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Meta di Sorrento, Ristorante La Tavernetta

9 marzo 2004

Via Angelo Cosenza, 56
Tel: 081.5342131
Chiuso il giovedì, ferie variabili in estate

Per una volta, nel racconto di un ristorante, partiamo dalla fine. Sì perché Raffaele ha fatto di questa bella Tavernetta un tempio di formaggi e salumi di qualità. Poche cose, cinque o sei caci ed altrettanti tra insaccati e salumi, ma scelti con cura tra quanto di meglio offre il Mezzogiorno. I formaggi, in particolare caciocavalli podolici, pecorini e caprini vengono acquistati direttamente in Basilicata, Puglia dai migliori produttori della regione, nel corso delle periodiche “spedizioni” del giovedì, giorno di chiusura del locale. Ed in questo viene fuori la passione (ossessione?) del titolare che privilegia i formaggi a latte crudo o quelli a pasta filata prodotti in allevamenti scelti. L’altra parte del …miracolo si compie nella “grotta” di affinamento, ricavata negli scantinati del ristorante e nella quale sono assicurati temperatura ed umidità perfetti per la conservazione. Dunque, la sosta alla Tavernetta può anche risolversi nella degustazione di un piatto di formaggi o salumi, accompagnati dal pane preparato in casa e da una bottiglia scelta nella ben fornita cantina.
E’ arrivato il momento di fare un passo indietro. Siamo nel centro storico di Meta, lungo la strada che porta al mare. Il ristorante occupa il piano terreno e lo scantinato di un antico palazzo. Da qui il nome: Tavernetta. Da un anno Raffaele Cuccaro, che con la figlia Maria conduce il locale, è finalmente riuscito ad imprimere alla cucina la propria impronta. Piatti legati al territorio ed alla tradizione gastronomica campana. Il tutto con raro ossequio alle stagioni. Mai le melanzane in gennaio o i carciofi ad agosto. Per non parlare di surgelati e precotti che non riusciranno a varcare la porta della Tavernetta. Il resto è affidato alla mani sicure della signora Angela, che nonostante l’esperienza, ha conservato intatta la curiosità ed il gusto di mettersi alla prova in cucina. Ecco allora arrivare in tavola la pizza di scarole rivisitata, servita in tortini monoporzione, o i paccheri con patate e cozze ai quali una spruzzata di pecorino conferisce una marcia in più, o ancora i classici spaghetti con la colatura di alici di Cetara. Insuperabili i fusilli di Gragnano con il ragu, serviti con un pezzettino di tracchia (spuntatura). Sì, perché qui si detesta la monotonia quanto la sperimentazione forzata. I secondi sono di terra o di mare, ma sempre con un occhio ai sapori veri. Via libera dunque allo spezzatino, alle alici in tortiera o ai totani in casseruola. La conclusione è affidata ai dolci della tradizione.

Questa scheda è di Francesco Aiello

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