Montepulciano d’Abruzzo 1977 doc

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PEPEUva: montepulcianoFascia di prezzo: non disponibileFermentazione e maturazione: cementoNel mondo dei patiti del vino a volte citare le annate più antiche e preziose come esperienza papillosa corrisponde più o meno al vantarsi dei ragazzini di avere il pene più lungo, oppure al racconto delle perdite al tavolo verde dei giocatori. Per questo ho sempre un po’ di timore che queste schede possano essere malintese, anche perché siamo in un sito di servizio che dichiara la sua pubblica utilità in cambio della quiete impossibile da ottenere in forma di blog: ma vi devo brevemente riportare al Montepulciano di Pepe, un prodotto di nicchia molto coerente a se stesso ben prima che scoppiasse nel club radical chic del vino la moda per il bicchiere naturale e senza solforosa, l’idea un po’ infantile insomma che il vero compito del produttore sia spremere la terra e fare il vino. Tutto al contrario, invece, perchè in questi casi la sapienza deve essere ulteriormente armata di precisione ed esperienza, come quella della famiglia Pepe che ha iniziato a lavorare con questi metodi nel 1964. Ora vi devo dire di aver avuto un Vinitaly un po’ travagliato per via delle polemiche determinate dalla copertina dell’Espresso e delle vicende seguite in sede europea e internazionale per cui stavolta ho potuto dedicarmi davvero poco al vino in quanto tale restando praticamente chiuso ad acqua minerale quasi sempre in sala stampa a scrivere per il Mattino. C’è però una cosa bella che ho fatto, ed è stata questa degustazione insieme al mio amico Andrea De Palma fra qualche decina di giapponesi rimasti scioccati dal prodotto: senza menate e con estrema semplicità Sofia, una delle due figlie di Emidio, fondatore della mason di Torano, mi ha versato questo vino di 31 anni fa perfettamente integro quanto e se non più di un aglianico o di un gaglioppo, gli altri due vitigni meridionali che sinora mi hanno consentito di fare un viaggio nel tempo. Al fascino di questo lavoro si è aggiunta la piacevolezza della beva in cui l’ossidazione ha sicuramente un ruolo, ma ancora ben contenuto dalla tenuta complessiva del rosso oltre che dalla freschezza, assolutamente insospettabile per un montepulciano che in genere sin dalle sue prime battute appare destinato alla piattezza. Pepe è una delle poche aziende del Sud, ma potrei anche dire italiane, capace di sforare nei decenni con questa facilità grazie ad una attenta e giudiziosa politica di gestione delle annate e dello stoccaggio. Sicuramente la sua beva è ruspante, direi per certi versi un po’ monocorde nella sua statuarietà, ma anche decisa, pulita, persistente, sincera. Niente lieviti selezionati, niente solforosa o interventi di stabilizzazione, niente filtraggi, la voglia è quella di fare un vino quanto più possibile fedele al suo naturale percorso evolutivo. Questo determina ovviamente molti zig zag fra le annate ma anche, tirando le somme, ad un incondibile stile della cantina facilmente riconoscibile. per questo i Pepe hanno un pubblico molto fidelizzato, devo dire per il rosso come per il Trebbiano che io trovo straordinario per la sua semplicità. Vi sembrerà strano o eccessivo, ma il 1977, grazie al suo nerbo, è un rosso ancora ben abbinabile, magari a certi pecorini po’ più stagionati. Una consolazione per un Vinitaly quasi dry.Sede a Torano Nuovo. Via Chiesi 10. Tel e fax 0861.856493. www.emidiopepe.com Enologi: Emidio Pepe e Federico Staderini. Ettari: 12 di cui 10 di proprietà. Bottiglie prodotte: 75.000. Vitigni: trebbiano e montepulciano.