Il mercato del Rione Sanità a Napoli

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il mercato del Rione Sanità
il mercato del Rione Sanità

di Marina Alaimo

Se si ha voglia di visitare uno dei pochi mercati napoletani che abbia preservato la sua identità bisogna recarsi al Rione Sanità. Città nella città, tristemente abbandonato a se stesso pur essendo ricco di storia e di fascino, riesce a mantenere comunque le sue pulsioni vitali nel diffuso degrado tinto di speranze eternamente disilluse. Qualcuno lo chiama ancora “I Vergini” e la via dei Vergini riporta alla memoria l’origine greca del quartiere.

il mercato del Rione Sanità
il mercato del Rione Sanità

 

il mercato del Rione Sanità, l'iscrizione dedicata a Totò
il mercato del Rione Sanità, l’iscrizione dedicata a Totò

I Vergini erano gli Eunostidi, una associazione di uomini devoti ad Eunosto, dio della temperanza, votati alla castità. Vi si accede da Porta San Gennaro, quella che guarda a nord e la più antica della città. Sin dall’epoca ellenica viene utilizzata come area extraurbana destinata al culto dei morti. Tutto ciò rende particolarmente affascinante il quartiere essendo ricco di chiese importanti, di catacombe di epoche diverse e teatro a cielo aperto nel quale gli abitanti e le tante figure legate al mercato e alle botteghe recitano quotidianamente la propria parte. Entrandovi da piazza Cavour troviamo subito a sinistra il frequentatissimo Panificio Coppola, sempre affollato, in bella mostra le diverse forme di pane caldo e invitante come le pizze ripiene tipiche di Napoli, ma anche proposte dolci specie in questo periodo natalizio, roccocò, struffoli, serpi mandorlati al naspro e al cioccolato.

Panificio Coppola
Panificio Coppola

Val la pena una sosta al vicino Palazzo dello Spagnuolo del 1700, bellissimo, il portone è sempre aperto e vi si può ammirare la tipica scalinata ad ali di falco oltre ai raffinati decori. Da qui sono numerosi i banchi della frutta e verdura, ben tenuti, curatissimi, alcuni ubicati sotto gli alti portoni tratteggiando scene di antica memoria che ritroviamo nel presepio napoletano. Il banco del baccalajuolo è ben arredato ed oltre alle “scelle” essiccate propone i prodotti che la nostra cucina associa alle sue preparazioni: papaccelle sotto aceto, olive nere di Gaeta, capperi, alici sotto sale, concentrato di pomodoro.

Palazzo dello Spagnuolo
Palazzo dello Spagnuolo

Un mito in zona è la pasticceria Poppella qui dal 1920, in origine era un panificio e Poppella la moglie del fornaio. Oggi il nipote Ciro ha puntato ad una pasticceria di qualità e qui vengono da tutta Napoli per godere delle sue delizie. Fiocco di Neve è il dolce di sua invenzione che lo ha reso famoso, composto da due dischi di pan brioche farciti con crema chantilly e ricotta. Una goduria. Ciro si è tatuato il marchio Fiocco di Neve sul braccio perché ha segnato la sua fortuna.

il Fiocco di neve della Pasticceria Poppella
il Fiocco di Neve della Pasticceria Poppella

Altra presenza del gusto imperdibile proprio nei pressi di Poppella è la rinomata pizzeria Concettina ai Tre Santi e questi sono Sant’Alfonso, Sant’Anna e San Vincenzo (patrono della Sanità). Sono ritratti in una vecchia teca di marmo sul muro esterno della pizzeria che merita un accurato restauro. Ciro Oliva è il giovane pizzaiolo che ha ribaltato le sorti dell’attività di famiglia con la sua esuberanza e la gran voglia di offrire pizze indimenticabili. E ci è riuscito in pieno, è una delle maggiori attrazioni del quartiere. La trattoria Scugnizza è un vecchio “vini ed oli” dal 1940, dotata di una piccola sala interna che ricorda molto una semplicissima cucina casalinga dove si offrono piatti tipici partenopei proposti anche da asporto sul banco all’ingresso.

Da Concettina ai Tre Santi
Da Concettina ai Tre Santi

La macelleria Ferriere risale al 1914 e uno dei principali motivi per entrarvi è rappresentato dal bellissimo quadro di Sant’Antonio che vigila sul grande banco dal giorno dell’inaugurazione.

Macelleria Ferriere
Macelleria Ferriere

Bisogna passare il ponte e salire ancora un bel po’ il canalone per arrivare all’Antica Cantina Osteria Pizzeria Del Gallo nata con lo stesso rione Sanità nel 1898. All’epoca era la masseria di Rosario Minigone, con il proprio orto e animali da cortile che poi utilizzava in cucina, già famosa all’epoca tanto che le rampe sulle quali è posizionata portavano il suo nome. La famiglia Silvestri porta avanti nel migliore dei modi l’osteria arricchita dal forno per la pizza, ottima, che richiama molti clienti ed ha guadagnato il riconoscimento della chiocciola dalla Guida alle Osterie Slow Food.

4 commenti

  • Loredana

    (5 febbraio 2016 - 19:57)

    Molto interessante

  • Luigi Savino

    (5 febbraio 2016 - 20:08)

    Bellissimo reportage! Dal panificio Poppella ricordo una ventina di anni fa che faceva un buon tortano in misura ridotta.

  • Lidia Merola

    (6 febbraio 2016 - 22:41)

    Bell’articolo che invoglia a visitare luoghi dal fascino particolare e unico. Una precisazione: quello storico è il tarallificio Poppella, famoso da sempre appunto per taralli e pagnotielli, ancora condotto dal mitico Salvatore, situato più avanti in via Sanità rispetto al reportage. Il figlio Ciro, invece, si è specializzato nella pasticceria e come il giovane Ciro Oliva x la pizza sta ttirando tante persone, grazie alla qualità dei prodotti, nel quartiere.

  • Marina Acino Ebbro

    (8 febbraio 2016 - 08:17)

    Ho intervistato Ciro personalmente e assaggiato tutte le sue preparazioni. Mi ha raccontato la storia della sua famiglia,

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