Via Mazzini, 25
Tel.080808571
www.vignadelmar.it
Sempre aperto, chiuso martedì
Foto Franco Ziliani
Seguendo il principio moderno che si emigra al Nord per lavoro o necessità e al Sud per amore o per passione, Luciano Lombardi è sceso lungo la dorsale Adriatica come Diomede, abbandonando Fano, dopo aver fatto l’operaio e il dirigente di azienda meccanica, per fermarsi a Monopoli, quasi 600 chilometri più giù. Qui ha trovato la sua metà e aperto una osteria per dare sfogo all’interesse principale nella seconda parte della sua movimentata vita.
Vigna del Mar è il nome di un’antica trattoria che frequentava sulle colline marchigiane, oltre che di una città cilena, ed è, per coloro che seguono l’enogastronomia sul web, anche uno dei più famosi nickname, frequentatore di forum, blog e affini, diffusore di polemiche e frasi trachant che contribuiscono ad animare il già nevrotico mondo virtuale di questo settore. Famosi, sempre per chi frequenta il web, i suoi duetti su Gaja e la difesa strenua dei Supertuscan.
Luciano Lombardi a Monopoli ha fondato l’omonima, è il caso di dirlo, osteria, che rientra nella costellazione di locali nati sull’onda lunga del circuito Slow e Gambero, la riappropriazione culturale della materia prima e della manualità, l’idea di presentare alla clientela non solo qualche buon piatto di mestiere, ma trasformare il proprio locale in una sorta di biblioteca dove divertirsi, mangiare cose buone e bere di qualità.
Ecco perché tiene i piedi nello splendido mare pugliese ma la testa pensa a tutta l’Italia, anche alla Bretagna con le ostriche, la sua impostazione è quasi un fermo immagine dell’epoca d’oro dell’enogastronomia italiana, quella, per capirci, cresciuta negli anni ’90 fino all’attentato delle Torre Gemelle, prologo di crisi e di ripensamento in vari settori. Quando al principio della territorialità si preferiva quello didattico della materia prima di riferimento, ovunque fosse prodotta, per re-insegnare a bere e a mangiare.
Era l’epoca in cui le osterie di riempivano di lardo di Colonnata o di formaggio di fossa e si bevevano Supertuscans a gogò.
Proverete, per capirci, prosciutto di Parma stagionato 20 mesi, lardo di Carrara, mortadella classica e con tartufo nero, parmigiano reggiano stagionato 72 mesi, formaggi serviti con le mostarde dell’Alto Adige, carta dei vini ricca, carta della birra artigianale, cestino dei pani, la piadina romagnola (al prosciutto, alle verdure, alla mortadella di maiale o di cinghiale, al lardo).
L’orto e il mare della Puglia li trovate nei quattro primi o nei quattro secondi che ruotano seguendo la stagionalità: orecchiette integrali con zucca e finocchietto, le crespelle al nero di seppia e frutti di mare, il calamaro ripiemo alle verdurine e crostacei, lo spezzatino di coniglio alla cacciatora, lo stracotto di pecora, la zuppa di verdure con le polpettine di pane, insalata di sgombro con le olive. Un aspetto positivo è l’eliminazione degli antipastini, prassi che ha introdotto il finger food ovunque sino a rendere difficile la possibilità di arrivare al secondo a meno che non sei un boscaiolo canadese.
La pasta e il pane sono fatti in proprio, sempre con farine biologiche, come pure su questa linea l’approvvigionamento della maggior parte delle materie prime secondo una impostazione compiuta e coerente. Luciano ama nelle viscere il suo territorio di adozione, devo a lui la visione mozzafiato dall’alto dell’immenso mare di olivi, inselvatichiti verso la Murgia, che mi ha ricordato quelli spirituali di Delfi memorizzati nell’ormai lontano 1976 (l’epoca dei viaggi 100.000 lire fino a Kabul o Katmandu).
Il locale è arredato semplicemente, un paio di sale climatizzate attrezzate con cura mentre d’estate qualche tavolo all’aperto. Vive, per la sua natura terragna e la posizione nel centro abitato, soprattutto nei mesi invernali.
Ma se siete in vacanza, e comunque di passaggio in Puglia, potete mettere in conto una bella sosta da Luciano. Vi troverete benissimo, coccolati alla grande, ne uscirete con una capa chiena ‘e chiacchiere ma con la tasca senza ferite e il palato appagato. Il conto gira sui 35 euro, il ricarico sui vini è professionale.
Come si arriva
Uscire a Monopoli arrivare alla piazza centrale, dedicata a Vittorio Emanuele. Il locale è in una delle traverse principali.













