Napoli, La Cantina di Triunfo e cinque ricette classiche

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Antonio Triunfo

di Marina Alaimo

La vecchia Cantina di Triunfo è stata recentemente ristrutturata, anche se entrando e sedendo ai tavoli si percepisce con chiarezza che qui è stata scritta una pagina di storia. In origine, almeno dal 1890, questo locale era una di quelle cantine popolari dove si andava per un bicchier di vino, magari accompagnato da qualche piatto semplice e frugale, o anche solo per comprare vino sfuso da portare a casa. Oggi quando trovo ancora uno di questi posti non posso fare a meno di entrarvi, li trovo deliziosamente poetici, ma sono ormai delle vere e propie rarità.

La sala della cantina di Triunfo

Negli anni 80 la Cantina, posta alla fine di via Riviera di Chiaia, alle spalle del Consolato Americano, con Carmine e la moglie Tina da una svolta ben precisa alle proposte della cucina, puntando decisamente alla ricerca di prodotti di territorio e di alta qualità. Non mancavano piatti di impostazione innovativa, che camminavano comunque pari passo con la cucina tradizionale napoletana, in un momento in cui a Napoli nessuno pensava manco lontanamente ad una proposta di questo tipo. La vendita del vino a mescita, offerta solo di mattina ha continuato comunque a caratterizzare il locale, rappresentando un punto di riferimento e di incontro per molte persone del quartiere.

Lo spumante Columella

Oggi la Cantina di Triunfo è totalmente gestita da Antonio, figlio di Carmine e Tina, il quale ha ereditato dal padre la grande passione per il mondo del vino, infatti ha studiato da enotecnico all’Istituto San Michele all’Adige. Segue personalmente la produzione di vino di famiglia a Torrecuso, dove trasforma le uve comprate dai vari conferitori, ottenendo vini dal sorso semplice e pulito. Columella è uno degli ultimi nati, uno spumante extra dry da uve coda di volpe, dai profumi agrumati e fragranti, di piacevole freschezza, proposto sempre appena si entra come aperitivo, accompagnato da stuzzichini vari, tra i quali non mancano mai le mie adorate peschiole.  Inoltre Antonio produce falanghina, coda di volpe  ed aglianico in purezza, proposti tutti anche nella versione vendemmia tardiva. Nonostante la veste moderna voluta per accattivare anche un pubblico giovane, di mattina si continua a vendere vino sfuso, ma anche le bottiglie di famiglia senza trascurare etichette di varia provenienza geografica. La  cucina ha mantenuto totalmente il vecchio stile, si propongono le ricette di famiglia scritte a mano, molte si ispirano alla cucina popolare napoletana del seicento e settecento, altre seguono una linea moderna per accontentare un po’ tutti i palati. C’è un menù del giorno, pensato con i prodotti recuperati in giornata dai vari fornitori, due primi, due secondi e due dessert. Si trova sempre un menù fisso con i piatti della famiglia Triunfo: crostata di tagliolini, cassuola di molluschi, salsa di vino rosso con sfilacci di carne , fettuccine con olive noci capperi pinoli e pan grattato, barchette di pasta frolla con crema chantilly, trionfo di triunfo.
Citiamo come ricette gli spaghetti al nasello

La Cantina di Triunfo, spaghetti con il nasello

 I ditali con frutti di mare e gamberi

Ditali con frutti di mare

 L’ottima zuppa di lenticchie e cacio

Zuppa di lenticchie

Il pasticcio di pesce e scarola

Pasticcio di merluzzo e scarola

Il baccalà con trippa e salsa all’uovo

Il baccalà di Triunfo

 Il nuovo stile del locale è in totale sintonia con il giovane Antonio, entrando c’è subito il banco per la vendita del vino o per l’aperitivo, poi seguono due sale in stile minimal, dove i vecchi tavoli ci sono ancora, ma sono tinteggiati di bianco. La grande novità è la cucina a vista posta in fondo, oltre la quale c’è la vecchia cantina, dove democrativamente convivono il vino da mescita e le tante bottiglie tra le quali spiccano etichette particolarmente interessanti e d’annata.
Buoni e a buon prezzo i vini, tra cui segnaliamo un Aglianico del Taburno doc

La Cantina di Triunfo è aperta sempre, tranne il martedì
Sede in via Riviera di Chiaia  64 Napoli. Tel. 081 668101



4 commenti

  • giulia

    (9 marzo 2011 - 14:25)

    i tubettoni alla chiaiese una vecchia storia dei pescatori della Chiaia, quando al posto della strda c’era sabbia e mare:) grazie per averci ricordato questo pattrimonio che tocca a noi custodire

  • Giuseppe

    (9 marzo 2011 - 14:28)

    brava Marina, un “pezzo” che fa venire fame !!!! ci vado la prossima volta che vengo a Napoli !!

  • francesco

    (9 marzo 2011 - 14:34)

    e con i costi come siamo messi?

    • Luciano Pignataro

      (9 marzo 2011 - 15:12)

      Antipasti da 4 a 6 euro
      primi a 8
      Secondi do carne a 14 e di pesce a 16
      contorni 4
      Le insalate a 7
      I dolci a 5

      Insomma, con 35 euro /max 40 antipasto, primo, secondo e dolce

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