More Maiorum 2009 Fiano di Avellino docg

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More Maiorum 2009 Mastroberardino
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Uva: fiano di Avellino
Fascia di prezzo: da 10 a 15 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio e legno

Il legno pwe un vino è come le pinne: se sai nuotare ti aiutano a fare tutto più veloce. Lo ripeto ormai da tempo: non ci potrà essere consolidamento del Fiano di Avellino senza un uso ragionato e soprattutto studiato del legno.
Ecco perché seguiamo con piacere la strada di Mastroberardino e di Quintodecimo che non hanno paura di andare oltre il cicaleccio degli improvvisati secondo i quali la tradizione vuole acciaio (vero, è da almeno sette secoli che si usa).
Il punto è sempre come si padroneggiano gli strumenti enologici che la scienza e l’esperienza mettono a disposizione.

Questo 2009, annata sicuramente non formidabile per i bianchi irpini è ben giocata da Massimo Di renzo, la possiamo godere già dal naso pieno di mela matura, cedro, zafferano, note balsamiche, menta, timo. Un naso che evolve e che cambia con la temperatura nel mentre il vino respira.

Un bianco del 2009 che sembra della scorsa vendemmia. Al palato è davverio sconvolgente, con note di frutta che si alternano ad una vena amarognola prolungata che ti accompagna dall’inizio sino al gran finale insieme ad una esplosione di freschezza e a una ricomferma di tutto quello che si è sentito al naso.

Un Fiano ampio, che si esprimerà ancora lungo e dall’incredibile rapporto tra qualità e prezzo. Un segnale di come sia stato giusto mantenere questa etichetta e di quante soddisfazioni potrà dare un lavoro che vada in questa direzione, un metodo di approssimazione successiva tenendo conto delle incredibili variabili che ogni anno cambiamo per chi lavora in vigna.

Un dato è certo: il legno in questo caso ha fatto molto bene ad un’annata difficile, regalando un allungo e un ampiezza altrimenti molto difficili da raggiungere.
Una conferma della qualità del Fiano di Avellimo, davvero unico.

Sede ad Atripalda, Via Manfredi, 75-81
Tel. 0825.614111, fax 0825.611431
www.mastroberardino.com
Bottiglie prodotte: 2.700.000
Ettari: 200 di proprietà e 60 in conduzione
Vitigni: aglianico, piedirosso, fiano di Avellino, coda di volpe, greco di Tufo, falanghina

Un commento

  • Mondelli Francesco

    (7 giugno 2015 - 10:24)

    Sempre centrato.Come ancora una volta il professor Scienza ha ribadito:non c’è grande vino senza”scienza”ricerca università.Se gli Irpini ,con il grande vitigno che si ritrovano,vogliono giocarsela alla pari con i francesi devono per forza di cosa affidarsi agli studiosi della materia per fare quel salto di qualità in un futuro che ci auguriamo non troppo lontano.PS.Fa però piacere ascoltare,come è capitato ad una verticale di Fiano ,un giornalista canadese che a proposito del solo acciaio dice:e pensare che i francesi per ottenere questi risultati i loro bianchi devono metterli in legno.Romanticismo?No.Semplice coscienza delle enormi potenzialità del vitigno principe campano.FM.

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