Monte di Procida, 5-8 agosto. Sagra del Mare, il pesce fritto come non l’avete mai mangiato

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Acquamorta prima della sagra

Cipolle rosse, savarielli, mazzoni, lacierti, merluzzi e merluzzetti, suace, cicenielli, totani, sbaraglioni, alici, triglie, aluzzi imperiali, mazzamma e, per chiudere in bellezza, splendide cicarelle: la varietà di pesce, da far impallidire la cantata de “lu guarracino”, è il segreto della frittura della Sagra del Mare di Monte di Procida.

La organizza l’associazione “Vivi l’Estate”, col patrocinio del Comune, e quest’anno è giunta alla ventiduesima.

La betteria di friggitrici

A preparare la frittura è, da sempre, Pietro Pugliese, 44 anni sempre in mare, di cui 10 da pescatore professionista, presidente della locale cooperativa. Durante l’anno, con la sua barca di 8 metri, pesca seppie, sogliole e polpi destinati ai ristoranti flegrei ma, dal 5 all’8 agosto, Pietro si destreggerà, assistito dalla moglie Manuela, da Antonio Costagliola e dalle ragazze di “Vivi l’Estate”, dietro agli 8 bollitori preparati per l’occasione ad Acquamorta, nella spettacolare cornice della baia montese.

Si frigge

Nell’edizione 2009, in quattro giorni di sagra, sono state consumate due tonnellate di pesce e 700 litri di olio di arachidi, per un totale di circa 2500 fritture.

Con l’approssimarsi della Sagra, Pietro Pugliese si mette a caccia dei fornitori giusti per la preparazione della “sua” frittura: «Il pesce è quello fornitoci dai pescherecci di Procida –ci racconta Pietro- ma anche dal mercato del pesce di Pozzuoli e dai pescatori montesi. Tagliamo i pesci più grandi in tranci, gli altri vengono divisi per tipologie e dimensioni. L’importante è scegliere i tempi di cottura, immergendo i pesci, appena infarinati, nell’olio bollente al momento giusto». Alla cicarella l’onore della chiusura, solo una brevissima immersione per lasciarne intatti sapore e consistenza. Il risultato è un piatto leggero, divertente, ricco di mare, da gustare passeggiando lungo i moli di Acquamorta con in mano l’irrinunciabile bicchiere di falanghina flegrea.

La Sagra del Mare Flegrea propone un po’ tutto il tradizionale repertorio gastronomico locale: dai primi piatti di mare, preparati ai ristoranti flegrei, all’impepata di cozze ed alle pizzette d’alghe per chiudere con anguria e dolci; ad accompagnarli tammorre, musica e balli. Ma il vero piatto forte di una sagra che da venti anni attira visitatori da tutta la regione rimane la frittura di Pietro.

Romualdo Scotto di Carlo

Sagra del Mare Flegrea
Monte di Procida NA
5 – 8 agosto 2010
www.sagradelmareflegrea.com

Pesci pronti per la frittura
Pietro Pugliese alla frittura

3 commenti

  • Angela

    (29 luglio 2010 - 15:48)

    Noi indigeni, ovviamente ci saremooooooooooooooooo

  • Lello Tornatore

    (29 luglio 2010 - 17:27)

    Ci credo! Tenuta Montelaura ha una clientela oltre che regionale e nazionale, in parte anche straniera.
    Ti posso assicurare che i maggiori problemi per raggiungerci li hanno i nostri corregionali. Da una ricerca effettuata su un campione di persone adulte tra i 40 e i 50 anni, di sesso maschile, che portano occhialini rotondi e con i capelli ricci, si è potuto appurare che hanno nel loro dna un gene che li porta a smarrirsi allorquando inforcano un’automobile. Tale ” malattia genetica” è stata denominata la “Sindrome Scotto Di Carlo”. Sarebbe interessante capirne le origini, magari chiedendo lumi in merito a Piero Angela… :-)))))))

  • Vittorio

    (8 agosto 2010 - 12:45)

    Salve, volevo sapere se sarà disponibile un sevizio navetta per raggiungere il sito, vista la impossibilità di parcheggio in loco.
    Grazie

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