Masseria Maime 2007 Negroamaro Salento IGT | Voto 83/100

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Una panoramica dell'azienda tormaresca

TORMARESCA

Uva: negroamaro
Fascia di prezzo: 18-20 euro in enoteca
Fermentazione e maturazione: acciaio e legno

VISTA 5/5 – NASO 24/30 – PALATO 25/30 – NON OMOLOGAZIONE 29/35

Con i suoi oltre sei milioni e mezzo di produzione vinicola nel 2010 la regione Puglia si posiziona tra le prime piazze a livello nazionale e, quello che più conta, con uno standard qualitativo mediamente molto elevato. Tanto è vero che negli ultimi anni i vini pugliesi stanno facendo incetta di premi e riconoscimenti anche in ambito internazionale. Per fortuna, sono lontani i tempi in cui i rossi locali, insieme con quelli di altre regioni meridionali, venivano inviati al nord Italia e in Francia per “tagliare” e rinsanguare i vini locali un po’ anemici.

Ora qui sono arrivate grandi imprese del centro-nord per investire in questi territori così vocati alla viticoltura, che risale addirittura a 4.000 anni fa. Un esempio emblematico ci viene dato dal marchese Piero Antinori che nel 1998 decise di credere nelle potenzialità del territorio pugliese, tanto da acquistare in loco due splendide tenute: Bocca di Lupo nella Murgia barese e Masseria Maìme nell’alto Salento, per realizzare una grossa azienda di respiro nazionale, chiamata Tormaresca, che vuol dire “torre di fronte al mare”.

La masseria Maìme

Si accennava prima della lontana origine della viticoltura in Puglia. Ebbene, le prime produzioni vinicole, infatti, si fanno risalire al 2.000 a.C., epoca in cui i Fenici fecero conoscere questa coltura.  Successivamente i Greci e poi anche i Romani hanno dato grande impulso alla produzione vitivinicola. Soprattutto i primi che impiantarono qui i vitigni del Negroamaro (con l’accezione “nero” ripetuta in latino niger e in greco mavros, oppure maru in greco antico, e poi ripresa in dialetto locale similmente con il termine “niuru maru”) e dell’Aglianico.

Ritornando all’azienda Tormaresca, essa può vantare, nei due siti, una posizione strategica all’interno di una regione connotata da una storia antica e permeata di tradizioni ultramillenarie (come abbiamo visto), insieme con una ricchezza varietale ampelografica e alla favorevole situazione pedoclimatica. In più, come servizio a questa mission, gli Antinori hanno messo a disposizione del progetto moderne strutture e tecnologie d’avanguardia. Inoltre, hanno creato uno staff tecnico qualitativo, che presiede e controlla tutti i processi produttivi, cui fa capo il famoso enologo Renzo Cotarella,  che è  l’Amministratore Delegato della Marchesi Antinori e principale enologo di tutte le aziende di proprietà della suddetta. Pertanto, egli supervisiona anche l’azienda Tormaresca, in qualità di enologo, con cui collabora, nella fattispecie, l’altro enologo  Davide Sarcinella.

La barricaia Boccadilupo
Il vino su cui voglio accendere i riflettori è il Masseria Maìme 2007, fatto con solo Negroamaro in purezza. L’annata presa in esame nel Salento è stata caratterizzata da una primavera mite e da un’estate molto calda e secca. Queste condizioni climatiche hanno favorito il raggiungimento di un livello di maturazione ottimale delle bucce e una notevolissima concentrazione delle uve. Queste sono state allevate parte ad alberello e parte a cordone speronato nella tenuta omonima in San Pietro Vernotico (BR).

L'etichetta del Maìme

Le stesse uve sono state raccolte leggermente surmature, in modo da esaltare il loro potenziale fenolico. Dopo la pigiatura, la fermentazione è avvenuta in serbatoi d’acciaio inox ad una temperatura di 26-28°C. La macerazione, gestita con rimontaggi e délestage soffici al fine di effettuare un’estrazione equilibrata e graduale, si è protratta per 15-18 giorni. Dopo la svinatura, il vino è stato passato direttamente in barriques di rovere francese ed ungherese, dove è stata effettuata la fermentazione malolattica, per sostare, poi, per dodici mesi prima di essere imbottigliato. E’ seguito, quindi, un ulteriore e analogo periodo di affinamento in bottiglia. La gradazione alcolica arriva fino ai 14 gradi. Nel bicchiere, segnato da evidenti striature gliceriche, si nota subito un bel colore rubino intenso, con sfumature porpora. I profumi richiamano la frutta matura, ciliegie sotto spirito, marmellata di prugne, sentori intensi di frutti di bosco, come i lamponi e le more, note speziate dolci di liquirizia, noce moscata e caffè. In bocca si viene conquistati da una tessitura gentile, morbida e da un tannino vellutato. Il finale richiama la marmellata di frutta ed è distinto da una persistenza gradevole e speziata. Temperatura di servizio intorno ai 18-20 gradi, in abbinamento a piatti di carne alla griglia, costine di maiale e formaggi di media stagionatura. Grandioso.

Questa scheda è di Enrico Malgi

Sede  a Minervino Murge (BAT) – Contrada Torre d’Isola – Località Tofano – Tel. +39 0883/692631 – Fax +39 0883/698315 – tormaresca@tormaresca.itwww.tormaresca.it – Enologo: Davide Sarcinella con i consigli di Renzo Cotarella – Ettari vitati: complessivamente 500 – Bottiglie prodotte: 2.500.000 – Vitigni: Negroamaro, Primitivo, Aglianico, Nero di Troia, Cabernet Sauvignon, Syrah, Chardonnay, Fiano pugliese e Moscato di Trani.

Un commento

  • michele

    (20 febbraio 2011 - 19:59)

    ho bevuto il 2006 ed è molto buono !!!!
    ma tutti i prodotti sono il frutto del sapiente lavoro di Davide e di tutta l’equipe

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