I veri grandi Fiano di Avellino escono almeno dopo un anno: dieci etichette da sballo

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Piero Mastroberardino
Piero Mastroberardino

Si, incredibile ma vero: uno dei bianchi più longevi del mondo non ha la tipologia “riserva”. Un paradosso, uno dei tanti, della filiera del vino irpina organizzata per vasi scomunicanti: quanto più è alta la qualità tanto meno si è capaci di organizzarsi in modo collettivo. Vabbè, intanto ce li godiamo.

 

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1-Numero Primo Fiano di Avellino 2014
Ventritrè Filari
Il miglior Fiano dell’areale di Montefredane: una incredibile prova dell’enologo Carmine Valentino sulla piccola vigna dei fratelli Rosa e Alfonso Puorro che hanno da poco deciso di imbottigliare appoggiandosi per il momento ad Antico Castello.Fresco, ricco, lunghissimo, una delle migliori versioni di sempre uscite da questa collina da quando c’è la docg, al netto ovviamente delle mirabili esecuzioni di Antoine Gaita che però giocava in un altro campionato.
www.ventitrefilari.com

 

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2-Fiano di Avellino Vintage 2009

Mastroberardino
Bellissima esecuzione di una serie a cui siamo davvero molto affezionati. L’azienda è stata tra l’altro la prima a credere nell’uscita ritardata del Fiano con il More Maiorum nella metà degli anni ’90. Questo Vintage esprime una fusione perfetta tra note minerali, frutta fresca, al palato ha una beva veloce e tagliente. Da collezione.
www.mastroberardino.com


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3- Fiano di Avellino Alimata 2014

Villa Raiano
Sempre potente e vibrante l’esecuzione di Sebastiano Fortunato di questo cru dell’areale di Montefredane che riesce a dare uno storico di questa collina affascinante che esprime il Fiano in modo profondamente diverso da Lapio e dalla stessa Summonte. La beva è veloce, ricca, piacevole. Impossibile predire l’età: la prima edizione ancora ha l’acidità quasi scissa.
www.villaraiano.com

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4-Exultet Fiano di Avellino 2014
Quintodecimo
In realtà il 2015 è già in circolazione a seguito della incredibile pressione che il mercato esercita sui bianchi di Moio. Però non possiamo non sottolineare anche questa meravigliosa esecuzione che ne fa un riferimento per l’areale di Lapio. Fresco, in grande equilibrio tra legno e frutto, eterno.
www.quintodecimo.com

 

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5-Fiano di Avellino 2014

Rocca del Principe
Grande bianco di territorio, la mossa di ritardare di un anno l’uscita si è rivelata vincente per questa azienda che si presenta così con le carte in regola e nel migliore dei modi possibili. Il bianco è ancora giovane, grande acidità, ma presenta anche tanta buona frutta al naso e una buona prospettiva evolutiva.
www.roccadelprincipe.com

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6-Fiano di Avellino 2014
Ciro Picariello
Una esecuzione di grande livello, ma sinora un filo più bassa dello standard a cui Ciro e la famiglia ci hanno abituato. Dipende anche da una annata sicuramente non facile. Sarà per questo interessante capire l’evoluzione, soprattutto sul piano olfattivo. Al palato il vino è energico, ricco, profondo, di buona complessità
www.ciropicariello.it

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7-More Maiorum Fiano di Avellino 2011

Mastroberardino
Anche questo Fiano di Mastroberardino ci piace sempre tanto. Un bianco in cui frutto e legno sono integrati alla perfezione e sempre meglio con il passare degli anni. Qui in effetti si rivelano le grandi potenzialità di questo vitigno anche quando viene lavorato in botti grandi. Bello il tono amaro finale che fa da contraltare alla dolcezza speziata e fruttata del naso. Ottima e beatificante l’acidità.
www.mastroberardino.com

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8-Fiano di Avellino 2013

Guido Marsella
Se un anno vi sembra poco, facciamo due. Così ha pensato, detto e fatto Guido Marsella che si è attrezzato con un deposito refrigerato che consente alle bottiglie di riposare in condizioni ottimale. Il risultato non lascia dubbi: un bianco ricco, di grandissima energia al palato, con chiusura lunga e precisa dopo una beva scattante. Vino da spendere su piatto importanti.
www.guidomarsella.it


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9-Fiano di Avellino 2014

Fonzone
L’azienda è fuori areale, bello il Sequoia dalla vigna di Paternopoli, ma Arturo Erbaggio è uno che di bianco irpino ne mastica parecchio e la sua esecuzione ci piace davvero molto. Un Fiano di grande equilibrio, dal frutto ben espresso e dalla decisa acidità al palato dove ritornano sentori di mela e di macchia mediterranea. Chiusura lunga e pulita. Da conservare
www.fonzone.it

 

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10- Oj Ni Fiano di Avellino 2013

Scuotto
Confermata la interpretazione molto equilibrata dell’annata da parte di Angelo Valentino impegnato sin dal primo millesio in questa nuova azienda di Lapio. Dopo Marsella ecco un’altra azienda che preferisce aspettare due anni prima di entrare in commercio. Bella esecuzione per un bianco importante e capace di affrontare qualsiasi piatto. Da notare che anche il base non è di annata perché esce a 12 mesi dalla vendemmia.
www.tenutascuotto.it

Un commento

  • Marcello

    (28 agosto 2016 - 10:38)

    Diciamo anche 2, Marsella docet, ma forse chiedo troppo….

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