Montevetrano 2002 da Oscar

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L’ultima sfida di Silvia si chiama vendemmia 2002, la difficile annata alla quale tutti i grandi vini sono attesi al varco. E ci chiediamo come questo cuore di donna sia così forte e gentile, capace di tirare dritto esaltando il territorio senza mai scadere nel localismo provinciale. È qui il segreto di questo rosso, unica nomination campana alla Notte degli Oscar organizzata dal cardinale Richelieu del vino, Franco Ricci. Il Montevetrano di Silvia pensato con Riccardo Cotarella fu lo squillo di tromba con cui dieci anni fa la Campania annunciò all’Italia e al mondo la sua capacità di fare rossi di altissimo livello capovolgendo un luogo comune solo da poco tempo svanito. Cabernet sauvignon, merlot e una punta di aglianico in una zona completamente priva del peso della tradizione come l’IrpiniaE il 2002 si presenta davvero molto molto elegante, sentori di rose, frutta rossa, spezie, caffé, liquirizia, note balsamiche in uno spettro aromatico praticamente infinito nel bicchiere paziente. Ma è in bocca il capolavoro, un equilibrio perfetto, da manuale, tra la freschezza e la morbidezza, la struttura alcolica non esagerata ma presente, la capacità di lasciar pulito il palato molto rara nei vini italiani a base di cabernet sauvignon, un dosaggio ormai collaudato da Riccardo entusiasta di questi sei ettari piantati a ridosso della collina degli olivi del castello di Montevetrano dal quale si controlla Paestum e la piana del Sele. E le vigne, ormai al lavoro da dodici anni, hanno la maturità necessaria mentre il numero delle bottiglie è a quota 30.000. Non più solo vino cult impreziosito dall’etichetta dell’artista polacca Irene Kovaliska, ma solida realtà di fronte alla quale, basta attraversare il sentiero, c’è l’ospitalità di Anna, la sorella di Silvia, con il suo agriturismo La Vecchia Quercia da cui sorveglia la casa patronale, il giardino, la cantina in un’atmosfera autentica, indifferente al tempo ma capace di coglierne la caducità. Non amiamo i vini autoreferenti, cioé poco abbinabili, ma il Montevetrano 2002 è tanto grande da non poter essere disturbato dal cibo.