Milano, nuovi menu e nuove aperture Fratelli la Bufala

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Fratelli La Bufala a Milano, da sinistra l’Amm. delegato Paolo Aruta, lo Chef Fabio Bisanti, il pasticciere-attore Germano Bellavia, il dott. Renato Rocco
Fratelli La Bufala a Milano, da sinistra l’Amm. delegato Paolo Aruta, lo Chef Fabio Bisanti, il pasticciere-attore Germano Bellavia,
il dott. Renato Rocco

di Fabiola Quaranta

A Milano conferenza stampa organizzata nel proprio locale da Fratelli la Bufala per presentare il nuovo menù, le nuove aperture nel mondo, gli obiettivi e i valori a cui si ispira la società. Si è respirata una bella aria, di festa, di sodalizio, di spensierata fiducia nel presente e soprattutto nel futuro, in vista di nuovi e grandi progetti legati alla tutela del territorio e dei prodotti ad esso collegati che fanno grande una terra: la Campania.

Presenti l’amministratore di Fratelli la Bufala Paolo Aruta, accompagnato nella sua presentazione dallo chef Fabio Bisanti, dal pasticciere-attore Germano Bellavia e da Renato Rocco, Presidente del Consorzio Filiera Bufalina e fondatore del Bufala Fest, di cui Fratelli la Bufala sarà main sponsor ( Napoli, 1- 5 giugno 2016).

Fratelli La Bufala a Milano
Fratelli La Bufala a Milano

Aruta ha sottolineato l’importanza per la società di ristorazione campana  Fratelli la Bufala dell’utilizzo degli ingredienti del territorio per la realizzazione della pizza napoletana classica e del menù tutto offerto nei ristoranti di propria gestione, anche all’estero dove sono già presenti. Prossime le nuove aperture a Shangai e di altri tre locali a Dubai. Il cambio menù sarà tutto dedicato al latte di bufala, ha spiegato lo Chef pluripremiato e appassionato di cotture alternative, Fabio Bisanti. “ Il piatto deve essere subito bello da vedere, ma anche buono, altrimenti lo appendiamo al muro come un quadro”; su questo fondamento lo chef Bisanti annuncia l’ intenzione di andare oltre il prodotto conosciuto ai più e famoso, cioè il latte di bufala, e utilizzare del bufalo stesso anche la carne che, invece, viene poco considerata, soprattutto Campania, nonostante sia più magra della vaccina.

Fratelli La Bufala a Milano, pasta ripiena di carne di bufalo
Fratelli La Bufala a Milano, pasta ripiena di carne di bufalo

Affascinato anch’egli dalle caratteristiche dei prodotti derivati dal latte di bufala, il noto volto della tv per la serie “ Un posto al sole”  Germano Bellavia, pasticciere da generazioni, racconta dell’amicizia e della stima che lo legano all’Amministratore di questa bella società sin dai tempi della scuola e del neonato sodalizio con Fratelli la Bufala per cui fornirà una gamma di dolci realizzati, per l’appunto, con il latte di bufala. La parola è passata poi al Dott. Rocco, fondatore e organizzatore del Bufala Fest, che ha improntato il proprio discorso sull’importanza della cultura salutistica che si è radicata ormai in tutti noi e sul plus che in questo senso dà Fratelli la Bufala nel coniugare il buono e bello al salutare. Va tutelata la sicurezza del consumatore e ridata fiducia ai prodotti provenienti da una terra per il passato vilipesa.

Di necessità virtù: la video intervista al dott. Antonio Limone, Commissario dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, relativa ad ambiente e salute in Campania, illustra alla platea attenta e curiosa l’ideazione del QRCode, cioè di un’ app che attraverso il codice a barre presente sui prodotti messi in commercio, provenienti dal territorio campano, ne illustra l’origine in modo da garantirne la sicurezza. “ Non più inutili promesse, dunque, ma uno strumento di controllo in mano alle Istituzioni al servizio del cittadino”.

La passione che anima ciascuno degli imprenditori campani presenti a Milano ci infonde fiducia e ci rende orgogliosi; esportare la tradizione fuori dal territorio, prima al Nord, poi all’estero, conservando la volontà di tutelarla continuando a scegliere prodotti della propria terra, valorizzare la tradizione stessa usando metodi di cottura alternativi e moderni, rende onore a Fratelli la Bufala, che speriamo continui a raccontare attraverso i propri piatti il buono e, perché no, il bello che la Campania sa fare.