Napoli, pizzeria Da Ettore

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Il calzone da Ettore

Via Santa Lucia, 56
Tel. 081.7640498
Sempre aperto. Chiuso la domenica. Ferie in agosto
Qui la scheda precedente sul sito

Nel 1936, un anno prima che i fratelli McDonald aprissero in California il loro primo chiosco di hot dog inaugurando una nuova era nella storia mondiale del cibo da strada, Ettore partiva a Santa Lucia con la sua trattoria-pizzeria, piccolo tempio napoletano del fast food. Appunto. Un’altra storia.

Dopo quasi 75 anni di attività, il figlio Mario, aiutato da figli e nipoti, vince ancora la concorrenza dei diabolici panini in salsa multinazionale con il suo Pagnottiello: un “pizza sandwich” cotto nel forno a legna e poi imbottito, a richiesta, («dopo la cottura» si ricorda nel menu) con parmigiana di melanzane, o con peperoni e funghi, con mozzarella e prosciutto, con pomodorini mozzarella e rucola, o friarielli con mozzarella o salsiccia. Tanto gusto e tante calorie, è vero, ma che si diluiscono in sapori ancestrali, riconoscibili, abbracciati da una pasta leggera perchè perfettamente lievitata.
La vera prova del nove però, si supera qui con la pizza Margherita (con fiordilatte o mozzarella di bufala) e con il calzone, ripieno con mozzarella, ricotta e prosciutto. Anche in questo caso impasto soffice, leggero e saporito, con le bolle bruciacchiate che si fanno mangiare: non come quando le parti annerite segnano la resa della pasta nel forno a legna di fronte ad una lievitazione forzata e forzosa.
Qui da Ettore, a pochi passi dal lungomare ma anche dalla principale sede della Regione Campania, turisti e soprattutto politici trovano oltre alle classiche pizze molti piatti della tradizione e della cucina casalinga, dagli spaghetti ai frutti di mare o al filetto di pomodoro, al sautè di vongole, alla frittura “all’italiana”, al polpo alla luciana.

'O Pagnuttiello

L’ambiente è semplice, il servizio è professionale nel suo compassato equilibrio tra cortesia e distacco, tipico dei locali dove il personale – come succede ad esempio a Roma, da Fortunato al Pantheon – ne ha viste (e sentite) parecchie ai tavoli, nel corso dei decenni.
Per chiudere, dolci della tradizione partenopea, dalla pastiera al babà per un conto che difficilmente supererà i 20 euro. Peccato per la lista dei vini e il tovagliato, che fanno un po’ troppo Prima Repubblica. Proprio come molti inquilini del Palazzo di fronte.

Virginia Di Falco