Maria Teresa Lanza: io, sommelier della Fisar, un grande polo culturale al servizio di operatori e appassionati

Letture: 77

Maria Teresa Lanza è delegato nazionale Fisar, l’organizzazione dei sommelier ben presente al Nord e che adesso sta prendendo piede anche al Sud, in Campania in particolare: corsi, servizi privati e agli enti pubblici, partecipazione a convegni e manifestazioni sono le attività che svolgono. Maria Teresa è anche l’appassionata patròn di Ex Libris a Capua, il centro culturale più importante della provincia di Caserta. Le abbiamo rivolto dieci domande per presentare lei e questa organizzazione ai nostri lettori di cui sinora ci siamo limitati a pubblicare gli appuntamenti.

Maria Teresa Lanza

Siamo competitivi nella qualità dei corsi e nei costi dei servizi
Qual è la sua storia e com’è arrivata alla Fisar? Da quanti anni si occupa di vino?
Mi sono laureata in sociologia, con indirizzo marketing, nel 1997 ho fatto un viaggio a Berlino, dove ho potuto fruire, da turista, di un caffè letterario-ristorante, meraviglioso, alla porta di Brandeburgo, una delle più antiche porte urbane di Berlino. Ho sentito il bisogno di poter vivere da noi un posto simile. Ho così man mano cercato di sviluppare l’idea, di creare una situazione in qualche modo assimilabile a quella che ho vissuto a Berlino.
Sono proprietaria di Palazzo Lanza, palazzo di famiglia dal 1453 che, per un diritto di primogenitura, è, per volontà e per cultura della mia famiglia, è l’unico palazzo nella città di Capua ad avere ancora i proprietari originali. La mia famiglia è originaria di Trabia, in provincia di Palermo, ancora oggi c’è un meraviglioso Castello della famiglia Lanza. Ci troviamo a Capua in quanto un mio antenato accompagnò sua sorella, Bianca Lanza, per cederla in moglie a Federico II. La famiglia ha antenati molto importanti, ad esempio, Pompeo Lanza era un ambasciatore con il compito di mantenere i rapporti tra vari stati in particolare tra l’Italia, la Polonia ed altri Stati. Abbiamo un archivio di famiglia davvero notevole, dove ci sono circa 55 lettere che Pompeo Lanza scambiava con la Regina Bona Sforza di Milano, Sovrana di Polonia. Custodiamo delle reliquie antichissime, ad esempio S. Alfonso dei Liguori, la cui sorella sposò un mio antenato e tanto altro…, ma andiamo oltre, voglio solo raccontare che anticamente il mio cognome era Lancia, abbiamo, infatti, un meraviglioso arazzo in cui e’ raffigurato un mio antenato con una lancia a cavallo, in un incontro vinto davanti al re il Sovrano alzandosi in piedi gridò ‘ “bravo quella lanza” e da lì il mio cognome si trasformò da lancia in Lanza.
Grazie alla mia vocazione imprenditoriale, ho deciso e “convinto” la mia famiglia a creare l’attuale azienda che oggi si chiama “Palazzo Lanza”.
Nelle stalle di casa, dopo un attento restauro sotto supervisione della sovrintendenza di Caserta. Nel 2002 ho aperto una libreria, che, a seguito di una indagine di mercato, ho voluto si fregiasse del marchio Guida. La ragione sta nella mia innata passione per i libri. Ho preferito avere una garanzia di fornitura che poteva offrirmi solo Guida, perchè con 14 filiali e 4 franchising, ha un potere d’acquisto molto elevato, anche i libri dall’estero mi arrivano in pochi giorni. La scelta di aprire prima la libreria è stata voluta per valorizzare la cultura del mio territorio, ho preferito fortificarmi prima da un punto di vista culturale al fine di comunicare al meglio il territorio.
Nel 2006 ho aperto il Caffè Ristorante Ex Libris che prende il nome dall’enorme libreria presente nel locale, alta più di 5 metri e larga più di 4. Si tratta di una donazione, ( l’ex libris significa “questo libro e’ stato di…”. Tutti coloro che vogliono possono regalare un libro sul quale viene apposto l’ex libris con il nome del donatore, tutti possono consultare i testi della libreria mentre cenano, prendono un caffè o, sono comodamente rilassati sui divani del salotto.
L’ Ex Libris ha sempre avuto la caratteristica di luogo d’incontro tra vino e letteratura. Nel 2006 ha ricevuto alla Fiera del Libro di Roma il premio come miglior libreria del Sud Italia. Nel 2008, il premio di miglior caffè letterario d’Italia insieme al Caffè di Piazza della Repubblica di Firenze, nel 2009 siamo entrati tra i locali del vino della Guida Veronelli.
Siamo un punto di riferimento per case editrici come Mondadori, Feltrinelli ed altre. Il 1° giugno del 2006 abbiamo inaugurato il locale con la presentazione del libro “Gomorra” del mio amico Roberto Saviano.

Il suo rapporto con il vino e il cibo

Il vino e’ sempre stata una mia passione, dal 2000 ho frequentato corsi Ais, degustazioni e partecipato a manifestazioni di settore. Il vino per me e’ confronto, piacere, benessere e trova la sua massima espressione nell’ abbinamento con il cibo. Le cene legate alle premiazioni letterarie, con la formula “a 4 mani” sono solo un piccolo segnale della sconfinata passione che nutro per la mia terra.

L’incarico nazionale Fisar, con quale carica e quali compiti?

Sono entrata in Fisar a fine 2007 ho avuto la fortuna di essere stata notata per le capacità di sommelier e per la vocazione imprenditoriale da alcuni delegati campani delle Federazione. Nel giugno 2009 mi è stata proposta la candidatura al consiglio nazionale, ho accettato non credendo di vincere… poi, a Loano il 16 ottobre 2009 ho partecipato alla tre giorni di elezioni, sono stata presa dal clima elettorale e dall’entusiasmo che mi ha sempre contraddistinto. Leggendo gli intenti della Federazione. Ho rilevato il bisogno di creare un saldo punto di riferimento in Campania, un imprenditore del vino che si occupasse dell’immagine e del lavoro che la Fisar già svolge nel resto d’‘Italia. Il 17 ottobre 2009 ho fato il mio primo discorso davanti ad un’affollata platea raccontando semplicemente me stessa e il mio lavoro. Ho riscosso un bel risultato al nord, al centro ed al sud, su 2500 votanti, ho raccolto la preferenza di 1400 persone. Una bella soddisfazione per la mia regione e per la Federazione. Ho promesso al Presidente Vittorio Ama Cardaci e a tutta la Giunta di impegnarmi come ambasciatrice delle Federazione. Dopo la nomina a consigliere nazionale, e quindi a Referente Regionale, lo scorso 12 dicembre, durante il secondo consiglio nazionale di Forte Dei Marmi, ho ricevuto all’unanimità l’incarico di Referente per marketing e sviluppo di tutte le delegazioni Fisar a livello nazionale, il che comporta il compito di: inviare alla nostra rivista bimestrale “ Il Sommelier”, articoli su tutti gli eventi che organizzo come delegata Fisar regionale e su quelli realizzati nelle cinque province. Mi spetta inoltre coadiuvare il centro tecnico nazionale del Sud Italia, ovvero seguire la formazione e quindi lo svolgimento dei corsi Fisar. Mi è stato anche chiesto di lavorare alla Comunicazione e promozione per il Sud Italia, incarico che ho rifiutato in quanto sono convinta che non si possa fare tutto nella vita. Tuttavia mi impegno comunque ad aggiornare real time l’ufficio stampa nazionale in occasione dei grandi eventi che ci vedono protagonisti, come il Vinitaly, il Salone del Gusto di Torino e d il Gemellaggio con il Brasile che rientra nell’ottica di espansione internazionale della Federazione. Faccio parte anche dell’”Associazione delle Donne del Vino” partecipando con molto piacere a tutti gli eventi organizzati, insomma, la mia vita è un continuo intreccio di cucina, vino e cultura.

Quali sono i suoi progetti per lo sviluppo dell’area affidatale e soprattutto per la Campania? Quanti siete in Campania oggi? Come è organizzata la delegazione?
Le delegazioni sono presenti in ogni capoluogo e le rispettive organizzazioni sono elencate sul nostro sito www.fisar.com
I progetti in pentola sono tanti:
Coadiuvare le iniziative e i corsi di tutte le altre delegazioni, per le quali non nascondo la ferma intenzione, in accordo con il Consiglio Nazionale, di procedere ad una decisa ristrutturazione. Inoltre intendiamo sviluppare la visibilità mediatica della Federazione, attraverso la realizzazione di performance enogastronomiche e di degustazione su noti canali tv nazionali, allo scopo di divulgare la conoscenza dei nostri vitigni campani e casertani a livello nazionale.

Quanti sono in Italia i Sommelier Fisar? Come sono distributi in percentuale a livello regionale? Quante le donne?
In Italia sono circa 7.000 i sommelier Fisar, non sono in grado al momento di fornire dati specifici sulla distribuzione, ma sto realizzando, in collaborazione con il CTN ( centro tecnico nazionale, diretto da Massimo Loca) un censimento a vari livelli, anche perché intendiamo organizzare master di specializzazione sul servizio, da Roma in giù. La presenza delle donne è elevata, direi che su tre sommelier una è donna, pensi che il concorso di “Miglior Sommelier dell’ anno 2009” e’ stato vinto da una donna, la Sommelier Laura Sandoli di Pavia.

Chi si rivolge alla Fisar? Quali le tipologie di committenza e quali i requisiti di un sommelier Fisar?
Sicuramente Enti pubblici, Camere di Commercio, Comuni, Associazioni enogastronomiche, ed anche un folto pubblico di professionisti che per cultura personale frequentano la Fisar e sono in prima linea nell’ organizzazione di manifestazioni di buon target.
I requisiti del Sommelier Fisar sono: cultura, gentilezza, portamento, eleganza, capacità comunicativa, anche in lingua straniera, e professionalità intrinseca.

Quali le differenze sostanziali e normative tra le diverse associazioni?
Nulla di diverso, la Fisar nel nord è forse più forte dell’Ais, qui da noi, mi permetta l’immodestia, anche per merito mio, sta prendendo molto piede.
Inoltre, ritengo che la Fisar sia molto più competitiva dell’Ais su vari livelli: economico, di insegnamento, pensi solo che la classe Fisar non deve superare le 25 persone, io ho fatto un corso Ais in classe con 98 persone!

Vino e comunicazione, come si muove la Fisar in questo campo?

La Fisar si avvale di un ottimo ufficio stampa e di un efficace sito sempre aggiornato, la rivista esce ogni 2 mesi, stiamo lavorando affinche’ il tutto cresca velocemente.

Vini del cuore e vini per il mercato? Come comporre una carta dei vini moderna, territoriale e accattivante?

La mia carta dei vini è molto personale, sono sempre più convinta che bisogna andare incontro alla domanda e quindi fare un’offerta che sia, al tempo stesso, molto personale, così ho sempre lavorato e così tendo a comunicare il mio amore per il lavoro che svolgo e la determinazione di voler divulgare il mondo del vino con realismo e passione.

Il sogno nel cassetto…
Uno era questo… arrivare in 7 anni a realizzare un’azienda che fosse un polo culturale, oggi ho 34 anni ed ho creato una libreria, un caffè letterario, un ristorante, un bed & breakfast negli ex granai del palazzo che ha un belvedere mozzafiato sul Vesuvio.
L’altro riguarda il mio percorso in Fisar… ed infine, nel cassetto c’è anche un progetto di una struttura catering – eventi, in collaborazione con un’azienda toscana con una forte clientela straniera, per la quale sto sviluppando un piano di incoming in Campania commissionato dagli enti.