Napoli, Enoteca Divinoinvigna

Letture: 91

Rione Alto
Via Sigmund Freud 33/35
Tel e fax 081/3722670
dinvinoinvigna@libero.it

Questa nuovissima enoteca, nel cuore del Rione Alto, c’è stata segnalata da una nostra affezionata lettrice rimasta colpita, in particolar modo e  fra le altre cose, dal fatto di poter acquistare le bottiglie già a temperatura di servizio, pronte solo da essere stappate e bevute. In realtà l’enoteca di Mauro Erro è molto di più, candidandosi a vero e proprio rifugio per tutti gli amanti del buon bere e non solo per chi vive nel quartiere. Vale la pena, infatti, muoversi per andare a visitarla. Troverete un ambiente caldo ed accogliente con una piacevole musica (jazz) di sottofondo. L’esposizione sistematica delle bottiglie, per regione, è caratterizzata dalle etichette più importanti coricate sul fianco ed una scheda sintetica che ne riassume i dati più significativi: vitigno, annata e tecnica di vinificazione.  La selezione fatta da Mauro pur prevedendo dei classici non è affatto scontata. Affianco ad etichette più commerciali e prevedibili ci sono infatti quelle più interessanti di piccoli produttori. Circa 450 etichette con 100 referenze “made inCampania”, una cinquantina dal Piemonte ed altrettante dalla Toscana. In ogni caso è disponibile una vasta scelta non solo di bottiglie importanti ma anche dai prezzi decisamente più accessibili tra i quali voglio segnalare, ad esempio, l’ottimo Greco 2005 della Cantina del Taburno. I prezzi mi sembrano studiati attentamente ed anche in questo caso sono alcuni particolari a fare la differenza e destare consensi. In Campania troviamo, per fare un altro esempio, il Fiano di Avellino “Vigna della Congregazione” di Villa Diamante disponibile sugli scaffali sia nel millesimo 2003 che 2004 a prezzi diversi seguendo le giuste logiche commerciali e non quelle distorte della speculazione di mercato: il 2004 “3bicchierato” costa così (sorprendentemente) di meno! Dando uno sguardo alle altre regioni la curatissima selezione prevede etichette conosciute ed affermate a livello nazionale ma non sempre reperibili con facilità (soprattutto tutte insieme) nel capoluogo campano. Troviamo il Verdicchio di Villa Bucci nelle Marche, i vini di Burlotto in Piemonte, quelli di Benanti in Sicilia oppure, ancora, il Brunello di Montalcino di Mastroianni in Toscana. A proposito sempre di Toscana coraggiosa quella di tener fuori nomi come Banfi e Frescobaldi.I vini sono stati tutti scelti personalmente dopo essere stati degustati da Mauro: non sempre, così, troviamo tutta la linea di un produttore ma solo quei vini che ha ritenuto validi e che, più semplicemente, gli sono piaciuti. Piccola selezione di distillati mentre ancora “work in progress” la selezione di altri prodotti tipici dove troviamo la pasta di Gragnano, il miele del Parco Nazionale del Vesuvio e gli olii extravergini di oliva. Presente anche un’offerta di cristalli professionali da degustazioni.

Fabio Cimmino