Napoli: Moccia a San Pasquale e le leggendarie pizzette dal 1936

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le pizzette di Moccia

di Emanuela Sorrentino

Un mix tra tradizione e innovazione per avere ogni giorno prodotti di qualità.
Lo sanno bene figli e nipoti di Giuseppina Moccia, morta lo scorso anno all’età di cento anni, che aveva ricevuto la benedizione apostolica per il suo compleanno da Papa Benedetto XVI e dal segretario di Stato Tarcisio Bertone. Fu lei nel 1936 ad ereditare dai genitori la passione per il pane prima e la pasticceria poi.

Le pizzette di Moccia

E così l’azienda Moccia ancora oggi, grazie ai tre figli maschi Antonio, Enzo e Pasquale e ai nipoti della signora Giuseppina, è il fiore all’occhiello della città.

i rustici

La sede era in via Roccella (l’attuale via Carducci) e dal 1941 è in via San Pasquale: con gli anni oltre al panificio l’attività è stata allargata a biscottificio e pasticceria. E poi ci sono le pizzette, dalla ricetta segreta, una vero e proprio cult irrinunciabile, un mix perfettamente bilanciato di fiordilatte e pomodoro, sempre calde e fragranti senza dimenticare la piccola pasticceria – con i tipici bignè caramellati – oltre ai dolci della tradizione partenopea e ogni genere di gustosa creazione, per accontentare anche i più esigenti.
La rosticceria è una sintesi colta della cucina da strada napoletana: dagli arancini alle frittatine, dai timballi alle crostate di tagliolini, c’è sempre un gusto preciso, inimitabile e collaudato nel tempo. Ogni giorno a ora di pranzo c’è una fila di clienti appassionati e fidelizzati da questi sapori, molti dei quali per loro risalgono all’infanzia.

il reparto pasticceria

Ma certo non è da meno il reparto della pasticceria. A pochi giorni dalla Pasqua non si contano le pastiere e i tortani che sfornano i maestri artigiani di Moccia. Ma i clienti cosa chiedono? «In questo periodo – spiegano i proprietari – i dolci pasquali e i tortani vanno per la maggiore, ma in molti si orientano anche verso i mignon e le torte a base di frutta.
In tempo di crisi la gente non rinuncia al dolce e punta ad avere un prodotto artigianale sempre genuino e di elevata qualità da consumare in prima persona o da regalare».
Il negozio è un luogo ricco di storia, tappa obbligata per chi intende assaggiare e portare con sè un pezzo di Napoli. «I turisti– proseguono i titolari – ci chiedono la nostra storia, improntata soprattutto sul valore della famiglia».
E tanti sono i volti noti che hanno varcato la soglia del negozio per provare i prodotti. Tra loro il regista Martin Scorsese e l’attrice Pupella Maggio che ha dedicato una poesia alla sfogliatella di Moccia. Insomma, una leggenda che continua. Per fortuna.

7 commenti

  • alberto

    (24 gennaio 2014 - 19:34)

    Nel 1953 (avevo sei anni!!) frequentavo la scuola elementare De Amicis, a pochi passi da Moccia. Da allora, grazie a mia madre, ho cominciato a gustare le prelibatezze di Moccia. Non dico tutti i giorni ma con una certa frequenza, all’uscita della scuola Moccia era una golosa tappa e la famosa pizzetta era un classico. Quanti (bei) ricordi! A distanza di 60 anni ancora la golosità mi spinge ancora oggi spesso da Moccia e la pizzetta -a mio avviso- resta oltre che insuperabile nemmeno lontanamente paragonabile a qualsiasi altra….Mi è già venuta l’acquolina…!

  • donatella

    (24 gennaio 2014 - 19:39)

    Brava Emanuela! Che bello leggerti qui! Io amo le pizzette di Moccia, sono come le ciliegie: una tira l’altra. Anzi quando andiamo a mangiarcene un paio insieme???

  • alessandro

    (25 gennaio 2014 - 13:52)

    c’è di meglio in giro..ma molto molto meglio
    prezzi altissimi per prodotti si scarsa qualita’!!
    ma come è pensabile recensire un simile obbrobbrio?
    oltre a montare la panna i figli si sono montati troppo la testa
    state alla larga!!!!

  • annamaria

    (26 gennaio 2014 - 15:25)

    ..,,e io trovo eccellente la graffa!!zuccherosa quanto basta e leggera!

  • Fabrizio

    (27 gennaio 2014 - 09:29)

    …sulla qualità dei prodotti avrei qualcosa da ridire…in effetti credo che Moccia si regga più he altro su due pilastri:
    1. il suo nome
    2. la zona in cui si trova
    I prezzi sono completamente fuori mercato e la qualità, torno a dire, non è piu neanche lontanamente la stessa.
    Credetemi ve lo dice uno che per 15 anni ogni giorno andava a prendere la pizzetta e una busta di fantastiche Rosette. Le rosette te le davano ancora calde ed erano goduriose fino alla sera, ora dopo che sono diventate fredde assumono una consistenza gommosa.
    Non ne parliamo dei prezzi…avete mai comprato il pangrattato lì? bhe non fatevelo perchè una busta da 250gr vi costerà come una da 1/2 Kg in un’altra panetteria.
    Avete mai visitato il laboratorio difronte??? fatelo e vedrete che non comprerete più nulla da loro…

  • cristiano

    (27 gennaio 2014 - 13:40)

    Non lo so…io ci vado da 35 anni almeno e la Pizzetta resta il top. Adesso la prendo anche a Via Posillipo, chè se Dio vuole hanno aperto anche lì. E vogliamo parlare del Cornetto crema e amarena o delle meringhe…?

  • Luciano Pignataro

    (24 gennaio 2014 - 20:15)

    Sì, i gelati sono freddi. Per il resto non fanno a tempo a metterli sul bancone e finiscono

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