Merano WineFestival visto da Sud

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dall’inviata Antonella Petitti

Antonella a Merano

Questa 17^ edizione del Merano Wine Festival & Culinaria da molti è stata giudicata la migliore di tutte, per una cura dei particolari che si è affinata e per un pubblico che diventa sempre più specializzato. Così affianco allo stile liberty del Kurhaus, il vino ha regnato indisturbato per una quattro giorni ricca di partecipazione. Tra gli obiettivi dell’organizzazione c’era quello di abbassare il flusso di partecipanti a favore della qualità delle presenze e così è stato, soprattutto grazie ad un biglietto di ingresso che è arrivato a ben 80 euro. “Abbiamo avuto – 14% di presenze e ne siamo contenti, è stato chiaro a tutti che grazie a questa scelta ne abbiamo guadagnato in qualità”, sottolinea il presidente dell’ente organizzatore il Gourmet’s International, Helmuth Köcher. La rinomata cittadina termale, adagiata nella splendida cornice alpina, ha accolto questa edizione con giornate soleggiate che hanno ancor di più lasciato che si apprezzassero le altre location coinvolte: piazza Terme, Castel Kallmunz, Castello Principesco, Teatro Puccini e l’Hotel Steigenberger. I dati dell’organizzazione parlano di circa 6.000 presenze composte in buona parte di esperti del settore eno-gastronomico, oltre 500 i produttori vitivinicoli e più di 130 i produttori gastronomici provenienti soprattutto dalla Campania e dalla Puglia. Difatti grande protagonista del Merano Wine Festival 2008 senza dubbio la Regione Campania che, partner ufficiale della kermesse, ha dato bella mostra di sé sin dal momento della inaugurazione. Dunque vini da tutta Italia ma anche i Grands Crus de Bordeaux, i Grand Crus Osterreich e la Selection Vins d’Alsace. Inoltre cominciano a presenziare sempre più anche i vini ottenuti da coltura biologica e biodinamica, difatti nella giornata del sabato Castel Kallmunz ha ospitato una bella selezione in questa sezione denominata “Bio&dynamica”.

VIN DE GLACE
Dovuta considerazione va rivolta ai vigneti più alti d’Europa, situati nell’ultimo tratto della Valle d’Aosta, dove si raggiunge per la coltura della vite ben 1200 metri di altitudine. Una delle pochissime aziende della zona è Cave du vin blanc de Morgex et de La Salle che produce un vin de glace molto suggestivo. La raccolta dell’uva avviene di notte con la prima neve e poi viene immediatamente lavorata. L’eccezionalità sta nell’unione di due tecniche di produzione molto diverse: quella germanica e quella latina. Difatti alla tecnica del ghiaccio che consiste nel raccogliere e lavorare l’uva a temperature sotto zero, segue quella antica mediterranea dell’ossidazione che prevede il mantenere volontariamente le botti scolmate.

GOURMET ARENA
In quest’area, gestita e guidata dal giornalista Luigi Cremona, si sono tenuti numerosi Show Cooking che hanno visto alternarsi giovani chef a nomi già affermati della gastronomia italiana. Tra i più attesi e celebrati lo chef palermitano Filippo La Mantia che ha proposto un abbinamento molto deciso ed inusuale: una caponata siciliana con un vino marsala. Inutile commentarne il risultato, la sua bravura supera la sua capacità comunicativa. “Dovete ritornare a chiamarci cuochi”, interviene La Mantia, “cuoco è una parola tonda, piacevole”. Oggi impegnato nel ristorante dell’Hotel Majestic di Roma, La Mantia continua a fare una politica da lui definita “democratica”. “Ho organizzato un menu a 60 euro” – spiega – “perché in un hotel del genere possano metterci piede tutti considerato, inoltre, il suo specifico valore storico e architettonico”. Ma tra i tanti giovani talenti anche Angelo D’Amico del ristorante Barry di Montesarchio (BN) che ha presentato un delicato tortello di latte di bufala accompagnato da salsiccia e friarelli. Un trionfo, vista la reazione del pubblico “degustatore”, originato da una forte scioglievolezza della pasta in contrasto con i sapori decisi degli altri ingredienti.

X ASTA MONDIALE DEL TARTUFO BIANCO D’ALBA
Nella Gourmet Area domenica 9 novembre è andato in scena il tartufo che, dopo essersi mostrato in un mini corso di analisi sensoriale, è stato battuto all’asta per questo evento di beneficienza in una sorta di spettacolo condotto da Ezio Greggio.

SELEZIONI MONOGRANO
Interessante il lavoro portato avanti dal Pastificio Felicetti di Predazzo che con Selezioni Monograno presenta pasta ottenuta da monovarietà selezionate da agricoltura biologica come il kamut. Originario del Medio Oriente ed antenato del grano duro, è una delle varietà più antiche con un contento proteico del 40% superiore ai grani tradizionali, ricca di vitamine e aminoacidi, con glutine altamente digeribile.

PREMIAZIONI GUIDE DEL SETTORE
Durante la kermesse eno-gastronomica si sono svolte diverse premiazioni relative alle guide Touring Vini Buoni d’Italia 2009 di Mario Busso e Luigi Cremona ed Alberghi e Ristoranti 2009 di Luigi e Teresa Cremona, ed alla Guida ai Migliori Vini d’Italia 2009 – 100 vini da non perdere di D’Agata e Comparini. Tra i primi 100 vini molta Campania e molto sud in generale: al secondo posto troviamo il Fiano di Avellino 2007 Colli di Lapio – Clelia Romano, all’ottavo posto Euposia 2007 di D’Ambra Vini d’Ischia, al diciassettesimo posto la Falanghina 2007 della Cantina Taburno ed al ventiduesimo posto il Fiano Exultet 2006 di Quintodecimo. Nelle posizioni successive, comunque, ancora ampio spazio per tutto il Sud.