Massimo Di Porzio: censurato dal giornalista di Report Bernardo Iovene

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Massimo Di Porzio

 

Ecco cosa scrive Massimo Di Porzio, vicepresidente dell’Associazione Verace Pizza Napoletana

“Da me sono venuti alle undici e mezza di mattina… Io gli avevo detto che il forno non era pronto, ma lui ha voluto riprendere lo stesso!!! Il Pizzaiolo ha dovuto mettere legna per far salire il forno e il suolo si è riscaldato troppo!! Se avesse mostrato tutta la frase, dicevo ‘è normale il suolo del forno è salito troppo perchè questa è la prima pizza della giornata e la pizza si è ‘stampata’. Poi mi ha fatto un’intervista di venti minuti sui prodotti, sulle lievitazioni etc. Ma non ha mostrato un solo minuto, forse avevo spiegato le cose bene??? E’ meglio far vedere quello che non va!!! Saluti”

No caro Massimo, Iovene ha solo estrapolato una frasetta che serviva al suo discorso contro Napoli. Un trucco da avvocaticchio di provincia (l.p.)

14 commenti

  • Giovanni Russo

    (6 ottobre 2014 - 11:52)

    Grazie Luciano!

  • Carmine

    (6 ottobre 2014 - 12:38)

    Purtroppo questi trucchetti riesce a vederli solo chi c’é dentro o chi, a forza di cercare di capire, impara a leggere i mezzi di comunicazione. Le trappole sono tante e la gente, che ha altro a cui pensare,ci casca dentro, Le trappole contro Napoli ed il meridione pero’ sono diventate tante e da tanto che oramai stanno assumendo una visibilità tale da suscitare l’interesse e l’indignazione anche delle persone meno abituate a questo tipo di analisi.Bisogna solo continuare a combattere.

  • enzo caruso

    (6 ottobre 2014 - 14:44)

    Pensare che esistano ” giornalisti” e’ pura UTOPIA, CMQ. ai sensi di Legge le omissioni o aggiunte , artate , ai fini di calunnia o per imperizia professionale vanno deninciate. Mo basta!

  • enzo caruso

    (6 ottobre 2014 - 15:31)

    Pur di fare notizia di mistifica, e’ incommentabile, dalla Gabanelli mi aspettavo un maggior rigore anche nella scelta dei suoi collaboratori…..

  • Black Angus

    (6 ottobre 2014 - 17:22)

    Sig.Pignataro,
    alla luce della sua frequentazione nelle pizzerie napoletane, come giudica quello evidenziato in molte di quelle del servizio di Report?
    Le pare che le pizze servite siano spesso bruciacchiate ed affumicate e comunque cotte male?
    Ha costatato che la qualità degli oli e dei pomodori usati sia scarso?
    E’ stato in grado di percepire la profonda ignoranza che molti pizzaioli hanno dei propri strumenti di lavoro?
    Se si, in quale percentuale delle pizzerie incluse nella Guida definitiva | 80 pizzerie a Napoli e Campania da provare prima di Report.
    Grazie se vorrà rispondermi.
    Ps. Avrei preferito che Report chiedesse a lei consulenza e non al Sig.Pagano.

  • luciano murolo

    (6 ottobre 2014 - 17:44)

    una strana indagine questa della Gabbanelli : prima ha indagato il caffè. Risultato? I napoletani bevono tutti delle intollerabili ciofeche. Poi ha fatto un’indagine sulla pizza. Risultato i napoletani mangiano soprattutto cenere cancerogena. Mortale. Tempo una cinquantina d’anni e un uomo, mangiando pizze, si avvelena o, perlomeno, prende un cancro perché non mangia pizze ma idrocarburi. La prossima indagine sarà sicuramente sullo spaghetto a cozze e/o a vongola. E allora sarà una vera e propria ecatombe: i napoletani si nutrono di Escherichia, Bacterium coli e, last but non least, di Vibrioni speciali che resistono pure alla cottura nell’altoforno. Dunque un ristorante-pizzeria che serve allo stesso tavolo una pizza alle cozze e una tazza di caffè ti accorcia le vita di almeno una decina d’anni ogni volta che mangi . E la Gabbanelli che fa? Sorride, indica tutti i malanni e sorride, ti elenca tutti i danni e, marpiona, continua a sorridere. E sapete perché sorride furbetta? Perché sa che in questo modo ti “SCHIATTA IL FEGATO” e così ti accorcia le sofferenze. E’ buona la Gabbanelli. Ma quant’è intelligente. La prossima volta la invito a farsi una pizza con me da “Luigino ‘o calafatore” in via della Montagna Spaccata proprio affianco al vecchio sversatoio. Accussì v’a levo a tuorno. Un boccone affettuoso.

  • luciano Pignataro

    (6 ottobre 2014 - 18:18)

    Gentile Black, il punto vero della trasmissione è un altro: rappresenta davvero la realtà napoletana? In una parola, ci racconta la Napoli di Coccia, Ciro salvo, Bacchetti, Vuolo, Oliva, Starita, dei Fratelli Salvo, di Pepe, Iervolino e atnti altri ancora?
    O coglie invece quello che questi nuovi protagonisti stanno cercando di eliminare da anni?
    A chi fa un favore? A loro o a chi, privo di ogni tradizione ma più bravo nel comunicare e nel codificare, vuole distruggere una tradizione per crearne un’altra?
    E come mai questo accanimento mediatico su napoli?
    Se davvero volevano fare un servizio professionale, perché hanno tagliato, censurato, pre-costituito lo show?

    Ps: io non avrei mai potuto fare l’assaggiatore di pizza perché non lo sono. Inoltre ho una ben lunga esperienza dall’altra parte della scrivania (o della telecamera) per capire che in certi casi è meglio non apparire.
    A giugno fui contattato da Bernardo Iovane, il mio numero gli era stato dato un mulino del Nord. Io gli dissi che poteva lavorare all’argomento contattando le due associazioni di categoria.
    Dopo di che è sparito. Per mia fortuna. Non appartengo quelli che, pur di aver eun po’ di visibilità, getta fango sulla mia terra.

    • Black Angus

      (6 ottobre 2014 - 20:28)

      Ok. Bypassiamo la trasmissione.
      Per mia esperienza è normale nelle migliori pizzerie di Napoli avere al tavolo pizze bruciacchiate.
      Siccome a me non piace far finta di niente dicendomi: “VIva Napoli!!”, prendiamo spunto da una critica che possa essere faziosa o pretestuosa e domandiamoci se è tutto oro ciò che luccica.
      Se a quanto pare il caffè che beviamo è una schifezza e la pizza che mangiamo è cancerogena ( e sottolineo “se” ) che senso ha a dire: ” Si. va bene, ma perché non guardano il Gorgonzola, o il McDonalds, o la Coca Cola o il Caviale?”
      Il danno d’immagine lo avranno le pizzerie e i bar ma noi consumatori, che paghiamo per un prodotto, dobbiamo incavolarci e dire ai pizzaioli: “Pulisci il forno!”.; “Rifammi la pizza che è tutta bruciacchiata”.
      Al barista dobbiamo gridare:”Pulisci la macchina!”.
      E questo lo dobbiamo fare perché chi è pagato e preposto per vigilare se la pizzeria o il bar sia igienicamente conforme non lo fa; poi passano Report o il Cannavacciolo /Ramsey di turno per vedere che l’igiene è assente ed i rischi per la salute ben presenti.
      C’è chi spera che Report non faccia una trasmissione sugli spaghetti con le cozze o con le vongole?
      Io spero che lo facciano e sopratutto spero che i risultati siano incoraggianti per la nostra salute.
      A mettere la testa sotto la sabbia ci guadagna solo chi vende e non chi consuma.

      • Black Angus

        (6 ottobre 2014 - 20:37)

        Sulla questione di avere delegato alla discussione dell’argomento ad un’associazione di categoria vorrei chiedere se è la stessa associazione che nel servizio evidenzia i seguenti punti:
        1) Non vigila sulla qualità dell’olio che per disciplinare dovrebbe imporre
        2) Non vigila sulla qualità della mozzarella che per disciplinare dovrebbe imporre
        3) Non vigila sulla qualità della mozzarella che per disciplinare dovrebbe imporre
        4) Non vigila sulla qualità dell’impasto e sulla qualità della cottura
        5) Non vigila sulla formazione del personale addetto alla preparazione e cottura del prodotto.
        Ma a chi serve una tale associazione?
        Se è quella, è pentito di avere delegato?
        Sicuramente con lei avrebbero fatto migliore figura.

        • Luciano Pignataro

          (6 ottobre 2014 - 20:59)

          Discorso molto ampio e in questo momento sono in piena lavorazione. Rispondo dopo
          Le due associazioni sono l’Apn e l’Associazione Verace Pizza. Non sono pentito di averlo fatto perché non hanno bisogno di tutele e hanno espresso quel che sapevano comunicare.

  • Patanè Giovanni

    (6 ottobre 2014 - 18:40)

    NON FATE LE VITTIME, FATEVI RISPETTARE QUERELATE O CERCATE DI RIMEDIARE AL DANNO CHE AVETE CAUSATO PER APPARIRE, PRETENDETE IL GIUSTO.

  • MassimoP

    (7 ottobre 2014 - 18:11)

    Patanè chi s’o pensava… tiene chisto campo ‘e fave!

    chesta è a rumba d’è scugnizze, nuie mangiamme sempe ‘a pizza!

    nun carimme int’e tranelli… chi s’a sbatte a Gabanelli!

  • Domenico Spena

    (10 ottobre 2014 - 11:23)

    Tutto giusto, è stonata solo la frase “Un trucco da avvocaticchio di provincia”: no, ha fatto semplicemente un trucco da giornalista (e neanche di provincia, visti i taglia e cuci che fanno sulle grandi reti TV…), giacché fa il giornalista ed è iscritto a quell’Ordine e non a quello degli avvocati. Gli avvocati, e men che meno gli “avvocaticchi”, non c’entrano nulla e declinano ogni responsabilità…

    • Luciano Pignataro

      (10 ottobre 2014 - 13:15)

      Ha perfettamente ragione. E chiedo scusa agli avvocati

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