Marisa Cuomo, Fenile e Ginestra da Oscar

Letture: 29

5 giugno 2003

Medagliato d’argento all’ultimo concorso «Il vino del sindaco» dell’Associazione Città del Vino, candidato a vincere l’Oscar nella categoria dei bianchi nella notte più mondana dell’anno organizzata dall’Ais di Franco Ricci dopodomani sera al Cavalieri Hilton di Roma, il Fior d’Uva di Marisa Cuomo (telefono 089.830348) è davvero il fuoriclasse indiscusso della Costiera Amalfitana. Un fiore all’occhiello per il comune di Furore.
La conferma vendemmia dopo vendemmia la cui spiegazione è tutta nelle tecniche di coltivazione e vinificazione: i vitigni autoctoni fenile e ginestra, tipici nelle rocce battute dal vento nelle gole inaccessibili che dà il nome al paese, sono esposti a mezzogiorno sui classici terrazzamenti con densità tra 5000 e 7000 piante per ettaro e una resa di 60 quintali, il che vuol dire qualcosa come poco più di un chilo per ceppo.
Tecnicismi? Fino ad un certo punto, se è vero che tutto il sole dei vigneti finisce in poche bottiglie. Una concentrazione del frutto sottolineata dalla raccolta tardiva nella seconda metà di ottobre. Ovviamente le uve surmature vengono pressate solo leggermente in acciaio per essere elevate successivamente per circa tre mesi in barriques. Questa è la cornice di un risultato riconosciuto ormai da tutti: albicocca, ginestra, frutta esotica al naso, morbido, lungo e fresco in bocca, ha la stoffa elegante dei bianchi del Nord.
In un momento in cui la ristorazione della Terra delle Sirene si afferma con sicurezza, il Fior d’Uva è di quei prodotti che aiutano il territorio a crescere invece di contentarsi del turismo mordi e fuggi che tutto ha piallato in molte zone d’Italia. La sua versatilità infatti si sposa ai piatti semplici di cui ognuno ha memoria come a quelli complessi e strutturati degli chef all’opera nelle cucine stellate e pluridecorate dalle guide specializzate.
Ma della stessa azienda val la pena di ricordare il prodotto base, da uva falanghina e biancolella, il Furore bianco di tutto rispetto, come anche i rossi: Ravello Riserva e Furore Rosso Riserva, entrambi da vitigni autoctoni senza trucchi.