Mauro Uliassi, genio e regolatezza

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Mauro Uliassi

Il passato mi piace, spesso lo ripesco, ma non mi emoziona perché non rivive il brivido sessuale dell’incognita
Soffro quando il sapore è costretto nella gabbia tecnicistica e ammiro la metempsicosi naturale del piacere dalle forme naturali a quelle culturali.
Ossia quando dimentichi il disegno perché serve il gusto e ti resta l’anima del piatto in bocca.
La ricerca è necessaria, ma se si nutre di curiosità e umanismo.
Puoi copiare, scopiazzare, orecchiare o creare. Dipende se hai cultura o se sei vittima dei quiz
Il mare, o la terra da desiderare il mare
La gentilezza e l’eleganza nei modi e nel piatto.
La semplicità del risultato e l’angoscia claustrofobica delle cineserie tecniche sulla materia.
La materia fa godere, la trascendenza muove la mente verso il viaggio


Uliassi.


Per tutto il resto c’è Mastercard



Cannolicchi crudi, riduzione di sugo di cannolicchio, neve di lichis

Con il Verdicchio di Fattoria San Lorenzo 1998, Senigallia 8 settembre 2011 ore 20, 30-23.

I piatti di Uliassi fotografati da Lido Vannucchi

Maffi e la doppietta di Senigallia

Le emozioni di Fabrizio Scarpato

La gita del Fan Club presieduto da Leo Ciomei

La recensione classica di Maffi

12 commenti

  • Giancarlo Maffi

    (14 settembre 2011 - 11:18)

    La possiamo anche raccontare così’, volendo: un giornalistaproprietario del blog di enogastronomia piu’datato ( eh si, Bonilli checivuoifa’ ), si accorge che da uliassi ci sono andati tutti i bloggers, compresi tutti quelli che scrivono per lui a parte- per fortuna – malgi e si arrampica a Senigallia in preda a panico da prestazione. Quindi che fa? Butta giu’ una roba semisurreale e incomprensibile alle anime semplici , fra le quali mi annovero, piena di simbologie di alta aritmetica, come potete tutti vedere. Che gli abbia fatto male il brodetto di vignadelmar in stile sbobba da film papillon, forse?:-))))

  • leo

    (14 settembre 2011 - 11:25)

    A volte fa più danni la lettura di Scarpato che quella di Nietzsche :-))

  • fabrizio scarpato

    (14 settembre 2011 - 11:47)

    Il manifesto del New Realism in cucina, ovvero del superamento del Post Moderno in nome dell’Autenticità, ovvero dell’iniezione di Memoria nelle fondamenta del Tempio Barbarico. Maestro Pigna, le lagrime sgorgano copiose.

    • leo

      (14 settembre 2011 - 12:25)

      :-))

  • luciano pignataro

    (14 settembre 2011 - 12:01)

    E pensare che ho sempre detestato i cannolicchi:-)

    • Romualdo Scotto di Carlo

      (14 settembre 2011 - 18:12)

      no, questo poi no…non ci posso credere…!

  • David

    (14 settembre 2011 - 13:09)

    Mi ricorda tantissimo un piatto di Redzepi, come concetto e tecnica realizzativa.
    Per l’esattezza, questo:
    Crudo di granchio con gelatina al prezzemolo, “neve” di rafano, brodetto di vongole e olio al timo.
    http://www.flickr.com/photos/lookatmyph … 03965@N21/

    • leo

      (14 settembre 2011 - 16:17)

      Il link non funziona… ma forse ho capito a quale ti riferisci. E’ il villaggio globale, bellezza ! :-)

      • leo

        (14 settembre 2011 - 17:20)

        Solo la fotografia lo ricorda però, questo è tutto un altro piatto. Solo la descrizione mi fa anelare…

        • David

          (14 settembre 2011 - 17:30)

          http://www.flickr.com/photos/lookatmyphotos/3645686411/in/pool-1103965@N21/

          Questo dovrebbe funzionare…

          Ovviamente i piatti sono diversi per via degli ingredienti, ma concettualmente sono identici. Resta da capire chi ha copiato chi.
          Detto questo, non volevo assolutamente sminuire ne Uliassi ne Redzepi, anzi, non vedo l’ora di provare il primo dopo essere rimasto estasiato dal secondo…

  • mauro

    (20 settembre 2011 - 19:07)

    ciao David fammi sapere quando verrai che ti dico come nascono i piatti :)))

    p.s

    la neve trae in inganno su molti piatti hahahahahahahahahaha

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