Montecorice, Sulle Onde della Collina

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Sulle Onde della Collina

Avviso per coloro che sono in vacanza tra Agropoli e Acciaroli: ecco la fresca novità dell’estate, firmata da Maryda Geraci e Danilo Porro, entrambi napoletani, che da qualche anno si sono buttati anima e corpo della costruzione di questa casa, in società con l’amico Antonio Engle, sul poggio di una collina da cui si domina il mare a cavallo di Punta Licosa nel comune di Montecorice. Qui stanno vivendo la loro seconda vita.
Maryda è un’artista, Danilo un appassionato pescatore subacqueo, insieme, senza soldi pubblici, hanno investito qui: un piano terra con la sala ristorante, un salottino, al secondo sei stanze personalizzate dove trascorrere la vacanza e il week end a dieci minuti di auto da alcune delle più belle spiagge della Campania, Ogliastro, Agnone, Acciaroli. La costruzione è in materiali locali, pietra e legno, ben integrata con la proprietà dove si coltiva l’orto che finisce poi nel piatto.
D’estate, ovviamente si mangia fuori avvolti dall’arietta fresca e dai segreti del buio cilentano. Lo stile della cucina non è folk, bensì moderno, gourmet ma senza voli pindarici e troppe pretese, se non quella di sfruttare la materia prima del mare e della campagna e divertirsi con presentazioni light e aggiornate. Gli antipasti (7-8 euro) prevedono polpette di gamberi, polpette di alici Papilarl, invenzione del comune amico Marco Pappalardo: impanate e fritte di dimensione oliva ascolana ed arrostite con la salsa di menta, a base di olio, menta fresca e pepe e alici baciate con aioli e ketchup dello chef, polpette di polpo con insalatina, tartare di ricciola su dischetto di pasta al sesamo, parmigiana di melanzana e caponata al sugo di pomodorino.
Noi abbiamo provato come entré un bel gambero grudo con le sue uova su gelatina di limone. I primi (10 euro) ci parlano di semplice chitarra con le vongole, gnocchetti in crema di cozze, gnocchi con crema di ceci e gamberetti, gnocchetti Zì Fedi con ricciola, pomodorini e mandorle, tortelli di ricotta con pesto di basilicato. I secondi valgono da soli il viaggio: dentice arrostito con crepé croccante alle verdure (provata), ricciola all’acquapazza, ricciola al cartoccio, salciccia di maiale cilentano. E qui siamo sui 13-14. Infine il dessert prevede il semifreddo al caffè, la mousse di yougurt di bufala e il duetto di cioccolato bianco con cacao. Sui 6 euro.
Piccola ma gradevole, educata e centrata carta dei vini dove dominano i locali (e che locali: Maffini, San Giovanni, Case Bianche), qualche campano. Mangerete pagando 30/35 euro a testa e dormirete per 40/45 euro a persona. Esperienza in puro Cilento life style, equilibrata e onirica