In campo il consigliere regionale Carpinelli, dure accuse dall’ex presidente degli allevatori bufalini Ettore Bellelli
E il Consorzio replica al ministro: nessun commissariamento
Un’altra giornata pesante nel settore. Sequestri nel Casertano mentre cresce la voglia di una parte della Campania di affrancarsi da Napoli e da Caserta. Pubblichiamo il comunicato di Carpinelli, le dichiarazioni del vicepresidente del Consorzio e quelle dell’ex presidente degli allevatori bufalini Ettore Bellelli.
MOZZARELLA: basta con la DOP Campania!
Occorre un nuovo marchio territoriale DOP Paestum
Già nel marzo del 2008 avevo segnalato la necessità di sganciare la provincia di Salerno dal marchio DOP Campania. Purtroppo i fatti mi danno ragione! Non è giusto che l’alta qualità e la grande capacità ricettiva dei caseifici del Salernitano siano penalizzati dal pressapochismo dei controlli di altre zone. Non posso che condividere l’intervento del Ministro dell’Agricoltura Zaia che denuncia adulterazioni e truffe nella produzione della mozzarella campana, che provengono nuovamente e sempre dalla Provincia di Caserta. Ieri con la diossina e oggi con le mozzarelle annacquate, mi domando domani con quale altra truffa si continuerà a colpire il prestigio di un prodotto famoso nel mondo: episodi del genere non devono più ripetersi!
La filiera bufalina in Campania vanta una produzione di 33 mila tonnellate con un fatturato di 280 milioni di euro e conta circa 20.000 occupati. La mozzarella di bufala è al 4° posto per produzione tra i formaggi DOP in Italia.Nella nostra regione si concentra il 90% della produzione nazionale di cui l’84% è commercializzato sul mercato italiano mentre l’export rappresenta il 16%.
Alla luce di questi scandali, la provincia di Salerno deve prendere atto che non esistono più le garanzie della filiera bufalina su scala regionale. E’ giunto il momento di rinunciare all’equivoco marchio DOP Campania che come dimostrano i fatti, serve solo come paravento ad un nucleo minoritario di allevatori corsari ed irresponsabili che con il loro comportamento distruggono la credibilità di tutti gli altri onesti produttori.
Propongo pertanto all’Assessore della Provincia di Salerno all’Agricoltura Mario Miano, di convocare urgentemente un tavolo e che si vada alla promozione di un nuovo marchio: Mozzarella DOP Paestum.
Il Marchio Paestum troverà radici antiche nella storia della Magna Grecia, questa è l’unica risposta che ci resta, forte e convincente e necessariamente utile per restituire forza ad un prodotto così apprezzato che il mondo intero ci invidia e che bisogna assolutamente salvaguardare.
Alla politica ed alle istituzioni spetta il compito di onorare il lavoro serio e prestigioso dei produttori dell’ “oro bianco” della provincia di Salerno.
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Comunicato stampa ufficiale On.le Ugo Carpinelli
Ed ecco il punto: le altre prese di posizioni
Il Consorzio di tutela della mozzarella non è stato commissariato. Ad affermarlo è il vicepresidente del Consorzio di tutela della Mozzarella di Bufala Campana, Mimmo Raimondo.
Commentando le affermazioni del ministro delle Politiche Alimentari e Forestali Luca Zaia, secondo il quale dai controlli effettuati risulterebbero sofisticazioni per il 25% della produzione di mozzarella di bufala, Raimondo ha infatti smentito categoricamente la notizia di un presunto commissariamento del consiglio di amministrazione del Consorzio.
«Non esiste alcun commissariamento – taglia corto il vice presidente del Consorzio – il ministro ha solo disposto l’invio di una commissione formata da quattro esperti che si aggiungeranno nei prossimi tre mesi al lavoro dei rappresentanti del cda.». Raimondo è quindi intervenuto anche sulla notizia, diffusa dallo stesso Zaia, secondo la quale tra i campioni di latte di bufala contraffati con l’aggiunta di latte vaccino ve ne sarebbe uno proveniente dalla produzione del presidente del Consorzio, Luigi Chianese. «Tra i quaranta prelievi effettuati in un anno – ha proseguito Raimondo – vi è un solo campione che risulterebbe contraffatto. Dico risulterebbe, poichè siamo in attesa delle ‘controanalisì. È evidente che non si può condannare nessuno prima dei risultati delle controanalisi, che potrebbero capovolgere la situazione».
Infine, Mimmo Raimondo ha anche messo in discussione i dati presentati dal ministro Zaia a proposito del numero di prelievi risultati contraffatti. «A noi risulta che i campioni di latte incriminati non superano il tre per cento del totale. Il ministro parla del 25 per cento. Sono dati chiaramente contrastanti, sui quali attendiamo con serenità una parola ufficiale. Chiedo a tutti gli organi di informazione di essere precisi e puntuali nel divulgare le notizie – ha concluso il vicepresidente del Consorzio di tutela della Mozzarella di Bufala Campana – È un momento delicato, e non vorrei che qualcuno cavalcasse la tigre in vista delle prossime elezioni regionali».
Di tutt’altro tono sono invece le parole dell’ex presidente dell’Associazione Nazionale Allevatori Bufalini ed ex consigliere salernitano del Consorzio di Tutela, Ettore Bellelli. «Abbiamo toccato il fondo – ha commentato – La notizia non mi sorprende, anzi era inevitabile. Per anni, il presidente Chianese ha detto il comparto soffriva di una iperproduzione di latte di bufala, tanto che si è battuto in prima persona per introdurre nel disciplinare la possibilità di utilizzare latte congelato. I controlli di questi mesi, dimostrano esattamente il contrario: latte di bufala non ce n’è». «Per anni c’è stata una sordida speculazione da parte di alcuni soggetti e alcuni caseifici che hanno solo speculato sull’affare delle mozzarelle. Ora non ci resta che rimboccarci le maniche e ripartire, sperando che il prossimo consiglio di amministrazione sia formato non solo dai trasformatori del latte, ma anche dai produttori, in rappresentanza dell’intera filiera». (ANSA)























bravo Carpinelli, difendi Salerno dalle truffe Casertane!!!!
Spero che altri politici salernitani si rendano conto dei danni che la nostra provincia sta subendo. Aiutateci a combattere i truffatori!!!
L’idea di consorzi separati per ogni zona di produzione mi sembra utile per la trasparenza nei confronti dei consumatori e per un maggiore controllo. Ma non nascondiamo che è anche un’esigenza politica per controllare il consorzio stesso in cui i rappresentanti delle altre zone sono in minoranza.
Credo meno al congelamento del latte per iper produzione e di più alla minore richiesta di mozzarella in determinati periodi (non è la stessa cosa) e soprattutto, come riporto da me, c’è un vantaggio economico nel tagliare il latte di bufala anche quando c’è in abbondanza.
si aspiett’ a provincia stai frisk!
Convengo con l’on. Carpinelli. DIFENDIAMO IL NOSTRO TERRITORIO
E’ deleterio ciò che è successo a Caserta. Evitiamo che tutto ciò accada anche a Salerno. I politici a sostegno della mozzarella salernitana. Si alla Mozzarella DOP
Come sempre la pubblicità negativa della Campania ricade anche su Salerno.
Scusa, non sapevo che Salerno non facesse più parte della Campania!
Da quando?
è perchè Salerno deve pagarne le conseguenze per le cattive gestioni e amministrazioni della Campania
Scusate, ma se esce uno scandaletto mozzarellato nella provincia di Salerno che facciamo? il dop rionale?? Tutti sicuri che non c’è latte congelato o vaccino nella dop salernitana??? Nessun incrocio tra latte di bufala e latte di mucca? che si fa, si mette la mano sul fuoco? ;-)
Grazie Ugo, ma gli altri politici salernitani dove sono. Tutelate la nostra qualità
io propongo di utilizzare come mascotte della Salernitana la Mozzarella.
@Vincenzo
Il problema vero non è ovviamente normativo, ma il fatto secondo me che il termine Campania non è percepito più positivamente da un paio di anni a questa parte.
Pensiamo che alcuni caseifici che hanno fatto l’immagine della mozzarella, Vannulo per tutti, da tempo sono fuori dal Consorzio.
Fa rabbia (moralmente) denunziare ciò che ha denunziato Carpinelli, ma purtroppo il pressapochismo e la solita “furbizia” di certa gente senza scrupoli rappresenta la sacrosantissima, crudele e schifosa realtà di certe zone della Campania!
Le ragioni di un Consorzio salernitano sono chiare e forse condivisibili. Ma se non si vuole che la mozzarella Dop passi per non essere della intera regione, occorre che “campana”, e quindi del Consorzio campano, sia ben in vista nel Mondo. Nelle pieghe dei separatismi si infilano gli scopiazzatori. Già si stenta, così, a far capire che si tratta di un prodotto della regione, perchè la Campania è ancora un puntino non ben identificato sullo Stivale, all’estero, figuriamoci chi capirebbe diciture che facciano riferimento a Paestum o Presenzano! Invece, il metodo: controlli. Rigidità. Meritocrazia alla statunitense: “non funzioni?” “Via!”.
Chi è nel Consorzio deve rispettare le regole, senza aspettare che sia il Ministero a prendere provvedimenti.
Concordo pienamente con Monica, la frammentazione nella comunicazione non paga, sotto questo aspetto pare che il vino non ci abbia ancora insegnato niente. Local è bello ma il confronto, non lo dimentichiamo, è globale, se poi pensiamo che la mozzarella se la debbano mangiare solo i campani, allora il discorso cambia radicalmente, ognuno si può fare la sua bella visita al caseificio, conoscere il produttore, la sua filosofia aziendale, cosa mangiano le bufale ecc.. e acquistare.
Mi meraviglioche in questa storia non abbiano ancora tirato in ballo la parola magica camorra per coprire quest’altra ondata di melma, sugli ei fu prodotti campani !!!
Perchè è così difficile ogni cosa da noi , anche quando madre natura, immeritatamente, ci regala prodotti unici ed irrepitibili altrove???
sistema, la parola magica…..ma la Campania riuscirà mai a comprenderne il significato e applicarlo nella vita e nelle sclte di vita e d’impresa? lo spero, ma ho tanti dubbi in proposito, spetta a noi non arrenderci, fare sitema e rete di comunicazione per fare da leva e spinta perchè tutto ciò si realizzi