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Napoli, ATuttoVino De Angelis

25 febbraio 2008

Via Manzoni, 239
Tel. 081.2478030

Una di quelle giornate in cui la città di Napoli è spaccata a metà: la collina di Posillipo esposta al sole e il centro storico nelle nebbie, sotto una rete plumbea calata da est.
Il sole scalda le ville milionarie con vista mare sul Golfo ma si diverte a giocare a nascondino tra i palazzi affastellati lungo i vicoli. In giro per la città, sulle tracce del mio passato, mi fermo nei pressi di Torre Ranieri. Di qui, pochi passi separano dalla bella via Petrarca che ha visto i miei natali. E’ questa la Napoli dove si respira a pieni polmoni la cartolina più tradizionale della città. Anche una sola passeggiata in quella che è, ufficialmente, la zona più d’elite, e, tutto ad un tratto, ci si ricorda per quale ragione vale la pena viverci. E morirci.

Davanti agli occhi hai un paesaggio che commuove, che ti pugnala al cuore quando pensi a cosa c’è sull’altro lato della cartolina.
In cerca di uno svago da questi pensieri attraverso la strada per scoprire cosa riserva il negozietto la cui porta è sormontata da un’insegna ammiccante: aTuttoVino. Creata circa sei anni fa per hobby e per passione da Antonio De Angelis, questo piccolo paradiso per curiosi enoappassionati, offre una buona e, soprattutto, ben ragionata, e originale, scelta di vini. Bianchi e rossi nazionali, con incursioni Oltreoceano; dopo pasto ricercati e saggi di “cioccomania” sfrenata come  il cioccolato al Formaggio di fossa, quello con la crema di Sangiovese e Albana passito, come i tocchetti di fichi bianchi del Cilento al cacao e ricoperti da fondente aromatizzato al limone; come i baci di Cherasco fatti con un impasto di Tonda Gentile delle Langhe, miele e cioccolato e, infine, Gianduiotti estrusi, trafilati.
Sommelier, degustatore di formaggi e di cioccolato, sua seconda passione dopo i vini, De Angelis ha fatto del poco spazio virtù. Ed ecco che questo localino si trasforma nell’enoteca nella quale trovare chicche per curiosi stanchi del solito, palati esigenti e “enospendaccioni”. Al bando, tendenzialmente,  i vini che si trovano ovunque, anche a costo di far vittime eccellenti. Ma è chiaro l’indirizzo: spazio ai vitigni autoctoni  e alle produzioni di qualità. Qui si premia il produttore agricoltore e l’unicità del vino.
Un’occhiata a vitigni e bottiglie in cerca di conferme: Aglianico, Fiano beneventano, Longanesi, Ruchè, Foja Tonda, Tocai Rosso del Veneto, Lacrima di Morro d’Alba, Vernaccia Nera di Serrapetrona, Tintilia del Molise, Cesanese del Piglio, Kerner altoatesino, Verdicchio di Matelica, Trebbiano di Soave, Timorasso, Passerina, Pecorino e così via. Sono circa 500 le etichette presenti, ordinate per zone, ma anche riclassificate in maniera originale. Fino a 12 euro portano al collo una fascetta verde che le evidenzia come “vantaggiose”, tra 12 e 25 una gialla per quelle “superiori”, e oltre 25 ( “a + infinito”, scherza il proprietario), e una rossa per quelle “di pregio”. Un sistema immediato ed efficace per facilitare l’acquisto anche al più frettoloso degli avventori.

Pochi, in verità, i clienti di questo tipo, dato che il locale serve una clientela fidelizzata e non di passaggio, data la zona. Una clientela che approfitta dei consigli del enotecario e partecipa alle serate su prenotazione che questi organizza a partire dalla primavera. Come gli appuntamenti formativi di approccio al vino o le degustazioni che d’estate trovano un po’ di spazio in più nei tavolini sulla strada.

Monica Piscitelli

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