Mode gastronomiche, l’Ansa rilancia le penne alla vodka

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Abbinamento centrato per il miglior vino dell’anno, il cileno di WS

Sono esattamente vent’anni che sto in un quotidiano, peraltro napoletano, ma confesso che alcuni meccanismi di formazione della notizia, quello strano percorso che fa impazzire e disperare gli estranei all’ambiente, mi sfuggono ancora.
Stranito e stupito leggo che sul sito di mamma Ansa, anzi in home, si, avete capito bene, sulla prima pagina, in buona evidenza, si segnala la nascita della prima WebTv Italian Foodnet, la quale  consiglia subito con molta convinzione un piatto di territorio ed espressione compiuta della nostra tradizione oltre che dell’alta gastronomia: PENNE ALLA VODKA. Af… la passatina di ceci di Pierangelini e il Vesuvio di Don Alfonso, questa sì che è cucina. E’ lei! Mitica ricetta degli anni ’80, ossia il Grease delle tavole dell’Italietta individualista e antistatale nata in quel periodo che oggi celebra i suoi fasti un po’ stempiata.
Mentre il mondo guarda a Obama. Abbronzato.
Per favore non sognatevi di sostenere che la crisi è salvifica per i migliori: quando non c’è ciccia emergono gli istinti peggiori. Da sempre. Soprattutto perché stavolta non è tanto fame, quanto impossibilità di accesso dei più al superfluo ostentato dai cafonal.
Magari, foss’o ciel’, dietro l’angolo trovassimo i bucatini alla Bonilli: temo ben altro dal crollo di cappelli, stelle e forchette! Niente formaggi d’alpeggio, è la rivincita dei sofficini.
E allora? La flambata, il burro e la panna, le penne della mensa universitaria, la vodka di Gromyko… che nostalgia di tipico italico. Prossimi video su farfalle al salmone e craxiana rucola e parmigiano por favor. Kelablu a che servi più?
Intanto, che fare, ci abbiniamo il rosso cileno segnalato dal Wine Spectator come miglior vino dell’anno con il permesso di Ernesto e Fabio.