Michele Satta presenta i suoi vini alla Terrazza Bosquet con una cena a quattro mani tra Luigi Tramontano e Alois Vanlangenaeker

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Nicoletta Gargiulo tra Luigi Tramontano e Alois Vanlangenaeker

di Marina Alaimo

Piacevolissima serata a Terrazza Bosquet per la presentazione dei vini di Michele Satta con i piatti dello chef di casa Luigi Tramontano e l’eccezionale ospite, arrivato dal San Pietro di Positano, Alois Vanlangenaeker. E si il cognome di Alois, di origine belga, per noi mediterranei è quasi impossibile da ricordare. Michele Satta arriva da Bolgheri, areale del vino molto fortunato per il grande riscontro ottenuto sul mercato nazionale ed estero. 40 ettari in quel di Castagneto Carducci raggiunti un po’ per volta, disegnando con cautela e grande energia il proprio progetto di vita strettamente legato alla passione per l’agricoltura.

Benvenuto: astice gratinato agli agrumi su fonduta di provolone del Monaco broccoletti e olive nere di Gaeta

Sì, nasce così l’azienda di Michele Satta, realizzata totalmente da solo e non ereditata dai genitori che facevano tutt’altri mestieri. Michele è di Varese e il forte richiamo della terra lo convince a conseguire la laurea in agraria. L’azienda è a conduzione familiare e si avvale della consulenza dell’enologo Attilio Paghi. I vini sono quelli che caratterizzano la doc Bolgheri, quindi soprattutto vitigni internazionali come cabernet, merlot, syrah, vionier.

da sinistra Michele Satta con il Cavaliere, sommelier in sala e il Giovin Re

Ampio spazio viene dedicato al sangiovese vinificato in purezza con l’etichetta Cavaliere. Dà il via alla cena il Bolgheri rosato 2012 e a questo punto Michele ci racconta che il primo rosato Bolgheri è stato vinificato da Antinori negli anni sessanta come vino da tavola. Da uve sangiovese presenti all’80% e syrah al 20%, di impronta mediterranea, fruttato di ciliegia croccante, sottile e succoso. Seguono due annate di Giovin Re, 2010 e 2005, vino nato dalla grande passione del produttore per il vionier.

Battuto di vitello, uovo di quaglia fritto, cavolfiore, burrata e tardufo nero di Alois

Il millesimo 2010 esprime un naso di grande eleganza e intensità, ha profumi salmastri, di buccia di cedro e muschio bianco, il sorso è ricco e avvolgente.

Spaghettoni di Gragnano con alici, finocchi e tartare di tonno di Luigi Tramontano

 

Ravioli ai porcini con scampetti, ricotta di bufala e rucola di Alois

La 2005 è un po’ in sottotono, con prevalenza dell’alcool imponente sia al naso che al palato. Ha profumi maturi di castagna lessa e frutta esotica. Come abbiamo già detto l’etichetta Cavaliere è realizzata con sangiovese in purezza. L’abbiamo provata nell’annata 2006, bella fragrante e scorrevole, con profumi prevalentemente fruttati di ciliegia su toni salmastri che ritroviamo un po’ in tutti i vini di Satta. Cavaliere 2000 è molto diverso, con una maggiore intensità di profumi, appena balsamico, il frutto ricorda la marasca e le spezie di tabacco sono ben integrate con il corpo del vino. In bocca ha materia e carattere con tannini sottili e buona lunghezza gustativa.

il maialino filetto con broccoletti e salsa al finocchietto, costine al ragout napoletano, pancetta croccante su insalatina di lenticchie e menta di Luigi Tramontano

 

petto d’anatra caramellato con rapa bianca, pere pennate al vino rosso speziato e purea di zucca di Alois

In cucina tra gli chef si è creata una buona sintonia ed i piatti descrivono due personalità molto diverse, ma creative ed esuberanti. La diversità non è mai noiosa e può comporre armonie fatte di ritmo e contrasti stimolanti e imprevedibili.

 

Pre dessert: il melograno

 

Dessert: le castagne e il mandarino