portanova. In cucina Domenico Vicinanza, primo chef del Papavero. Cucina di tecnica e di materia, sui 25 euro. Buoni vini campani.

Cotto e Crudo non è nuovissimo, ma fa certamente parte della nouvelle vague di qualità nella storica piazzetta Flavio Gioia che i salernitani chiamano la Rotonda.

Emozionando del bravo cuoco Nando Melileo sulle colline di Ogliara fuori dal caos del traffico è una buona soluzione per provare una cucina divertita e non banale, circondati dal verde.

Botteghelle 65 nel cuore del centro storico a due passi dal Duomo è un sicuro rifugio per gli amanti del buono e delle chicche gastronomiche di qualità.

Mariterraneo tra via Botteghelle e San Pietro a Corte, posticino delizioso, sincera  e giovane cucina di mare.

Luci d’artista Salerno 2014-2015…sul mio terrazzo:-)

LA TRADIZIONE
Essendo una città cresciuta soprattutto negli anni 50, Salerno non ha molti locali antichi.

Il Vicolo della Neve
è sicuramente il più storico e caratteristico. Gli stessi piatti da sempre, servizio rapido alla napoletana: pizza, calzone di scarola al forno, pasta e fagioli, involtini di cotiche. Bottiglie campane. Sui 25 euro.

Il Ristorante del Golfo è il luogo del pesce: Matteo Ragone è l’ultimo di una famiglia di ristoratori di lungo corso. Fornitori personali, sui 40 euro e la suggestione di mangiare a ridosso di navi e traghetti.

Trump Pub a Pastena, nella zona orientale della città, da 35 una cucina familiare ben eseguita dalla famiglia Piombino.

LOCALI CONSOLIDATI
La Trattoria del Padreterno ha superato ormai i dieci anni: cucina di ispirazione cetarese, marinara. Servizio affabile, nella bella piazzetta Flavio Gioia, cuore pulsante della isola pedonale. Sui 45 euro.

Dedicato a Mio padre
. Bella osteria di Raimondo Piombino, ex re del by night salernitano, con piatti semplici della tradizione, buone bottiglie. Sui 30 euro, alle spalle della Provincia.

Lido Miramare. Il piacere di mangiare a pelo d’acqua con il patron Carmine che garantisce materia prima di assoluta qualità. Sui 50 euro.

CUCINA GIAPPONESE DI QUALITA’
Me Gheisha a via Roma 59 (vicino al Comune) è una sorpresa assoluta. Un ristorante giapponese di un imprenditore che ha esperienze simili a New York e California, così come a Roma, e materia prima di altissima qualità che va ben oltre il sushi.

I GELATI
Due indirizzi, uno di fronte all’altro: Il Bar Nettuno sul lungomare, storica gelateria artigianale con generazioni e generazioni di ragazzi cresciute mangiando la brioche con il gelato e l’antico ferro di cavallo zuccherato. Buona rosticceria d’asporto.

Kriò alla Rotonda (Piazza Flavio Gioia), grande qualità della materia prima, nessun semilavorato di partenza o coloranti. Eleganza e cura del servizio come in nessun bar della città.

LA PIZZA

Ciripizza di Cosimo Mogavero alle spalle della banca d’Italia è l’indirizzo sicuro. Molto diversa da quella napoletana, attenta alla qualità delle farine e degli ingredienti e lunghissima tradizione alle spalle.

Nel quartiere Porto, a via Sabatini la pizzeria Resilienza è l’ideale prima di entrare o dopo la visita in centro. Grande ricerca di prodotti e attenzione alla salubrità del cibo oltre che del gusto.

Vicino la stadio Arechi da non perdere la pizzeria Divina Regina, di stile napoletano, fritture comprese.

Due le aperture significative di questo 2016, entrambe di puro stile napoletano: A Torrione c’è adesso Re Denari mentre nel centro storico con affaccio sul Duomo c’è Criscemunno

BAR

Di tradizione vera ne sono rimasti ben pochi. Il migliore in assoluto è il Punto e Virgola di Roberto Petrella

I DOLCI
Imperdibile la Pasticceria Pantaleone vicino il Duomo amata da Elena Croce. Una storia lunga un secolo che continua. Babà, scarzetta, dolci di Natale, etc.
Sempre in centro, un valido indirizzo dagli anni Cinquanta, la pasticceria Bassano in Corso Garibaldi, eccellente biscotteria e torte tradizionali.

GASTRONOMIE
Salerno non ha la stessa tradizione del mangiare diffuso di Napoli, ma alla Salumeria Botteghelle 45, alle spalle del Duomo, vi potrete fermare per un panino, un piatto di formaggi, affettati, un vino o una birra artigianale. Molto ben curato nei dettagli.

ROSTICCERIE
Sabatino a Corso Vittorio Emanuele. Da oltre sessant’anni pizzette margherite, calzoncini con la mozzarella o con la scarola, piccoli crocchè. Ho mangiato qui i primi cuoppi. Si trova in una traversa di fronte all’Hotel Montestella fra il Tribunale e la Banca d’Italia.

San Francesco a Piazza San Francesco. Anche questa da oltre mezzo secolo in attività. Pizzette, calzoni, pollo, crocché.

I MERCATI
Salerno è molto fortunata logisticamente: c’è l’ortofrutta dell’Agro e della Piana, il mare, le piccole produzioni del Cilento: una città dove il fresco e la biodiversità non sono eccezione ma la regola, compresi i banconi del pesce.
Belli i mercati nel quartiere di San Giovanniello, in pieno centro storico a cinque minuti dal Duomo e quello vicino  Piazza San Francesco.  Molto fornito quello a Torrione, un quartiere nella zona Est della città, vicino i campi da tennis e la piscina comunale.

APPENA FUORI CITTA’

A VIETRI SUL MARE Evù e Pascalò sono due locali di mare dove si mangia in ottimo rapporto tra qualità e prezzo.

A BARONISSI il consiglio è Pensando a Te e Cetaria Ristorbar, buona cucina in cui tradizione e innovazione hanno un buon equilibrio.

PONTECAGNANO pizza storica alla Pizzeria Negri con un indimenticabile pollo alla cacciatora cotto al forno a legna.

DORMIRE EVITANDO I BAR FRACASSONI
Se amate la praticità, scegliete l’Hotel Salerno a ridosso della stazione. Oppure date una scorsa ai tanti B&B molto accoglienti che sono nati negli ultimi anni. Il più bello resta sempre l’Hotel Baia proprio al confine tra Salerno e Vietri, all’inizio della costiera amalfitana.
Un consiglio: purtroppo a Salerno non sono in vigore le leggi italiane sull’inquinamento acustico, evitate dunque per dormire di scegliere posti tra via Roma, centro storico, piazza Flavio Gioia e la parte di Corso Vittorio Emanuele vicino all’albero di Natale, altrimenti sarete tenuti svegli almeno sino alle due di notte da alcuni bar che sparano musica ansiogena a tutto volume senza che nessuno intervenga. Comunque, tanto più alto è il volume tanto più infima la qualità del bar, quindi può essere considerato un segnale per non entrare.
E dopo le 23, occhio ai motorini che fanno le gare nell’isola pedonale :-(

Questi  i nostri locali preferiti: ma se avete altri suggerimenti sono ben accetti :-)

32 commenti

  • Gianbattista

    (18 maggio 2013 - 13:08)

    Ho sperimentato tutti i locali segnalati e non posso che confermarne la bontà, la genuinità, la cortesia e (cosa non trascurabile) i prezzi mediamente contenuti.

    C’è una cosa che mi sfugge: Salerno è al centro di un territorio di grandissime materie prime, vere eccellenze mondiali…eppure, ho incontrato turisti disorientati alla ricerca di un luogo dove poter acquistarle. C’è una tale ricchezza e varietà da poter avere una sorta di Eataly tutto salernitano! Ecco, se ci fosse un punto dove poter acquistare le eccellenze gastronomiche del territorio, credo che sarebbe un vero valore aggiunto per la città.

    Saluti.

    • Andrea Siani

      (30 dicembre 2013 - 11:02)

      C’è! La Coldiretti, oltre ad essere presente in vari punti della città in occasioni specifiche, dispone per il periodo natalizio di uno spazio espositivo in Via dei Mercanti (poco prima di largo campo). Ci si trova un po’ di tutto, frutta, verdura, fichi e dolci cilentani, prodotti dell’Irpinia, olio, vini e birre artigianali. I regali di Natale più riusciti li ho trovati lì.

  • Michele Racioppi

    (18 maggio 2013 - 17:07)

    Fa piacere vedere nelle lista Cotto e Crudo: materia prima (si parla di pesce) eccellente e sapientemente cucinata. Un locale alla costante ricerca della qualità.

  • Gedj

    (19 maggio 2013 - 13:40)

    Sono d’accordo sui ristoranti, ma l’unica pizzeria citata è Ciripizza. Non sò!

  • Mondelli Francesco

    (20 maggio 2013 - 12:22)

    Un’amica originaria di Ravello ma residente a Napoli da sempre amava ripetere”si Salierno avesse ‘u puorto Napoli fusse muorte”.Adesso Salerno ha anche un porto che funziona niente male per cui ,fossi nei panni degli amici napoletani,comincerei a preoccuparmi.Boutade a parte fa sempre piacere sapere che il turismo e l’eno gastronomia di qualità crescono costantemente nella Salierno bella che tanto amiamo.Ce ne passa prima che possa non dico surclassare la capitale del Regno Delle Due Sicilie,ma almeno giocarsela alla pari,però la speranza è quella augurandoci che il sindaco sceriffo ormai par time per nuovi impegni ministeriLi abbia il tempo e la voglia di dedicarsi ancora a questa sempre più bella città.FM.

  • Laura

    (20 maggio 2013 - 14:03)

    bell’articolo! il mercato di San Giovanniello è a piazza Sant’Agostino dietro la Provincia?

  • Antonio

    (21 giugno 2013 - 11:30)

    Non vivo più a salerno quindi il tempo da dedicare ai ristoranti della città si limita a quello delle mie visite alla famiglia.

    Ad ogni modo concordo sostanzialmente con la lista, soprattutto relativamente ai consolidati, che ho avuto modo e tempo di conoscere meglio.

    Due cose solo aggiungerei : strano ci sia una sola pizzeria, io adoro quella vicino casa di mia madre ma forse è perché ci mangio la pizza da quando ero piccolo e prevale il sentimento. Ad ogni modo strano solo una.

    Dedicherei due righe alle nuove leve: a tal proposito mi permetto di segnalare “Chef for passion” in Porta Catena, dove ormai curo le ferite ancora aperte dalla chiusura del “ristoro degli angeli”. Sono giovani, intraprendenti, cercano di proporre una cucina pulita e originale, non omologata, nel cuore stesso della movida salernitana dove forse l’omologazione pagherebbe di più. Inoltre condividono con Lei, egregio Luciano, la missione di fare cultura enogastronomica: Lei con il suo lavoro, loro con corsi di cucina e serate a tema. Io li menzionerei solo per il coraggio e la voglia di fare e di mettersi in gioco, merce rara nei giovani d’oggi…e poi ci mangio bene. Saluti

    • luciano pignataro

      (21 giugno 2013 - 13:50)

      Grazie per le dritte. Posso chiedere il nome della pizzeria?
      Mi fa piacere che rircorda il Ristoro degli Angeli. Un ristorante con un bravo chef, il giovane Marco De Luca, che ha dovuto chiudere.
      Per inciso: i difensori della salernitanità che hanno protestato per Vissani non ci sono mai andati secondo la buona prassi di ogni provincia, meglio lamentarsi che operare

      • Antonio

        (21 giugno 2013 - 15:33)

        La pizzeria è lo Scacciapensieri in piazza filangieri. Locale alla buona, ma io compravo la pizza dai genitori dei gestori e oggi la compro dai loro figli, ripeto ho un pezzo di cuore. Accompagno la pizza con il loro crocche di patate, un must, ogni volta che posso!

        Lei poi non lo ricorda, ma io qui ho avuto la notizia che lo chef De Luca era emigrato in Svizzera: le chiesi di tenerci aggiornati casomai ritornasse in Italia. La ritengo una perdita per una città come Salerno che ha delle potenzialità infinite e inespresse…purtroppo.

        • Antonello

          (23 giugno 2013 - 09:28)

          Salve, credo proprio che prevalga il Vs sentimento sig. Antonio….
          Quando la piccola sede era di fianco la attuale pizzeria, si poteva gustare uno dei migliori calzoni con scarola della città anche se lo stesso veniva cotto in un mediocre forno elettrico.
          Oggi riesco solo ad avere un buon lontano ricordo…
          Per quanto riguarda il dimenticato e forse a qualcuno sconosciuto “Ristoro degli Angeli” , concordo sull’ apprezzabile cucina proposta dallo chef De Luca, ma insieme al palato deve essere deliziata anche la mente.
          In un ristorante incentrato in un non comune contesto come il Ristoro non poteva venire a servirti al tavolo una ragazza straniera che non parlava e non capiva l’ italiano…..

          • Antonio

            (25 giugno 2013 - 00:31)

            Sulla pizzeria un po ha ragione ma ho ammesso la mia debolezza….ma quando ho voglia di pizza scarola mozzarella capperi e acciughe ( una sorta di calzone aperto e con tante acciughe, io la chiedo così ) dove vado? :-)

            Per il servizio del Ristoro concordo, diciamo che la ” sala ” non era all’ altezza della “cucina” ,io ero convinto che col tempo avrebbero chiuso il gap. Purtroppo credo che non sia stato però quello il motivo della sua chiusura, anche perché tendenzialmente il servizio a Salerno quando è buono è quello dell’ “amico”, dell’avventore che ama sentirsi trattato con confidenza; il rispetto, la competenza e l’attenzione che merita di trovare in un servizio in sala anche l avventore occasionale di un ristorante è per la mia esperienza cosa rara nella nostra città.

      • Angela

        (14 dicembre 2013 - 15:40)

        Ben detto, Dott. Pignataro!!!…. i salernitani non ci hanno mai dato una gioia, sempre a criticare, giudicare e denigrare quello che abbiamo fatto con passione, amore e professionalità ed io ho sempre mostrato attenzione, rispetto e competenza per tutti i clienti che hanno varcato la soglia del nostro locale e non sono affato straniera, la nostra sfortuna è stata quella di essere stati dei forestieri nella terra di Salierno!!!….;)

  • gaspare

    (21 giugno 2013 - 14:10)

    salerno è anche patria di ottime mozzarelle di bufala della piana del sele, dal gusto delicato e meno sapido rispetto all’aversana, reperibili in diversi punti vendita nel centro cittadino.
    il ristorante del golfo e la trattoria dedicato a mio padre restano i due maggiori riferimenti x il pesce (il pescato salernitano doc è costituito da: seppie e polpi, triglie e murmure, alicette e novellame misto per frittura, le canocchie, sarpe e cernie son rare, qualche ruongo, le gallinelle sempre più introvabili, gamberi gamberoni scampetti e mazzencolle, un muggine locale dal sapore molto forte, le sconcigli, i palamiti di passaggio, cozzette e tartufi introvabili, qualche pezzo grosso come le occhiate o le orate della costiera a peso d’oro).
    per la pizza il vicolo della neve è ok, ma l’impasto è alla salernitana, cioè meno elastico rispetto alla pizza napoletana.
    vino? ragis di raito. olii dei picentini su tutti.
    salerno, poi, non è città di pane, acquistate invece il cosiddetto pane di grano, un biscottone salato da gustare nella panzanella.
    ottimi infusi freddi al giardino della minerva.
    stop.

  • Ornella Pelliccia

    (3 novembre 2013 - 12:20)

    Ogni volta che si passa in centro, e con le Luci lo “struscio” al Corso è d’obbligo, non manco mai di fermarmi alla Rosticceria Sabatino, alle spalle dell’edicola, nella strada che porta alla Galleria del Corso. Me la ricordo da sempre, con i suoi mini crocché e i calzoni alla scarola o alla mozzarella. La pizza al tagio, poi, e’ assolutamente la migliore in circolazione. Street food della tradizione. Per la pizza “seduti” non condivido Ciripizza, forse sopravvalutato o solo perche’ ho una diversa idea di pizza. Ma in centro non ci sono grandi possibilita’. Nella Zona Orientale si distingue Pummarola ‘ncoppa, con una pizza stile Vico Equense. Tra i Ristoranti non rimango mai deluso da Osteria dei Canali e lavora da tempo sulla qualità in una location molto suggestiva la Locanda di Santa Maria de Domno, al Vicolo Masuccio ( il vicolo dei Caciocavalli), tra l’altro con una ricca cantina. Vale la pena segnalarli.

    • Luciano Pignataro

      (3 novembre 2013 - 16:09)

      Grazie Ornella. Da Sabatino la tradizione è grande: i miei primi cuoppi erano fatti con i crocché che costavano 5 lire l’uno.Non ocnosco gli altri posyi, li proverò

      • Marco Contursi

        (3 novembre 2013 - 16:44)

        a santa Maria del domno c’è uno chef umile e di grande qualità come Raffaele Pappalardo.Merita una visita assolutamente.

    • Antonello

      (23 novembre 2013 - 15:44)

      Signora per carità… La Pummarola ‘Ncoppa per quanto possa utilizzare prodotti apprezzabili per guarnire la pizza tutt’altro è da attribuirsi all’impasto….. Mangiare una pizza nella sopracitata pizzeria significa dimenticarsi del cibo almeno per le successive 12-14 ore, poi se a Lei piace la pizza al piombo… De Gustibus….

  • Antonello

    (23 novembre 2013 - 15:56)

    Grazie al WineBlog per la dritta sulla pizzeria Resilienza. Senza di Voi non mi sarei mai cimentato nell’impresa di visitare la suddetta pizzeria. Davvero un’ ottima pizza, che a Salerno tanti cercano di proporre ma solo pochi riescono a realizzare!

  • italia

    (14 dicembre 2013 - 10:49)

    Grande pizza alla “Resilienza” con ingredienti di qualità!!!!!

    • Alessandro Turchi

      (29 dicembre 2013 - 16:37)

      Segnalo che alla pizzeria La Resilienza, di Gennaro Coppeta, sono utilizzati anche ingredienti del PROFAGRI di Salerno, l’Istituto professionale che mi onoro di dirigere. Un connubio, quello fra La Resilienza e PROFAGRI, all’insegna del chilometro zero, del biologico e della qualità.

  • michela

    (14 dicembre 2013 - 12:53)

    E ” Il Brigante ” vicino al Duomo , lo conosci ?
    Si mangia bene , piatti semplici e di tradizione . Prezzi assolutamente buoni . E poi Sandrino Donnabella è un bel personaggio,

    • Gennaro

      (15 dicembre 2013 - 02:27)

      concordo per il Brigante”, Sandrino ed I suoi piatti semplici sono una piacevole combinazione. Per il resto a Salerno io credo che un gradino sopra tutti ci sia “Aladino”. Pietro Rispoli fa’ il tipo di ristorazione che io condivido, eccelente materia prima, quasi sempre locale, e piatti sempre diversi, creativi ma allo stesso tempo mai eccessivamente elaborati e complicati,e quasi “cassalinghi, perche’ fatti con materie prime dei nostril “luoghi”. Non credo che a Salerno ci sia qualcche ristorante allo stesso livello. Mio personale parere.

      • benny

        (16 dicembre 2013 - 09:18)

        sono d’accordo per “Aladino”, per il resto, caro dott. Pignataro, bisogna ammettere che Salerno offre una ristorazione mediocre e monotematica… in poche parole… triste!!!

  • Alberto

    (23 dicembre 2013 - 16:28)

    Mi permetto di segnalare, centralissimi:

    Il Pacchero, in via Antonio Maria De Luca (alle spalle della banca d’Italia)

    A Prua e Il Maestro del Gusto, l’uno di fianco all’altro nella piazzetta del crocifisso

    che credo possano rientrare nella categoria dei “nuovi”…

    Osteria dei Canali, un angolo di cilento a Salerno, sito nell’omonima via de’ canali

    Cicirinella, in via Genovesi

    che credo possano essere inseriti nella categoria dei “consolidati”…

    e, visto che siamo su di un WINEblog: il Line – wine bar sul corso, di fronte alla banda d’Italia

    Per le gastronomie, anche il Salumaio in zona Madonna di Fatima è da tenere in grande considerazione!!!

  • Gigi

    (14 aprile 2014 - 14:36)

    Purtroppo noi napoletani siamo soliti pensare ai Salernitani come a “dei cafuncielli di provincia” e facciamo un grosso errore.

    Siamo i soliti. Salerno, boh, esiste, cose’ un paesello e’ grande quanto Castellammare.

    E invece Salerno ha fatto dei passi da gigante. Meditate cari concittadini. E’ una citta’ stupenda.

  • Ilaria

    (15 aprile 2014 - 00:00)

    A me piace anche Cicirinella!

  • eve

    (15 aprile 2014 - 15:00)

    concordo su santa maria de domno: bel posto, ottimo servizio, eccellente cucina, prezzi equi.

  • Salvatore

    (27 aprile 2014 - 21:10)

    Da un paio d’anni con famiglia e amici mi reco regolarmente a Salerno e pranzo dal “Padreterno”.
    Non riesco a cambiare ristorante, sebbene i suggerimenti del blog di Pignataro inviterebbero a scoprire altro.
    Cordialità, accoglienza, materie prime eccezzionali perchè cambiare ?
    Lo consiglio vivamente per chi ama la tradizione, semplice e genuina senza fronzoli.

  • angelo

    (28 novembre 2014 - 12:23)

    Segnalo per la pizza napoletana Sorbillo Carolina in via molo manfredi di fronte la villa comunale; friggitoria S.Teresa in via Roma; gelateria Angelo Napoli in via porta eliana alle spalle di piazza portanova

  • Carolina Milite

    (28 novembre 2014 - 13:51)

    Appena fuori città non è stato menzionato alcun locale di Cava de’ Tirreni. Credo che almeno uno o due nom meriterebbero.

  • giacomo pastore

    (28 novembre 2014 - 14:20)

    da Pantaleone consiglio la scarzetta del cardinale…squisitezza rara!!

  • Lia maria

    (28 novembre 2014 - 15:17)

    Anche se non ancor conosciutissimo a due passi da salerno …Ad Ogliara ci sarebbe un altra bella realta’ di un cuoco che prima si trovava alla cantinella sul mare a villammare e pare che oggi abbia aperto gia da un anno il Ristorante EMOZIONANDO…io lo terrei in considerazione ottime proposte ma sopratutto di qualita’.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>