Monte Caruso 2005 Galluccio doc

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Il Monte Caruso 2005 di Telaro

Uve: aglianico 85%, piedirosso
Fermentazione e affinamento: acciaio
Fascia di prezzo: dai 5 ai 10 euro

Della Cantina Telaro di Galluccio, nel territorio Vulcanico di Roccamonfina, si nota subito l’omogenea qualità dei propri prodotti che, ciascuno con le proprie caratteristiche, portano sempre il risultato a casa.

A questo va aggiunto che sanno mantenere un onesto rapporto qualità prezzo, che io guardo sempre, e che, non da ultimo, hanno anche un occhio di riguardo per l’ambiente con colture votate al biologico ed attestate. Da questo quadro virtuoso scelgo di raccontare, mettendo da parte il più conosciuto Aglianico Ara Mundi, vino di gran pregio, e la caratteristica Falanghina Vendemmia Tardiva, il Monte Caruso. La mia bottiglia è una 2005 ed è un Aglianico per l’85% e Piedirosso per il 15%.

 Il colore, appena aperto, è di un bel rosso rubino fitto fitto e luminoso. A guardarlo promette una bella sostanza. Così passiamo al naso. Si apre subito con una nota alcolica che pian piano si ossigena e fa largo a  sentori di  pepe macinato, una nota balsamica ed una bella mineralità. Sento la polvere di caffè ed il cacao amaro.  Il naso non è troppo complesso ma deciso, penetrante, gradevole e non banale.

Al palato l’ingresso rivela un tannino presente, piacevole, forte, che colpisce la bocca, ma non la aggredisce. Buono il ritorno alcolico. E’ un vino molto equilibrato in cui si gode della mineralità e del tannino senza una morbidezza inutilmente costruita. Ha una freschezza in perfetto equilibrio con il calore ed il palato.

E’ un vino godibile che abbinerei con dei primi con dei sughi ben strutturati come per esempio un piatto di gnocchi di farina con sugo di castrato .

Questa scheda è di Sara Marte

Sede è a Galluccio, in Via Cinque Pietre. Tel. 0823 925841, fax 0823 925021.  info@vinitelaro.itwww.vinitelaro.it . Enologo: Pasquale Telaro. Ettari: 40 di proprietà e 10 in conduzione. Bottiglie prodotte: 450.000. Vitigni: Aglianico,  Piedirosso, Barbera, Sauvignon,  Falanghina, Greco, Fiano.

Un commento

  • Angelo Di Costanzo

    (27 febbraio 2010 - 09:26)

    E’ un ottimo vino, misconosciuto, ma che vale veramente l’assaggio! Bella recensione.

    Sulla Falanghina “Vendemmia Tardiva” di Massimo Telaro & Co. non v’è dubbio sul personalissimo carattere stilistico, personalmente però, nonostante ami da impazzire il sauvignon (che vi entra in blend), continuo a preferirgli la “Ripabianca”, che in certe annate ha davvero tratti gustolfattivi stupefacenti e ad un prezzo incredibilmente basso.

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