Mozzarella di bufala, arriva l’esame del Dna per scoprire da dove viene il latte

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Da sinistra: Antonio Limone, Carlo Petrini, Rosaria Castaldo e Vito Amendolara durante la confeenza stampa al Salone del Gusto di Torino

Arriva l’esame del dna per scoprire da dove viene il latte usato per la mozzarella di bufala. Proprio così, la prova considerata risolutiva per risolvere i casi più difficili servirà anche per garantire una volta per tutte la qualità del prodotto più importante della Campania oltre la pasta.


L’annuncio è stato fatto a Torino nel Salone del gusto nel corsodi una conferenza stampa a cui hanno partecipato Carlo Petrini, l’assessore Vito Amendolara e il commissario dell’Istituto Zooprofilattico Antonio Limone
Qui il mio articolo pubblicato sul Mattino

5 commenti

  • Luciano Pignataro

    (23 ottobre 2010 - 14:20)

    E’ però amaro vedere che solo la costrizione obbliga alla rettitudine commerciale quando sarebbe interesse primo dei produttori a far si che le cose andassero bene

    • giancarlo maffi

      (23 ottobre 2010 - 15:04)

      Questo e’ un discorso molto piu’ ampio che mi piacerebbe trattare con temi piu’ profondi se non fosse che scrivere sul telefonino e’ a dir poco snervante. La costrizione e’ tema che percorrera’ semprepiu’ una societa’ malata di egocentrismo come la nostra, dove certo non prevale piu’ il concetto umano di solidarismo. Infatti e’ un modello di consociativismo umano fondato esclusivamente su costrizioni e divieti. Pare siano gli unici collanti di questo tipo di societa’ attuale.oggi e’ il controllo delle urine delle bufale, peraltro evidentemente utile, domani sara’ il controllo delle urine dei parlamentari.ah no scusate,con quello ci avevano gia’ provato. Vedete dove stiamo andando … E anche di corsa, mi pare:-(

  • Vignadelmar

    (23 ottobre 2010 - 18:41)

    Certo, finalmente !
    .
    Viene però l’amaro in bocca a pensare che sia assolutamente necessario utilizzare simili metodologie per “convincere” i produttori a proporre un prodotto non truffaldino……servirà mica anche per il vino ???
    .
    Ciao

  • Monica Piscitelli

    (23 ottobre 2010 - 22:17)

    Una bella iniziativa, adesso chiediamo a tutti i media internazionale di dar notizia della cosa con lo stesso zelo con il quale danno le brutte notizie. E poi: muoviamoci a risolvere la questione spazzatura. Amici da tutta Europa mi dicono che non si parla d’altro. Se controlliamo il territorio con tanta efficienza con l’Orsa e poi comunque appaiamo una regione zozza … Purtroppo la spazzatura fa più notizia del controllo sulla mozzarella. Ma ripetiamolo: la mozzarella campana dop (e non solo lei) è IPERCONTROLLATA dal sistema Orsa. i colleghi che vogliono avere dettagli posso partire da qui:http://www.orsacampania.it/.

  • Gennaro Marino

    (23 ottobre 2010 - 22:33)

    Da un’analisi sulla banca dati più accreditata nel mondo della scienza (ISI web of knowledge) non risulta alcuna pubblicazione scientifica riguardante l’argomento. Sarebbe bene non pendere dal verbo di Petrini o Amendolara che di scienza e di DNA ne capiscono ben poco. Forse sarebbe stato accorto consultare sull’argomento i professori Addeo e Chianese della Facoltà di Agraria che già alla fine degli anni ’70 misero a punto il primo metodo per identificare l’adulterazione di latte vaccino nelle mozzarelle e che sono considerati a livello internazionali tra i più qualificati studiosi della chimica e della biochimica di questo formaggio.

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