I dieci rossi supercampani al Top

24/1/2017 8 MILA
Galardi, Terra di Lavoro
Galardi, Terra di Lavoro

Dieci grandi super campani premiati dalla Guida Mangia&Bevi del Mattino tenendo conto che a parte ci sono le categorie Taurasi, Aglianico del Taburno, Piedirosso e Barbera del Sannio

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1-Terra di Lavoro 2014 Campania igt


Galardi

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Un grande classico che ha fatto la storia della viticoltura campana, il primo casertano ad uscire dal dualismo Falerno-Asprinio. Si tratta di un grande rosso dai tempi lunghi, in questi anni possiamo solo saggiarlo, gustare la freschezza, sentire la frutta fresca. La svolta in bottiglia avviene in genere sempre dopo quattro, cinque anni, regalando grandi emozioni. Siamo sicuri che sarà così anche per questo millesimo.
www.terradilavoro.com

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2-Sabbie di Sopra il Bosco 2014

Nanni Copé

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L’altro rosso fenomeno, firmato da Giovanni Ascione che fa praticamente tutto, dal viticoltore al marketingh passando per le fermentazioni e l’imballaggio. Un vogneron autentico che assembla pallagrello e aglianico con qualche chicco di aglianico regalando così un blend indimenticabile e soprattutto instancabile. Nel corso degli anni è sicuramente un investimento per la crescita complessiva.
www.nannicope.it

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3-Satyricon 2013 Irpinia Campi Taurasini

Luigi Tecce
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Selvaggio e gustoso, rustico e cerebrale. Il solito Luigi Tecce, piccolo grande vigneron di Paternopoli, capace di esprimere una grande sensibilità annata dopo annata. Non esistono protocolli, il vino è il frutto del giusto equilibrio tra l’uomo e la natura di queste vigne silenti dove nascono sempre grandi vini.

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4-Montevetrano 2014

Montevetrano

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Il rosso che ha sdoganato la Campania grazie a Roberto Parker. Bella anche la versione di questo millesimo difficile e avaro: tanta frutta, ma soprattutto assoluta freschezza e capacità di stupire olfatto e palato. Al tempo stesso un bicchiere da spendere sul cibo, gastronomico e operaio. Incredibile l’evoluzione nel tempo.
www.montevetrano.com

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5-Calivierno 2013 Roccamonfina igt


Telaro

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Al confini tra Lazio e Campania la famiglia Telaro opera con affidabilità e continuità, unita e coesa come sempre nelle campagne avviene. Il Calivierno è ora solo Aglianico, cupo come i rossi di Roccamonfina, il vulcano misterioso coperto di castagni. Bella e opulenta l’annata, finale amarognolo, grande pulizia al palato, freschezza capace di sostenere la beva, abbinabile al cibo.
www.vinitelaro.it

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6-Eiss 2012 Tintore di Tramonti

Tenuta San Francesco
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Dal progetto delle vigne che hanno resistito alla fillossera nasce un vino unico, segnato dalla vivacità e dalla esuberanza olfattiva e palatale. Un vino che trova l’equilibrio solo quando viene abbinato al piatto. Non cercate complessità olfattiva, ma soprattutto la giusta freschezza per berlo in continuazione. Immortali tutte le annate sinora etichettate da questa piccola azienda immersa nei boschi di Tramonti.
www.vinitenutasanfrancesco.it

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7-Ragis 2012 Campania igp

Vigne di Raito
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Abbiamo aspettato un po’ ma alla fine ne è valsa la pena: Fortunato Sebastiano ha rallentato l’uscita di questo rosso di piedirosso con un saldo di aglianico che nasce alle porte della Costiera Amalfitana. Le novità nella piccola azienda di Patrizia Malanga non mancano, a cominciare dalla cantina che gli consentirà il passaggio alla doc. Nel frattempo si gode e si beve a canna sui cibi tradizionli un rade rosso, fresco e giovane.
www.levignediraito.com

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8-Vigna Camarato 2011 Falerno doc

Villa Matilde

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Questa è una etichetta alla quale siamo molto affezionati, uno dei primi cru della Campania, sicuramente il primo di aglianico, pensato nella tenuta di Cellole gestita ormai da un quarto di secolo dai fratelli Maria Ida e Tani Avallone. Un rosso austero, preciso, molto ben eseguito sotto la supervisione di Riccardo Cotarella che lo segue ormai dal 1998. Ci piace conservalo a lungo, come tutti i vini di questa bella azienda casertana.
www.villamatilde.it

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9-Rasot 2012 Irpinia Campi Taurasini

Boccella
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Rustico, essenziale, esuberante e scostumato. E’ l’aglianico dei fratelli Boccella seguito da Fortunato Sebastiano. Un vino da pasto, senza grilli per la testa, da bere a gogò sui grandi piatti della tradizione rurale campana. Un vino che non ha grilli per la testa, da stappare in compagnia dei familiari e sulle tavolate sincere fra amici, di quelle nelle quali ci ricordiamo quanto è bello vivere.
www.boccellavini.it

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10-Furore 2012 riserva Costa d’Amalfi doc

Marisa Cuomo
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Piccolo grande capolavoro da uve aglianico e piedirosso. Marisa Cuomo è famosa per i bianchi, in modo particolare per il Fiorduva, ma i suoi rossi sono sempre una garanzia di pulizia e buona capacità di resistenza al tempo. In particolare questa riserva si presenta equilibrata e completa.
www.marisacuomo.it
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