Morigerati in Cilento: arriva il primo fiano biodinamico coltivato ad alberello. By Bruno de Conciliis

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Bruno sul nuovo v igneto di Morigerati (FotoPigna)

Eccoci nel vigneto più meridionale della Campania, proprio ai bordi della Lucania di Maratea. Morigerati, paese albergo e di Oasi naturale. Tutto era sotto il mare un milione infinito di anni fa.
Adesso invece bisogna salire, per raggiungere gli ottocento metri di questo vigneto circondato da pecore e boschi.

Le rocce marine emerse

Rocce levigate come il fondo di un fiume, fossili, conchiglie. Qui la Campania vulcanica è lontana, il centro con più di ventimila abitanti è a cento chilometri, il buio della notte ti abbraccia torbido quando lasci alle spalle le luci sporche della città.

Il vigneto di Morigerati sospeso sulle nuvole (FotoPigna)

Il sindaco di Morigerati di chiama Cono D’Elia, ha in testa le stesse cose di Angelo Vassallo, ma il grande vantaggio di stare nelle zone interne e non sul mare dove le pressioni dei palazzinari sono enormi e continue. Cono non vede altro futuro se non creare turismo compatibile e rilanciare alcune produzione di qualità, come l’allevamento delle capre. Sa bene che un vino può rendere il paese famoso in tutto il mondo e con Bruno ha fatto un accordo. Io ti do otto ettari in fitto per trent’anni, tu mi ci fai il vino e crei occupazione.

I pali in castagno dei boschi del Cervati (FotoPigna)

Bruno ha quindi finalmente la possibilità di esprimere il suo estremismo senza mediazioni: qui si farà solo fiano, il più alto della Campania, sotto le refole fredde dei monti lucani e del massiccio del Cervati. Ma non basta: per la prima volta il fiano sarà allevato ad alberello con una previsione di 500, 600 grammi per pianta.
E ancora: tutto secondo i principi della biodinamica, una conseguenza in un suolo vergine mai coltivato e circondati da boschi.

Le piantine di fiano si affacciano alla vita (FotoPigna)
Bruno fotografa le piantine (FotoPigna)
Il flysch cilentano (FotoPigna)


L’estremismo agricolo non può che nascere sul flysch sui cui è steso il Cilento, che per questo motivo non è Campania ma, geologicamente parlando, Basilicata.
Le piante dovranno spingere in profondità le radici per bere.

 

Di noi non resta ciò che raccogliamo, ma quello che piantiamo (FotoPigna)

 

Il bosco di Morigerati (FotoPigna)

Siamo stati qui nell’agosto 2009, quando il tutto era stato appena acquisito. Ci siamo tornati in questa Pasqua serena. Ora dovremo aspettare tre anni prima di bere il primo sorso di questa avventura straordinaria.


Aspetteremo:-)


14 commenti

  • gaspare

    (25 aprile 2011 - 10:29)

    auguri al cilento, allora!

  • Lello Tornatore

    (25 aprile 2011 - 10:50)

    Bello…ho solo qualche perplessità sul sesto d’impianto…non è che sia eccessivamente stretto? Come si sa il Fiano è molto vigoroso, e quindi, nonostante sicuramente sia stato adottato un portinnesto “riducente”, la genetica del vitigno è quella…

  • enrico malgi

    (25 aprile 2011 - 12:46)

    Quando parla una persona così competente si fermano gli orologi ;-)))))))))))))))))))))))))))
    E, comunque, onore al merito a Bruno ed un grosso in bocca al lupo per questa sua nuova performance. Peccato che bisogna aspettare così tanto per poter degustare questo nuovo Fiano, che, ne sono sicuro, sarà sicuramente connotato da grande successo.
    Abbracci.

  • Carmelo Corona

    (25 aprile 2011 - 13:30)

    Quanta bellezza!! Bella ed encomiabile iniziativa. Luogo di grande suggestione e di sicura vocazione per il vino. Degna di nota anche la forma di allevamento scelta, l’alberello, antica e vocata alla grande qualità. Contesto esemplare per tutto il mondo dell’agricoltura ecosostenibile. Un successo annunciato. A Bruno de Conciliis il mio personale e sincero “in bocca al lupo” per questa nuova ed stimolante avventura vitivinicola…

  • Simone

    (25 aprile 2011 - 14:28)

    Un progetto bellissimo, un abbraccio grande a Bruno !!

  • Gigino Reale

    (25 aprile 2011 - 19:02)

    Grande progetto, Grande squadra, Grandissimo Bruno……..

  • daigoumee

    (26 aprile 2011 - 03:45)

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  • patrizia malanga

    (26 aprile 2011 - 08:50)

    Bella impresa! Complimenti ed auguri a Bruno ed al suo team

  • Riccardo

    (26 aprile 2011 - 13:36)

    Lello il sesto d’impianto è di 1,60 m… stretto ma non strettissimo

    • Lello Tornatore

      (26 aprile 2011 - 15:22)

      Premesso che faccio il tifo per Bruno, che ha coraggio da vendere nell’imbarcarsi in sempre nuove “avventure”e quindi solo per questo andrebbe sostenuto, a occhio, mi sembrava un filino alta la concentrazione di ceppi per ettaro, quindi non solo per le distanze tra le file, ma anche per quelle tra una barbatella e l’altra, naturalmente il tutto in relazione al vitigno di cui stiamo parlando, che ribadisco ha caratteristiche di vigoria estremamente sviluppata di cui ne ho contezza per esperienza diretta (sono produttore di Fiano) ;-))

      P.S. @ Riccardo : sei imbarcato anche tu in questa nuova avventura di Bruno? ( magari per quanto riguarda l’aspetto tecnico…)

      • Riccardo

        (26 aprile 2011 - 15:41)

        imbarcato è dire poco :-p il sesto d’impianto è a settonce 1,6 x 1,4 con 4700 ceppi ettaro… l’alberello è una scommessa ben sapendo che il fiano è vigoroso e produce lungo…

        • Lello Tornatore

          (26 aprile 2011 - 16:55)

          Ci punto anch’io qualcosa su questa scommessa…in bocca al lupo a Bruno e a Riccardo ;-))

  • […] Il primo Fiano biodinamico si coltiva a Morigerati. Il viticoltore cilentano Bruno De Conciliis ha creduto, osato ed investito in un esperimento nuovo: produrre un vino bianco nel Cilento, nelle alture delle montagne sopra Morigerati, posizione perfetta per la coltivazione del Fiano. Tutto in produzione strettamente bio-dinamica. http://www.lucianopignataro.it/a/morigerati-in-cilento-arriva-il-primo-fiano-biodinamico-coltivato-a… […]

  • arturo manfredi

    (1 agosto 2011 - 16:57)

    vigneto specializzato e metodo biodinamico…mmhhh
    biodinamico e sesto d’impianto stretto…doppio mmmhh
    impianto con mezzi meccanici (benna di scavatore) ….mah
    biodinamico in etichetta…ok this is business
    e l’ambiente? alla prossima puntata
    il cilento è terra di cilentani, della serie “ma che percentuale…”

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